e qui in pdf - Cooperativa Rosse Torri

PosteItalianeSpA–Sped.abb.post.DL353/2003
(conv. L.27/2/2004 n.46) art.1, com.1,NO/TORINO
Il prossimo numero sarà in edicola mercoledì 22 aprile 2015
Stampato su carta riciclata
C
Quattordicinale di informazione sociale e culturale
Anno XXVIII n° 7
Mercoledì 8 aprile 2015
Euro 1,50
Edito da Associazione culturale Rosse Torri, iscr. ROC n. 24928 del 29/9/2014. Reg. Tribunale di Ivrea n. 130 del 2/11/1988.
Direttore Responsabile: G. Sergio Ferrentino. Redazione, amministrazione e diffusione: via Arduino 43, Ivrea. tel. 333 2697780 www.rossetorri.it [email protected]
Stampa: Tipografia Gianotti - Montalto Dora
AMMINISTRAZIONE
COMUNALE
DI IVREA
Tirare a
campare
Senza maggioranza
e senza prospettive
CONSORZIO INFORMATIZZAZIONE CANAVESE
Nessun... si svegli
DOPO IL 28 MARZO
A ROMA
La coalizione
sociale
a Ivrea?
Forza e visibilità alle
buone pratiche presenti sul territorio
Non passa riunione del Consiglio Comunale eporediese che non
veda la Giunta e almeno una parte
della maggioranza che la sostiene
su posizioni diverse. E’ successo
nuovamente nella riunione del 31
marzo scorso, nel corso della quale il Sindaco, Carlo Della Pepa, si
è trovato a votare diversamente
dalla sua maggioranza. Si è infatti
astenuto, da solo, sulla mozione
che (dopo una lunga e intricata
discussione) proponeva l’adozione integrale della “Carta di Pisa”
(un codice etico a cui attenersi
nella pubblica amministrazione)
invece della versione modificata
dalla Giunta in alcuni punti.
Nulla di terribile né di particolarmente grave se il voto divergente fosse isolato o sporadico. In
realtà, com’è noto a chiunque segua le vicende dell’amministrazione comunale, sono ormai molti
mesi che (complice anche l’ascesa
di Renzi nel PD e nel governo) tra
Sindaco e parte dei consiglieri del
PD non corre buon sangue.
Diverse le occasioni di contrasto (e tante da apparire talvolta
persino pretestuose) fino alla clamorosa riunione del Consiglio del
27 febbraio scorso (quando la delibera sulla vicenda del CIC passò
solo grazie al voto decisivo del
consigliere di minoranza Comotto)
che sancì in modo inequivocabile
che Della Pepa (e conseguentemente la sua Giunta) non poteva
contare sulla maggioranza consiliare con la quale è stato eletto.
In casi come questo, le scelte
possibili di un Sindaco – sostenevamo su questo giornale un mese
SEGUE A PAGINA 2
La proposta della coalizione
sociale è stata al centro della
manifestazione di Roma della
Fiom, in piazza del Popolo, di
dieci giorni fa, e continua ad
essere oggetto di dibattito e talvolta - di polemiche.
Il punto di partenza, in ogni
caso, è che oggi tutta una serie
di istanze, a partire da quelle
del lavoro, non trovano la forza di incidere sulle decisioni
della politica, perché sono disperse e anche perché non hanno rappresentanza politica. E
la mutazione e genetica del PD
renziano ha reso tutto ciò più
evidente.
Che esperienze diverse, accomunate da una “visione” co-
SEGUE A PAGINA 4
Si avvicina il 30 giugno, scadenza della prima parte di commesse e del conseguente rischio di licenziamento di
90 dei 136 lavoratori, ma nulla si muove, nemmeno fra i diretti interessati
E’ passato più di un mese, era il
4 marzo, dalla drammatica assemblea straordinaria dei soci che ha
sancito la messa in liquidazione del
Consorzio per l'Informatizzazione
del Canavese (CIC), ma non ci
sono stati passi avanti nella ricerca
di una soluzione per la salvaguardia dei posti di lavoro. E non rassicurano certo le dichiarazioni del
funzionario Filcams-Cigl, Sergio
Dovana, che dopo l’incontro del 3
aprile con il liquidatore del Cic, già
presidente, Giuseppe Inzirillo, dichiara ai giornali “Ci è stato garantito che con noi il confronto sarà
aperto”. Intanto i lavoratori ancora
aspettano le modalità di mobilitazione annunciate all’assemblea sindacale post liquidazione quando fu
dichiarato lo stato di agitazione.
Ma è giusto aspettare? Perché i
lavoratori non organizzano in autonomia una reazione? Come fecero ad esempio i lavoratori della
Olivetti I-Jet dichiarando gli scioperi autonomamente in mancanza
di un sindacato che lo facesse per
loro. Non fa paura perdere il lavoro? O ha vinto la persuasione dell’ex presidente che nell’assemblea
A PAGINA 7
25 APRILE1945 – 25 APRILE 2015
70° anniversario
della Liberazione
La trattativa
Giovedì 9 aprile alle ore 21
proiezione del docufilm di
Sabina Guzzanti. Al termine
dibattito con l'autrice
IN ULTIMA
COMITATO NO CAVA
La COGEIS sospende il
progetto di San Bernardo
A PAGINA 3
AL TEATRO GIACOSA
MERCOLEDÌ 22 APRILE
Cauto ottimismo sulla decisione della società
di Quincinetto, il Comitato continua la lotta
fino al completo ritiro del programma
E’ mutato in modo evidente l’atteggiamento della giunta e della
COGEIS di Quincinetto nei confronti dei cittadini che si oppongono alla realizzazione della cavadiscarica nel quartiere di San
Bernardo.
SI è passati dal “nulla si può fare”
Contro
la guerra
ad un più conciliante “per il momento il progetto è sospeso”.
Il sindaco, durante l’affollato
Consiglio Comunale di martedì 31
marzo scorso, ha riportato le mutate posizioni della COGEIS
Audiodramma
"E
Johnny prese il fucile",
realizzato da Sergio
Ferrentino; replica per
le scuole giovedì 23
aprile alle ore 10
A PAGINA 7
CANDIDATURA UNESCO
Ivrea a lezione
A PAGINA 9
Il seminario internazionale del 23 e 24 marzo
TEATRO GIACOSA
per la candidatura di Ivrea a città industriale
Cambio
della
del XX secolo
guardia alla
direzione artistica: esce
CONTRONATURA
(minus quam...) di un Bosisio entra Curino
Osservazioni
naturalista intorno alla candidatura Amore, ascolto e artista: le tre parole-chiave
della neo direttrice
UNESCO di “Ivrea città industriale”
A PAGINA 4
A PAGINA 9
2
anno XXVIII n° 7
ALLO ZAC! (MOVICENTRO IVREA)
Nasce l’Altromerato
Sabato 11 aprile e ogni secondo sabato del
mese fatti e persone dell'economia solidale
Una storia ormai più che
decennale, quella di Ecoredia, fatta di incontri, discussioni, scambi
e sostegno reciproco che ha consolidato una rete di rapporti e una
solida alleanza tra i consumatori e
i produttori del nostro territorio...
Una nuova comunità appena nata,
quella dello ZAC!, con la sua carica di energia, di fermento, di intrecci e contaminazioni fra esperienze diverse…
Dall’impulso di queste due realtà nasce sabato 11 aprile una nuova esperienza, l’Altromercato, che
si aggiunge ai mercatini settimanali dei produttori del lunedì e del
giovedì delle CoseBuone allo ZAC!.
Ogni secondo sabato del mese
il grande atrio del Movicentro diventerà uno spazio dedicato ai fatti
e alle persone che costruiscono
l’economia solidale emergente, un
luogo per acquistare cibo locale,
prodotto secondo i principi dell’agricoltura biologica, ma anche per scoprire oggetti e abiti
creati in modo ecologico e sostenibile e per trovare informazioni e suggerimenti per la cura
e il benessere naturale.
Nello stesso tempo, un luogo
dove i visitatori potranno sperimentare in prima persona nuove capacità: i produttori del mercato infatti, saranno di volta in
volta protagonisti di laboratori,
prove e dimostrazioni pratiche
per condividere saperi e competenze e metterli a disposizione come bene comune.
E ancora, per i produttori stessi, uno spazio di incontro e
discussione, per fare un passo
avanti verso la costruzione e il
SEGUE DALLA PRIMA /
AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI IVREA
Tirare a campare
fa – sono: le dimissioni oppure una nuova fiducia su un programma
definito nei tempi oppure un “aggiustamento” con una parte dei
consiglieri (per una maggioranza magari più ridotta ma più coesa)
oppure continuare a tirare a campare, fare “il pesce in barile”.
Quest’ultima opzione è quella evidentemente scelta dal Sindaco.
Ma una città in progressivo declino, in condizioni di profondo
disagio (economico, sociale, culturale), può sopportare a lungo un’amministrazione immobile, indeterminata, sospesa?
C’è poco da aspettarsi dagli “addetti ai lavori” che non sembrano
in grado di uscire dai rispettivi ruoli e dai riti della “politica
politicante”.
Ma saprà la “cittadinanza attiva” di Ivrea (seppure in tempi di non
facile partecipazione democratica) trovare la capacità di suscitare
attenzione e dibattito su questa situazione? Per sbloccarla e porre le
condizioni per una comunità partecipata e propositiva.
E’ forse questa la principale domanda che aspetta una risposta.
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Quattordicinale di informazione sociale e culturale
Registrazione Tribunale di Ivrea n. 130 del 2.11.1988
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rafforzamento di un’economia di
territorio, parallela e alternativa a
quella ormai da tempo entrata in
crisi. In questo senso il percorso è
già iniziato con una prima scrittura
comune dei criteri per la partecipazione al mercato, base di discussione da cui potrebbero nascere una certificazione condivisa
di territorio e una struttura di collaborazione più efficace fra i produttori. In continuità con l’esperienza di SanaTerra, l’Altromercato
vuole così essere un mercato-altro, che già parla la lingua della
nuova economia e della nuova società che vogliamo costruire.
L’appuntamento sarà per le 10
di sabato 11 aprile, con l’apertura del mercato e dei laboratori
previsti lungo l’arco della giornata; per questa prima edizione si
darà particolare risalto alle produzioni di abbigliamento ecologico o
naturale, con la presentazione di
alcune piccole e piccolissime imprese del settore, che culminerà,
alle 18, con la sfilata primavera
estate della moda etica e sostenibile.
NULLAFACENTI NELLA SCUOLA
Ai mercati del luogo comune
I conti della serva che il ministro non fa
In quali giri bazzica il ministro
Poletti?
«Un mese di vacanza va bene –
ha recentemente affermato –, ma
non c’è un obbligo di farne tre». I
suoi figlioli, ad esempio, «d’estate
sono sempre andati al magazzino
della frutta a spostare le casse», e
«mica sono speciali».
Infatti, non sono per niente eccentrici, visto che una buona metà
degli studenti nostrani fa più o
meno così: lavoretti da poco e in
nero per pagarsi una vacanza, o
forse i libri, ché ma’ e pa’ son
sempre più precari.
Certo, è singolare che fossero
proprio i pargoli di Poletti – che
prima d’esser ministro non faceva
comunque la fame – a lavorare ai
mercati generali (“Ahò – par di
sentire il comitato di accoglienza –
so’ arivati i regazzetti fiji der
diriggente, famoje fa’ quarcosa
che se li levamo dai coijoni”).
DAI CONSIGLIERI M5S
Per l’acqua pubblica
Appello ai 315 Sindaci della Città Metropolitana di Torino
Cari Colleghi, la scelta fatta
mercoledì 1 aprile in Consiglio
Metropolitano sul tema inerente
alla gestione dell’acqua pubblica
è stata interpretata dal Comitato
Acqua Pubblica e da molti cittadini come un passo indietro rispetto
a quanto ottenuto sino ad oggi. Il
termine “a controllo pubblico” che
ha sostituito la nostra iniziale
proposta di “enti o aziende interamente pubbliche” seppur frutto di una mediazione si presta ad
ambigue interpretazioni: di fatto
non vi sono giustificazioni politiche valide, tali da negare quanto
già sancito nel precedente Statuto della Provincia di Torino e
COMUNE DI IVREA
SEGUE A PAGINA 3
per giunta SMAT è un’azienda
interamente a capitale pubblico.
La Conferenza Metropolitana è
sovrana per cui tocca ai Sindaci
l’ultima fase di modifiche e di
approvazione dello Statuto. Invitiamo tutti i Primi Cittadini, oltre a
quanto ritengono utile modificare,
a presentare il seguente emendamento:
Emendamento Art. 10 – Servizio Idrico - al punto e): sostituire le
parole “a controllo pubblico” con
le parole “interamente pubblici”.
I Consiglieri Metropolitani M5S
indicando nome e cognome di
tutti i partecipanti per i quali si
effettua la prenotazione, e un numero di telefono (preferibilmente
cellulare) di riferimento
- recarsi presso l’Ufficio Politiche Giovanili di Via Piave 10 - 2
Piano (lun - giov. 9,00-12,00 14,00
- 16,30, ven 9.00 - 12. 00)
Dalle ore 18:30 sarà possibile
visitare la mostra “Piano Locale
Giovani del Canavese: progetti ed
iniziative dal 2009 ad oggi“ una
mostra- percorso sulle attività del
Piano Locale Giovani di Ivrea sviluppate nelle annualità concluse.
Sunday Soup
Venerdì 17 aprile al
Centro Civico di San
Giovanni
Nell’ambito del Piano Locale
Giovani 2014, anche quest’anno
è stato bandito un Avviso Pubblico per la concessione di contributi per piccoli progetti tramite la
modalità del Sunday Soup (appuntamento enogastronomico
collettivo aperto a tutta la cittadinanza in cui si valutano le proposte progettuali illustrate).
Venerdì 17 Aprile 2015 alle
ore 19:30 si terrà la cena presso il Centro Civico del Quartiere San Giovanni - Piazza
Boves 2 (Ivrea) per la valutazione dei progetti in gara.
I commensali avranno la possibilità di dare il proprio voto per
individuare i progetti meritevoli di
finanziamento che verranno presentati dai giovani stessi durante
la cena.
Ai due progetti che otterranno
il maggior numero di voti sarà
assegnato un premio in denaro di
oltre 1.000 euro quale contributo
alla realizzazione della proposta
Ora, lasciamo stare i figli del
ministro, ché la famiglia è sacra, e
torniamo alle vacanze estive: troppe, superficializza il nostro. E allora facciamo i conti della serva.
Primo: l’attività didattica per gli
studenti finisce intorno a metà giugno, in tempo per procedere agli
scrutini finali e iniziare gli esami di
Stato, che per gli istituti superiori
si protraggono fino alla fine di
luglio.
Ricomincia più o meno a metà
settembre, all’inizio del mese per
chi sia stato rimandato, quindiciventi giorni dopo i docenti.
Già messa così, i tre mesi raramente sono tre mesi.
Ma – secondo – c’è un’altra
questione, assai più insidiosa di
un’affermazione buttata lì per far
notare ai media la propria esistenza: l’accenno alle vacanze – troppe! – fa breccia nell’opinione pub-
COMUNE DI IVREA
Incontro a San Bernardo mercoledì 8 aprile
presentata.
La serata sarà anche l’occasione per presentare i video realizzati dai Centri di Aggregazione
di Ivrea (Bellavista e SanGio) e di
Banchette nell’ambito del progetto [email protected] giovanili” e votare il
migliore.
Per iscriversi alla cena (costo di
euro 12,00, posti limitati) è necessario entro il 13 Aprile:
- inviare una mail all’indirizzo:
[email protected],
Mercoledì 8 aprile, alle ore
18.00, presso la sala del teatro sotto la Chiesa Parrocchiale di San Bernardo, è in
programma un incontro pubblico
per discutere di viabilità, sicurezza e temi legati a parcheggi e
fognature.
L’incontro è organizzato in collaborazione con le Associazioni
Pro Loco di San Bernardo, Gruppo Mutuo Soccorso, Gruppo Alpini San Bernardo e Auto Sport
Promotion.
Coordinamento di redazione: Enrico Bandiera, Francesco Curzio,
Giulio Cristofori, Sara Galetta, Lisa Gino, Cadigia Perini, , Simonetta Valenti,
Francesco Zaccagnini
Numero progressivo 587
Chiuso in composizione 6/4/2015 alle ore 12.00
Consegna prevista alle Poste: 7 aprile 2015
Redazione: Mattia Caruso, Paco Domene, Ettore Macchieraldo,
Pierangelo Scala, Irene Serracchioli
STAMPATO SU CARTA RICICLATA
A questo numero hanno collaborato:Federico Bellono, Luciano Guala,
Diego Marra, Reginaldo Palermo, Renata Serracchioli, Franco Straullu, Gianni
Tarena, Aluisi Tosolini, Marcella Turchetti
Sito internet: www.rossetorri.it
Stampa: Tipografia Gianotti - Montalto Dora
Abbonamenti a
Associazione culturale Rosse Torri - Ivrea
IBAN: IT 41 F 03069 30540 1000 0006 7696
varieventuali ringrazia gli autori e le pubblicazioni
che consentono l'utilizzo delle loro vignette
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8 aprile 2015
25 APRILE1945 – 25 APRILE 2015
70° DELLA LIBERAZIONE
70° anniversario
della Liberazione
“Festa d’Aprile. Storie partigiane scritte e disegnate”
Un libro collettivo, curato da Leo Magliacano e Tiziano
Cerimonie, manifestazioni, spettacoli e Riverso, fumettisti, vignettisti e illustratori di grande
festeggiamenti in tutti i paesi del Canavese. qualità), di una trentina di autori/rici tra i quali troviaQui di seguito gli appuntamenti già definiti mo il “nostro” Franco Cappelletti
Mercoledì 22 aprile, ore 20.45,
Teatro Giacosa di Ivrea, con il
patrocinio dell’Anpi, del Comune
Ivrea e il sostegno di AEGCoop:
Audiodramma in teatro E JOHNNY
PRESE IL FUCILE dal romanzo
di Dalton Trumbo, adattamento e
regia di Sergio Ferrentino
Giovedì 23 aprile, ore 10.00,
al Teatro Giacosa, replica dello
spettacolo per le scuole.
Giovedì 23 aprile, ore 8,30-19:
Orienteering storico culturale,
Ivrea e la Resistenza partigiana
Venerdì 24 aprile, ore 1216,30: l’Anpi incontra gli studenti
del Liceo Botta di Ivrea
Venerdì 24 aprile a Ivrea:
Pomeriggio - Presentazione libro
sulla tragedia del Galisia. Inaugurazione totem dedicato alle Donne
della Resistenza presso il Giardino
della Giustizia, della Pace e della
Libertà (parco della Canoa).
Ore 21,00: fiaccolata a Ivrea
con corteo per le vie cittadine.
Sabato 25 Aprile a Lace di
Donato: 70° anniversario della Liberazione - Area Monumentale,
sede del comando della 76a Brigata
e della 7a Divisione Garibaldi
Ore 10,00 Raduno vicino al Ristorante “La Campagnola”, Corteo verso il Monumento, Deposizione di fiori alla Cascina di Lace
sede del Distaccamento e di Corona tricolore al Cippo;
Saluto del Sindaco di Donato
Biellese, Desirée Duoccio;
Lettura di brani con il contributo
degli studenti dei Licei Botta e
Gramsci di Ivrea e di rappresentanti di Libera.
Interventi di: Sonia Cambursano
(Sindaco di Strambino), Rita
Ippolito (Sindaco di Montalto
Dora). Orazione ufficiale di Luigi
Lacchia, ANPI Valle Elvo e Serra.
Partecipano il Coro Bajolese e la
Banda Musicale di Donato.
Da mezzogiorno presso l’Area
monumentale pranzo condiviso e
banchetti resistenti, a seguire discussioni e dibattiti su territorio e
lavoro.
Ore 16 concerto degli Egin.
Sabato 25 Aprile, a Milano
FESTA NAZIONALE NEL 70°
DELLA LIBERAZIONE
(Delegazioni partiranno da Lace
per raggiungere Milano).
Partenza del corteo alle ore 14,30
da Corso Venezia (angolo via
Palestro). Comizio conclusivo in
piazza Duomo, col Presidente nazionale Anpi Carlo Smuraglia.
Domenica 26 aprile, a Ivrea,
Foce Carmosina in film-concerto
con “Sacco e Vanzetti” presso
Oratorio San Giuseppe - Via
Varmondo Arborio - Ivrea.
Giovedì 30 aprile, Auditorium
Liceo Gramsci, Ivrea, ore 11
Giornata di riflessione dedicata allo
“sterminio degli Armeni”. Lettura
di testi e brani musicali a cura degli
studenti
Giovedì 30 aprile, ore 21, Salone comunale Strambino, convegno su “Eusebio Partigiano”,
dal Distretto di Ivrea alla Lotta di
Liberazione.
Lunedì 4 maggio a Ivrea convegno su: “La resa dei baroni ai
Partigiani”. Il 2 maggio 1945 – Il
comandante tedesco Piker si incontra sulla Piazza del Distretto
con il comandante Monti, della VII
G.L., e l’ing. Borello, del C.L.N. di
Ivrea: viene concordata la resa.
Firmatario anche il Comandante
Primo Corbelletti “Timo”. Il 3
maggio ’45 – Le truppe partigiane
entrano in Ivrea. Gli Atti della resa
e il “Testamento di Timo”
E INOLTRE:
Venerdì 24 aprile, ore 21,30,
Fabrizio Zanotti in concerto con
“SARO’ LIBERO” a Bollengo
Sala Nuova Torre - ingresso
libero.
Sabato 25 aprile, ore 21, Fabrizio Zanotti in concerto con
CANZONI D’AMORE E LIBERTA’ ad Alice Superiore (Salone
Pluriuso – piazza Adriano Olivetti)–
ingresso libero.
70 e non li dimostra
dimostra:
Rassegna di film sulla Resistenza e il dopoguerra
presso il Cinema Politeama d
dii Ivrea, ore 17.30:
Venerdì 17 aprile “Giorni di furore”, documentario autori vari
Lunedì 27 aprile “Paisà” di Roberto Rossellini;
Sabato 2 maggio“Achtung! Banditi” di Carlo Lizzani.
A settanta anni esatti della Liberazione dal
nazifascismo, una
trentina di autori/ici di
storie scritte e disegnate, hanno voluto
raccontare e illustrare
dal loro personale punto di vista, alcune piccole e grandi storie,
dal sud al nord dell’Italia per ricordare l’evento in modo non retorico, onesto ed originale. Il titolo del libro (pubblicato da Tempesta
Editore di Roma) è “Festa d’Aprile“ ispirato dalla nota
canzone scritta e musicata da
Franco Antonicelli e Sergio
Liberovici.
Una raccolta di racconti, scritti
e disegnati, storie di piccoli episodi sconosciuti o ritenuti minori
che, come tutti i racconti a più
voci, è anche una specie di viaggio-riflessione sulle influenze e i
riflessi di quegli eventi nella nostra contemporanea attualità.
Storie che gli autori/rici definiscono “partigiane”, perché ne condividono lo spirito e l’essenza;
come ritengono più che mai necessario trasferire il ricordo e la
personale testimonianza alle generazioni più giovani per riaffermare
quei valori universali di Libertà e di
Dignità umana che più volte anco-
ra oggi sono mortificati, calpestati e
disattesi.
Oltre alle presentazioni del libro è
prevista una mostra
annessa di alcune
tavole a fumetti e
delle illustrazioni
degli autori presenti
nel libro.
Tra gli autori anche un eporediese,
Franco Cappelletti
(anche noto come
Kappa), al quale abbiamo chiesto quanto del libro riguardi la nostra zona
e di cosa parla il suo racconto.
«Gli autori e le storie coprono in
modo piuttosto omogeneo il territorio nazionale, coinvolto interamente, sia pure in tempi diversi,
nella lotta contro il fascismo e
l’invasore teutonico.
Nonostante questa distribuzione, la Serra d’Ivrea risulta essere
un’area dotata di qualche suggestione in più, e vi spiegherò come.
Per quel che mi riguarda, la mia
storia, “Avanzi di galena”, è ambientata alle pendici della nostra
morena, e vuole essere un omaggio a Radio Libertà, una peculiarità tutta locale (sia pure del versante biellese) e, mi pare, non
molto conosciuta. Nella parte finale del racconto, che narra di un
bambino che affronta la realtà del
fascismo malgrado il padre allineato, una specie di “Liberazione
nella Liberazione”, vengono citate alcune frasi, musiche, canzoni, argomenti realmente trasmessi dalla mitica stazione radiofonica
alla fine di marzo del 1945.
Oltre a questa, è presente nel
libro anche un’altra storia ambientata nei nostri luoghi, e l’ho
scoperto io stesso direttamente
leggendo la mia copia. Si intitola
“spari e dispari”, ed è scritta da
Paolo Vachino, un poeta canavesano trasferitosi da parecchio tempo in quel di Rimini. Narra di
quattro amici inseparabili, che
verranno divisi dal destino e dalle
proprie scelte. Sempre lì, sempre
“sulla salita di una collina morenica
che separa il canavese dal
biellese”.
Ma non è finita qui! Sergio
Negri, giornalista, scrittore e
saggista di Novara, nel racconto
“I quattro giovani amici” narra di
un tragico destino che coinvolse
dei giovani patrioti, compiutosi a
Livorno Ferraris. Aggiungerei infine un bellissimo racconto disegnato da Stefano Trucco, detto
Kurt, intitolato “La presa”, che
narra di un cruento scontro per la
difesa della “Repubblica di
Cogne”, a cui partecipò anche “un
certo Sandro, un esponente del
Partito Socialista. Ha recuperato
un moschetto. E’ in gamba e c’è
chi dice che farà strada”...
Il libro verrà presentato prossimamente nel nostro territorio, delle
copie saranno disponibili presso
un banchetto il 25 aprile a Lace di
Donato. Al momento è prevista
una presentazione ad Aosta,
Espace populaire, ore 21,15, giovedì 23 aprile».
SEGUE DA PAGINA 2 / NULLAFACENTI NELLA SCUOLA
blica e rafforza il leit motiv dell’insegnante nullafacente. Tutto fa
brodo quando il piatto piange (“divide et impera” funziona alla grande).
In Italia i giorni di attività didattica per gli studenti non può essere
inferiore a 200 l’anno, ma ultimamente gli istituti ne deliberano circa 210, per tenersi larghi. Tutt’altra cosa rispetto a quando il ministro Poletti frequentava una scuola che cominciava il 1° ottobre per
fermarsi già il 4 – San Francesco
– e per i morti e per la “Vittoria” (!)
e per Natale già dal 21 dicembre e
via così.
La concentrazione delle vacanze in estate è poi giustificata – in
Italia come negli altri Stati del Sud
Europa – dal clima e dal business
del turismo.
E NEGLI USA?
Vediamo come funziona nei mitici
e mitologici USA, precisamente nel
Wisconsin, mica la Carolina del
Sud.
1. A parte le festività con date
fisse (Natale, Pasqua, il 4 luglio), le
altre sono sempre di lunedì o venerdì (il primo/ultimo lunedì/venerdì
del mese), proprio per evitare che
cadano di sabato o domenica, così
che per ogni mese di scuola c’è
almeno un giorno di vacanza.
2. La scuola inizia il 1º settembre
o giù di lì e finisce intorno al 12
giugno.
3. Il primo lunedì di settembre è
il Labor Day, festa dei lavoratori,
quindi tutti a casa.
4. A fine ottobre c’è la conclusione del primo quarter, di venerdì.
Tutti a casa.
5. A novembre, intorno al 24, c’è
il Thanks Giving, fissato in un giovedì, quindi da mercoledì pomeriggio tutti a casa e si rientra il lunedì.
6. A dicembre... Natale.
7. Il 16 Gennaio è il compleanno
di Martin Luther King, quindi il
primo lunedì valido dopo il 16 è
festa.
8. A fine mese c’è la conclusione
del secondo quarter, di venerdì, e di
nuovo tutti a casa.
9. A febbraio non c’è niente, ma
in molti Stati ci si ferma per una
settimana di “Winter Break”, un
po’ come le nostre settimane bianche.
10. A marzo finisce il terzo
quarter, quindi tutti a casa.
11. Ad aprile c’è lo “Spring break”, che dura tra i 10 e i 15 giorni.
12. A maggio, l’ultimo lunedì del
mese, c’è il Memorial Day e le
vacanze iniziano a mezzogiorno del
venerdì.
13. Intorno al 12 giugno finiscono le scuole.
Alla fine i giorni di attività per gli
studenti sono 180, circa un mese
meno che in Italia.
Dagli USA arriva comunque un
buon suggerimento; durante le vacanze, estate, Natale e Pasqua, NON
SI POSSONO DARE COMPITI.
Su questo, meditiamo.
is (collaborazione di R.S.)
Abbònati a varieventuali
- Versando almeno euro 28,00 (sostenitore euro 50,00)
- oppure versando euro 20,00 (sostenitore euro 50,00) per
ricevere solo l'edizione in pdf al tuo indirizzo mail
nel modo che ti è più comodo:
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Come?
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VERSANDO LA QUOTA DI ADESIONE DI ALMENO 30 EURO (CON
UNA DELLE MODALITÀ INDICATE PER GLI ABBONAMENTI) E
FORNENDO I TUOI DATI ANAGRAFICI (ANCHE ATTRAVERSO UNA
MAIL A [email protected])
4
anno XXVIII n° 7
MANIFESTAZIONE UNIONS A ROMA
GABRIELE POLO SU FIOM-CGIL.IT
Il popolo della piazza
Il tempo di UNIONS!
Di ritorno da Piazza del Popolo il 28 marzo
Dopo la manifestazione del 28 marzo a Roma
Dovremmo avere le gambe e la schiena componibili come ikea,
pensavo incastrandomi fra i sedili la notte del 27 marzo,
su questo pullman di metalmeccanici
che non credono che quello spacciato dal governo
sia il nuovo che avanza, esperti come sono del vecchio
contro cui combattono da una vita.
Alla fine Piazza del popolo era
piena. Soprattutto di metalmeccanici, precari di vario tipo e un po’
di studenti. E, poi, gli homeless
della sinistra. Gli altri pezzi del
sindacato e della società chiamata a coalizzarsi erano più sul palco che in piazza.
Ora è il tempo dei commenti.
C’è anche uno scrittore - “Stregato” – che ha visto una cultura
reazionaria e corpi “inerti”, supe-
alla vita e alla condizione di chi nel
presente non ci vive troppo bene.
Interpretazioni che si precludono
la possibilità di sollevare lo sguardo sul futuro. Un peccato, per loro.
Eppure la piazza di sabato 28
marzo a Roma non poteva essere
più realistica, nel suo raccontare
la vita e nel sottolinearne le esigenze. Non solo nei frammenti di
una società divisa che si osserva
e cerca di parlarsi per trovare una
rando a destra la destra; ma si
tratta di banale cortigianeria, non
vale la pena perderci del tempo.
Per tutti gli altri il tempo è quello
delle previsioni - che a volte sembrano quasi suggerimenti -,
dell’incasellamento in qualche
schema. Quello del “nuovo soggetto (o partito) politico” andava
per la maggiore fino a venerdì
sera. Ora ha perso un po’ di smalto e a sostenerlo rimane tutta la
dirigenza del Pd e tutta la destra;
insomma, quelli che hanno il potere come unica logica e lingua.
Cresce, invece, l’interpretazione
della ”scalata ai vertici
della Cgil”, che stuzzica
molto la cultura e il mondo del centro-sinistra.
Entrambi gli schemi hanno una loro ragione e un
loro senso; quello di tenere gli occhi bassi sulle
contingenze immediate e
sulla gestione di un oggi
considerato immutabile,
con qualche possibile
variante “amministrativa”,
ben che vada. Interpretazioni molto re-alistiche,
fin troppo, con l’ulteriore
difetto di guardare poco
lingua comune, come emergeva
nei singoli interventi dal palco in
cui ognuno esponeva il “suo” problema. Ma soprattutto nel discorso “corale” che quei pezzi hanno
composto.
I metalmeccanici della Fiom non
avevano mai fatto una manifestazione così tanto confederale, così
vogliosa di rappresentare e contrattare tutte le forme del lavoro e,
persino, tutti gli aspetti della vita
sociale; coalizzando ciò che è
frammentato, cercando gli elementi e i punti di vista comuni per
costruire “un mondo”.
Stavolta in piazza del Popolo a Roma
parlano una lingua creata apposta:
Unions, commistione fra unità e il termine inglese del sindacato,
per rispondere a chi propone il jobs act,
moderno latinorum per confondere le menti,
dopo aver distrutto lo Statuto dei lavoratori.
L’intenzione di scalare la Cgil o
di creare un nuovo partito ne sono
le letture banali dettate dal tono
del dibattito politico nostrano; vanno messe in conto, ma sono una
deformazione semplicistica di
qualcosa di molto più complicato, complesso almeno quanto lo
è il mondo della globalizzazione
e della subordinazione della vita
a mercati e finanze.
A vedere quella piazza con un
corpo così metalmeccanico e
un’intenzione così confederale,
venivano in mente gli interrogativi
finali di un ex segretario generale
della Fiom, Claudio Sabattini. Che
agli inizi di questo nuovo secolo
Forse fallirà anche questo tentativo
di riappropriarsi del valore della solidarietà,
di opporsi alla spinta alla competizione spietata,
sostenuta dal padronato e dalla presunta società,
fra chi vive del proprio lavoro,
ma non provarci sarebbe un fallimento maggiore.
Qui non si parla di politica:
il famigerato diktat fascista dei tempi bui
viene ora ripreso da chi fa di mestiere il politicante
e agitato contro l’unico soggetto che lo spaventi,
la piazza che gli rimprovera la propaganda priva di contenuti
e l’assenza di una visione più ampia del futuro.
Torniamo a massacrarci la schiena
pensando che se non fossimo stati lì oggi
tutti i nostri mugugni sarebbero stati sterili frustrazioni,
mentre in questa piazza primaverile hanno la possibilità di germogliare:
non possiamo tollerare oltre che le nuove generazioni
siano più infelici delle passate.
Allora, come promette un cartello in via Sistina,
state sereni che non ci arrenzieremo:
e con o senza jobs act,
il nostro dissenso alle scelte governative
non sarà a chiamata o temporaneo,
e la voglia e la forza di lottare insieme a donne e uomini che si oppongono
saranno straordinarie ed a tempo indeterminato.
Luciano Guala
Gabriele Polo
L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS
SEGUE DALLA PRIMA /DOPO IL 28 MARZO
La coalizione sociale a Ivrea?
mune, provino appunto a far
“coalizione”, ponendosi in prima persona il problema della
rappresentanza, è un po’ il
cuore della proposta.
Non c’è contrapposizione
rispetto alla dimensione politica, ma una sfida a quella politica che ha scelto di rappresentare solo i poteri forti, generando un vuoto che ha fatto
impennare il non voto o il voto
di sola protesta.
A livello nazionale il percorso di costruzione di questa coalizione sociale è appena iniziato, da qui a maggio verranno meglio definiti caratteri e
obbiettivi. È chiaro che tutto
ciò non è altra cosa dalla
ricostruzione di una sinistra
non minoritaria e in grado di
raccogliere il malcontento e il
bisogno di rappresentanza
oggi tanto frustrati quanto diffusi.
Si può a livello locale aprire
questo cantiere? Senza escludere nessuno ma dando priorità a quelle esperienze sociali
che sul territorio hanno continuato a “provarci” e che nei
fatti hanno occupato uno spazio anche politico?
Dal lavoro alla produzione
culturale, dal contrasto dell’emarginazione e della povertà alla difesa dell’ambiente...
gli spunti non mancano, non
si tratta di fare un partito ma di
dare forza e visibilità alle tante
buone pratiche presenti sul territorio.
Federico Bellono
Assemblea provinciale
In preparazione dell’assemblea nazionale del 18 e 19
aprile a Roma, lunedì 13 aprile a Torino l’assemblea
provinciale del Comitato L’altra Europa
L' assemblea nazionale del 18 e
19 aprile, la prima di delegati e
delegate, dovendo rappresentare
l’insieme di coloro che, sottoscrivendolo nelle sue linee di fondo,
hanno aderito al percorso de L'Altra Europa con Tsipras.
Si discuterà di tappe, modalità e
contenuti di quel processo costituente rispetto per mettersi al servizio per costruire una “casa comune della sinistra politica e sociale“, per contribuire alla nascita
anche in Italia di un nuovo soggetto politico ampio, credibile, innovativo, determinato a contendere,
anche a livello elettorale, la guida
del Paese, alternativo alle politiche
di Renzi e del PD.
si - e ci - chiedeva come fare a
rappresentare lavori e lavoratori
tanto frantumati e divisi dal nuovo
capitalismo senza cadere nel sindacato aziendale, corporativo, di
mercato. Quale confederalità per
il 2000, in sostanza. Quella risposta – probabilmente una serie di risposte ancora da mettere
insieme – sono il senso di
UNIONS! Parola scelta apposta
non per immaginare ritorni al passato o una storia che ogni volta si
ripete allo stesso modo; ma una
necessità, un metodo, una pratica che diventano punto di vista e
azione comune. Difficile,
certo. Che ha bisogno di
tempo e non di fretta,
sicuro. Ma è sempre cominciata così, a prescindere da come sia poi andata a finire. Anche
centocinquant’anni fa non
sapevano bene dove sarebbero andati, ma la loro
risposta l’hanno trovata
sollevando gli occhi per
liberarsi dalle ristrettezze del presente e guardando un po’ più lontano.
La breccia che
si è aperta in Europa con la vittoria
di Syriza in Grecia
e la riattivazione del
conflitto sociale in
Italia contro le politiche del Governo Renzi su Jobs
Act e riforma del
pubblico impiego, decreto Poletti
sulla precarizzazione, Sblocca Italia, grandi opere e saccheggio del
territorio, riforme costituzionali, riforma elettorale, attacco ai beni
comuni e privatizzazioni, ci indicano una possibilità – che per ognuno
di noi diventa una responsabilità –
di tentare di “unire ciò che il
neoliberismo ha diviso” e di rompere la drammatica separazione
tra la dimensione politica e quella
sociale.
Pertanto invitiamo a partecipare e portare un contributo alla
discussione alla: Assemblea (aperta alla
partecipazione e agli interventi di tutte le persone che lo desiderano.)
de “L’Altra Europa
con Tsipras” di Torino
e provincia che si terrà
Lunedì 13 aprile, ore
18.30, presso il salone
di via Salerno 15/a Torino
Al termine dell’assemblea
saranno eletti i delegati/e per
l’assemblea nazionale di Roma
del 18-19 aprile, da coloro che
si sono iscritti al percorso dell’Altra Europa, entro il 31 marzo scorso.
Durante l’assemblea sarà disponibile un buffet ad offerta.
5
8 aprile 2015
SEGUE DALLA PRIMA / CIC
Nessun... si svegli
post liquidazione ha fatto intendere ai lavoratori che conveniva stessero buoni?
Ma in questa vicenda nulla si
muove. Immobili anche in Regione. Nonostante le dichiarazioni
dell’assessora allo sviluppo economico e partecipate Giuseppina
De Sanctis dell’11 aprile “stiamo
lavorando per capire come salvare le attività e i lavoratori”, ad
un’interrogazione successiva della consigliera M5S Frediani,
l’assessora si limita ad annunciare
“un tavolo di lavoro per gli ammortizzatori sociali e
un vago accenno a
trattare la questione
CIC nell’ambito della riorganizzazione
delle società partecipate”. Il nulla, dunque. Nessun piano lavoro.
Per dovere di cronaca riportiamo solo
le voci del presunto
interesse del CSI Piemonte (ente strumentale della Regione),
socio al 18.10% del
CIC, ma anche suo
concorrente, nonché
debitore per commesse non pagate per quasi 235.000 euro, ad acquisire un ramo del Consorzio
Canavesano. Più facile che sia interessato a rilevare i clienti per
saturare il proprio organico.
Sul lato Comune di Ivrea, socio
di maggioranza del CIC, i margini
di manovra concreti poi sono vici-
ni allo zero, salvo quelli politici, ma
in questi contano i rapporti di forza
ed Ivrea ha dimostrato, negli ultimi
anni, di essere, per usare un eufemismo, parecchio debole su questo
fronte.
L’unica “novità” è rappresentata dalla costituzione, nel Consiglio
Comunale del 31 marzo, di una
Commissione d’indagine (composta da Elisabetta Ballurio, Francesco Comotto, Maurizio Perinetti,
Duccio Sassano e Alberto Tognoli)
che dovrà analizzare cause e responsabilità della crisi del CIC e
presentare entro giugno i risultati.
L’immobilismo più preoccupante rimane comunque quello delle
vere parti in causa, quelle che più
hanno da perdere: le lavoratrici e i
lavoratori, e del sindacato come
già detto.
Ricordiamo che la crisi del CIC
nasce nel 2013 quando i lavoratori
con la minaccia di chiusura rinunciarono a tredicesime e quattordicesime, con un sindacato che diceva di non poter entrare nella
trattativa perché è illegale tagliare
le retribuzioni contrattuali. Si lasciarono quindi i lavoratori a trattare da soli, individualmente, con
l’azienda. Il tutto accadde senza
alcuna denuncia, anche solo a
mezzo stampa, senza un’ora di
sciopero per manifestare la contrarietà e la preoccupazione per il
futuro. Nel 2014
arrivò poi la cassa
integrazione.
Ci si sarebbe
aspettata una reazione immediata di
sindacato e lavoratori che avevano
regalato (altro che
investito!) le loro
retribuzioni ad un
gruppo dirigente
che, oltre a non
aver intaccato il
proprio stipendio
ed aver largheggiato in consulenze varie, non è stato
capace di migliorare i conti dell’azienda. Ed invece di nuovo “tutti fermi, tutti zitti”.
E adesso, di fronte alla liquidazione, al precipitare della situazione, alla minaccia dei licenziamenti,
di nuovo “tutti fermi, tutti zitti”.
Unica reazione il comunicato di
INCENDIO SCARMAGNO
Processo in autunno
Tutti rinviati a giudizio i sette indagati per il rogo del capannone C di
Scarmagno del 19 marzo 2013. Ammessi alle parti civili tre lavoratori.
Il processo inizierà il 14 ottobre
e vedrà come imputati con l’accusa di incendio colposo, Emanuele
Giampaolo di 25, operaio, e Luca
Blessent, 20 anni, apprendista operaio, i due lavoratori che erano sul
tetto del capannone per delle manutenzioni; Bruno Guglielmetti, titolare della Omg, la ditta che aveva
in subappalto da Manutencoop la
manutenzione dei capannoni;
Domenico Pellegrini, all’epoca amministratore delegato di Celltel, per
la mancanza delle Certificazioni
antincendio; Luca Barengo, Rosa-
rio D’Addio, Domenico Voiglio
dipendenti di Manutencoop, che
aveva in appalto la manutenzione
del complesso industriale che fa
capo a Prelios Fondo Finanziario
Immobiliare.
Per quanto riguarda le parti civi-
li, sono state ammesse: Prelios,
Fondo Immobiliare, proprietaria
dello stabile, Olivetti, Telecom,
Wirelab e Urmet, per i materiali
immagazzinati nel capannone e distrutti dalle fiamme, a queste si
aggiungono tre lavoratori di Celltel
che richiedono la differenza salariale tra la cassa integrazione e lo
stipendio (20mila circa procapite),
fatto forse inusuale nelle procedure legali, ma va ricordato che la
causale dell’incendio è presente in
tutti i verbali di richiesta di cassa
integrazione della Celltel divenuta
poi Telis nel settembre 2013.
Una vicenda, comunque amara
ed emblematica per molti elementi, a partire dal capannone, uno dei
pezzi dell’operazione immobiliare
di Pirelli quando deteneva il controllo di Telecom, alle vere vittime,
i 500 lavoratori delle tre imprese
presenti nel Capannone all’epoca
dell’incendio, Innovis, Telis e
Wirelab, frutto delle esternalizzazioni Olivetti Telecom, con attività ormai ridotte al lumicino e con
procedure terminali di ammortizzatori sociali in scadenza fra giugno e luglio. Ennesima, brutta,
vicenda che affonda le sue radici
nella distruzione del patrimonio industriale di quella che fu Olivetti ad
opera del capitalismo finanziario
speculativo che ha predominato in
questo Paese negli ultimi 20 anni.
Gianni Tarena
alcuni lavoratori
del 13 marzo
[pubblicato nello
scorso numero di
questo giornale
ndr] frutto di
un’ora di sciopero con assemblea (ma sottoscritto
anche da lavoratori che hanno voluto specificare che condividevano il contenuto, ma non avevano
partecipato allo sciopero). Un comunicato nel quale non si muove
alcun, neppure velato, addebito
alla dirigenza, ai soci insolventi,
alle istituzioni, nel quale non si apre
alla mobilitazione, ma ci si limita a
una “escusatio non petita” e ad
attribuire «la responsabilità dell’attuale situazione» alla «politica
in tutte le sue sfaccettature» (un
refrain, peraltro abusato, che non
significa nulla, perché tutti condanna e contemporaneamente assolve chi effettivamente le responsabilità le ha e le ha avute).
Chiedendo a qualche lavoratore
come mai nel comunicato, il primo
in due anni di crisi, non si pone
alcuna critica al CdA, uno di loro ci
dice, «Non mi stupisce, l’assenza
di qualsivoglia critica alla dirigenza e ai suoi non pochi comportamenti quantomeno inopportuni.
C’è chi è disposto a cedere su tutto
sperando di essere ricordato quando ridistribuiranno gli incarichi.
Credo che uno dei problemi maggiori sia modificare il modo di
pensare, bisognerebbe riuscire a
passare da quello della concessione di privilegi ai soggetti più ubbidienti e fedeli a quella dei diritti
di chi lavora e produce, ma dire
queste cose oggi è fantascienza».
Sul comportamento del sindacato, una lavoratrice ci dice «è
come se avesse firmato già da
tempo un atto di “non belligeranza” con l’azienda, e smorza in
ogni modo le poche voci di dissenso». All’invito fatto ai lavoratori di
unire queste poche voci che vorrebbero reagire, uno di loro ci dice
«purtroppo qui non è affatto facile compattare anche solo un minimo i lavoratori. I capi han fatto
passare il concetto che se non
rompi troppo, forse ci sarà un
trattamento di favore e sono una
percentuale minima quanto insignificante quelli che più o meno
apertamente non hanno aderito».
La testa abbassata, la paura a
reagire anche quando non hai più
nulla da perdere, nella speranza
che se non fai casino forse ti salvi,
cioè la logica individualista, ovviamente non è peculiare dei lavoratori di una sola realtà lavorativa,
ma un comportamento assai diffuso (successe lo stesso in
Vodafone, azienda da utili milionari che licenziò 700 persone in Italia, senza alcuna mobilitazione sindacale). Ma è un comportamento
che, oltre a ferire la dignità di
ciascuno, non produce mai risultati positivi.
Cadigia Perini
LESSICO DI BASE
PER CAPIRNE QUALCOSA
Avviata sullo scorso numero, questa piccola rubrica, in forma di
“dizionario”, vuole fornire gli strumenti minimi per comprendere meglio temi che sono oggetto di dibattito pressoché quotidiano nei
mezzi di informazione. e però,
molto spesso, danno per scontato
che chi legge conosca con precisione dati, fatti e significati dei
termini
La rubrica è curata da Aluisi
Tosolini, dirigente scolastico a
Parma, filosofo e pedagogista e
autore di numerose pubblicazioni su temi scolastici e sul problema della multiculturalità
Precarietà sociale
La Fondazione Leone Moressa
ha analizzato i dati relativi ai 116
Comuni capoluogo di provincia,
suddivisi in quattro aree tematiche: inclusione sociale, integrazione economica, criminalità e
spesa pubblica per l’integrazione.
Mettendo in relazione la condizione socio economica della popolazione straniera con i tassi di criminalità e con la presenza o meno di
investimenti pubblici per l’integrazione, è possibile valutare quanto
nelle nostre città sia alto il rischio di
marginalizzazione e, di conseguenza, di disagio e devianza.
Dall’analisi di 9 indicatori si è
ottenuto un indice di “precarietà
sociale”, utile a definire una classifica delle città più a rischio.
Laddove si riscontrano scarsa inclusione socio-economica, forti
differenze di reddito rispetto agli
italiani, alti tassi di disoccupazione, alti tassi di criminalità e scarsi
investimenti pubblici a favore dell’integrazione, si crea inevitabilmente terreno fertile per situazioni
di disagio e conflitto. L’indice non
misura dunque il rischio assoluto
delle diverse città ma aiuta a com-
prendere dove gli squilibri tra italiani e stranieri sono più forti e
dove possono determinare situazioni di esclusione sociale.
Fatta 100 la media d’Italia, il
tasso di precarietà sociale a Livorno è 130,9, a Bologna 124 e
Reggio Emilia 122. Trieste e Trento
a 123. Napoli a 76,7; Reggio
Calabria 65,3.
La classifica delinea picchi di
mancata integrazione al centronord e nelle cittadine medio piccole. Il modello emiliano e la retorica
dei mille campanili sono forse da
rivedere.
Due annotazioni: dove più alta è
la percentuale delle donne c’è più
integrazione. Inoltre, sostiene il
sociologo De Masi, siamo di fronte ad un paradosso: le zone più
rischiose sono spesso quelle più
civiche e i ricchi sono più escludenti dei poveri. Ci illudevamo che,
essendoci formati su matrici cristiane e marxiste, fossimo più accoglienti. Ma spesso è l’opposto.
Per saperne di più consulta il sito
www.fondazioneleonemores
sa.org/
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anno XXVIII n° 7
CANDIDATURA UNESCO
Ivrea a lezione
Il seminario internazionale del 23 e 24 marzo
per la candidatura di Ivrea a città industriale
del XX secolo
La due giorni di seminario internazionale svoltasi all’Officina H lo
scorso 23 e 24 marzo è stata
l’occasione per mettere insieme
un ricco bagaglio di competenze e
contributi sul tema della candidatura Unesco e per
quella in corso per
Ivrea, città industriale del XX secolo. In particolare lo è
stata soprattutto per
i preziosi interventi
arrivati da esperti e
referenti dell’area
europea inerenti il
mettere insieme un
dossier di candidatura. Il fine del seminario, come recita il
comunicato stampa diffuso dagli
enti capofila della candidatura (Città
di Ivrea, Fondazione Adriano
Olivetti, Fondazione Guelpa e Ministero dei Beni e delle Attività
culturali e del Turismo), “è stato
quello di porre all’attenzione di un
ampio pubblico le questioni della
candidatura di Ivrea, la quale prende le mosse dall’elevata concentrazione dei progetti urbani e di
architetture per la produzione e la
collettività che si addensano nella
cittadina tra gli anni trenta e sessanta dello scorso secolo, a seguito della riflessione che Adriano
Olivetti fece sui temi della produzione industriale e dell’organizzazione – anche sociale – del territorio”.
Il seminario è stato quindi un’oc-
casione fondamentale per il pubblico e per lo staff che lavora alla
candidatura di Ivrea per recepire
il racconto dell’esperienza, anche
e soprattutto sotto il profilo dell’impegno scientifico, svolta da
altre persone in altre aree, per
capire i nodi e le criticità di un
dossier complesso, originale e per
certi versi pionieristico come quello
che interessa la città di Ivrea. Un
seminario utile ai lavori in corso in
un cantiere, quello dell’Unesco per
Ivrea, ancora sconosciuto alla maggior parte degli eporediesi e dei
molti cittadini dei comuni limitrofi
ad Ivrea.
I temi di maggiore interesse della prima giornata di lavori del seminario, peraltro abbastanza scarsa
dal punto di vista dell’affluenza del
pubblico, sono stati quelli affrontati e illustrati da Alessandro Balsamo (Unesco Parigi) e Adele Cesi
(Ufficio Unesco del MiBACT di
Roma) e poi da Carlo Olmo (Politecnico di Torino) e Massimo Preite
CONTRONATURA
Osservazioni (minus quam...) di un
naturalista intorno alla candidatura
UNESCO di “Ivrea città industriale”
Si fa un gran parlare (e soprattutto si spende denaro pubblico)
della candidatura a sito UNESCO
di “Ivrea città industriale del Novecento”. Così, mi permetterei di
apportare il mio dimesso parere
utilizzando una prospettiva
naturalistica, che mi compete,
tralasciando considerazioni di tipo
architettonico, che non solleticano la mia fantasia, come gran
parte delle attività antropiche.
Chiariamo, innanzitutto, di che
stiamo argomentando. Quella di
“sito patrimonio dell’umanità” è la
denominazione ufficiale delle aree
registrate nell’apposito elenco della “Convenzione sul patrimonio
dell’umanità”, adottata dalla Conferenza generale dell’ UNESCO il
16 novembre 1972 con lo scopo di
identificare e mantenere la lista di
quei siti che rappresentano particolarità di eccezionale importan-
za da un punto di vista culturale o
naturale (e sottolineo naturale!).
La valutazione dei siti proposti
è delegata al “Comitato per il patrimonio dell’umanità” che ha sviluppato precisi criteri per la loro
inclusione nella lista. L’Italia detiene il maggior numero di siti
inclusi nell’elenco dei patrimoni
dell’umanità (50), alcuni li avrete
visitati per la loro bellezza senza
attendere che ve lo dicesse l’UNESCO: chi non è stato a Venezia o
sulle Dolomiti? o, per restare in
Piemonte, nelle Langhe, Monferrato e Roero.
Ma ciò che mi interessa
evidenziare è la suddivisione in
siti “culturali” (che vuol dire tutto e
niente!) e siti “naturali” (che, invece, ne definisce precisamente il
campo di appartenenza). Ebbene
l’UNESCO assegna un riconoscimento particolare ai Geoparchi,
(The International Committee for
the Conservation of the Industrial
Heritage, TICCIH).
Balsamo e Cesi hanno posto in
evidenza i criteri di valutazione e
selezione delle candidature Unesco
da parte dell’ente centrale dell’Unesco, in particolare quelli specifici per il riconoscimento
dell’outstanding universal value,
alcuni dati quantitativi e statistici
sulla lista di siti Unesco del mondo
e quelli tipici della lista dei siti in
Italia e in Europa. In questa prima
sezione, abbastanza tecnica, l’aver
fatto cenno
al tema delle
candidature
a patrimonio
dell’Unesco
di siti transnazionali ha
portato all’attenzione
del pubblico
il concetto
autentico di
valore condiviso di un
bene, che a mio avviso sposta su
tutt’altro piano il punto di vista
molto spesso campanilistico di certe azioni politiche sottese, poiché
segno di un’autentica adesione ad
un progetto di valorizzazione e
salvaguardia, che va oltre i confini
amministrativi e territoriali della
nazione stessa, ad esempio da parte di regioni di stati diversi. L’esempio è stato quello dei siti palafitticoli
preistorici dell’arco alpino che sono
una serie di 111 siti archeologici
localizzati sulle Alpi europee, sparsi tra Francia, Italia, Svizzera,
Austria e Slovenia.
In questi primi interventi è parsa
tuttavia evidente la complessità del
tema legato al piano di gestione del
sito e agli aspetti intangibili sottesi
al tema della protezione che entra-
no nei criteri fondamentali per il riconoscimento Unesco: la
gestione è infatti un
sistema di azioni e attività pianificate che
integrano la conservazione, la quale ha
carattere processuale
e dinamico ed è chiamata in causa per la
pianificazione delle linee di sviluppo del territorio, a partire dal riconoscimento del bene come sito Unesco.
L’intervento di Carlo Olmo ha
stimolato la riflessione sulla specificità del progetto e programma
urbanistico, industriale e comunitario di Adriano Olivetti, come esperienza concreta realizzatasi ad Ivrea
anche oltre la stagione di Adriano:
un’esperienza vitale di community
town basata sull’integrazione, la
coesione sociale e quindi la riflessione sul valore collettivo del patrimonio.
Il successivo intervento di Massimo Preite ha preso in esame
l’evolversi del concetto di paesaggio culturale come concetto
evolutivo e la conseguente ridefinizione del concetto di patrimonio
industriale, secondo un approccio
che non può prescindere dal cambiamento inerente all’evoluzione
del paesaggio e che quindi ne determina il progetto di conservazione, ma anche quello di gestione e
pianificazione.
La prima giornata ha insomma
analizzato l’approccio metodologico da adottare per la costruzione di un dossier di candidatura,
con particolare attenzione al tema
del piano di gestione e conservazione del sito.
Della seconda giornata, decisamente più seguita, ma da un pubblico per lo più di addetti, voglio
aree naturali di estremo interesse
geo-minerario, inserendoli in
un’apposita Rete Internazionale.
In Italia sono presenti ben 9
Geoparchi (anche qui record mondiale), l’ultimo, approvato di recente nel settembre 2013, è il
Sesia-Val Grande Geopark che
comprende la fenomenale ed unica al mondo struttura di un
supervulcano, esploso 300 milioni di anni fa eruttando un’immensa quantità di materiali.
Allora le terre emerse erano
tutte riunite a formare un supercontinente, detto Pangea, poi i
movimenti tettonici della crosta
hanno rimodellato le terre e, tra 60
e 30 milioni di anni fa, gli stessi
processi che formarono le Alpi,
sollevarono e ruotarono la porzione crostale in cui si trovava il
vulcano esploso, mettendone in
evidenza il sistema di alimentazione, fino a circa 30 km di profondità. Quindi, ciò che vediamo oggi
è il “fossile” del supervulcano
esploso, esteso in un’area che
comprende Valsesia e Valsessera, fino a lambire Biellese e
Lago Maggiore.
L’approvazione UNESCO è stata ottenuta rapidamente grazie
ad una grande concertazione di
85 amministrazioni, con la consulenza di esimi studiosi dell’Università di Trieste e di Dallas
e (udite, udite..) poco o nullo
impegno di pubblico denaro.
Quali, dunque, le considerazioni del minus quam... naturalista? Fondamentalmente una.
Noi viviamo in un unicum geologico, l’Anfiteatro Morenico, che
geologi di tutto il mondo studiano, unica vestigia completa delle glaciazioni quaternarie. Avrei,
umilmente, pensato che questa
sarebbe stata la proposta sensata di inserimento nelle liste
UNESCO, tra l’altro l’anfiteatro
è in contatto col Sesia-Val Grande Geopark, al quale ci si sarebbe potuti collegare per realizzare un geosito unico al mondo
con fenomeni diversi geologicamente e cronologicamente distanti, ma contigui.
No, ai nostri amministratori
pareva poco culturale, troppo
naturalistico, meglio puntare sulla “cultura” di edifici in parte
segnalare i contributi che l’hanno
maggiormente caratterizzata e che
mi hanno maggiormente colpita.
Il prezioso intervento di Stefano Musso (Università degli Studi
di Torino) molto chiaramente ha
inquadrato storicamente e descritto la dimensione della fabbrica e
delle relazioni industriali Olivetti;
ha tratteggiato le peculiarità del
successo economico della Olivetti
e il contemporaneo progresso sociale e culturale, in termini di potenziamento dei legami sociali nella
comunità. Sono stati dunque identificati alcuni dei fattori chiave dell’esperienza di partecipazione consapevole dei lavoratori all’impresa
Olivetti, attraverso un’educazione
alla partecipazione democratica innescata e promossa dall’impresa
stessa.
Hartmut Frank (Università di
Hafen, Amburgo) ha descritto quei
siti della Germania che si riferiscono a siti industriali che hanno ottenuto il riconoscimento Unesco e
nel contempo una casistica di azioni
innescate dalla candidatura per il
coinvolgimento attivo e propositivo
dei cittadini: emblematico il caso di
Dresda che attraverso un’interrogazione popolare sulla costruzione
o meno di un ponte sull’Elba, ha
optato per una scelta che determi
SEGUE A PAGINA 8
fatiscenti, spendendo denaro in
una candidatura che ritengo debole e difficilmente approvabile
a meno che il “Comitato per il
patrimonio dell’umanità” non
abbia parenti ad Ivrea o nel partito dominante (sarò sicuramente smentito: le vie della burocrazia sono infinite).
Se lo scopo dell’UNESCO è
tramandare alle future generazioni patrimoni unici, cosa c’è di
più unico di un fenomeno naturale non visibile in altro luogo al
mondo, che esiste da un milione
di anni e sopravviverà agli edifici
olivettiani?
Sia chiaro non ho nulla contro la
straordinaria avventura culturale
di Olivetti. Mi pare, però, un caso
di ambliopia culturale bilaterale, è
come se vi indicassi la luna e voi
vedeste solo il dito che la indica!
Ricordo di averne discusso con
un caro amico che purtroppo ci ha
da poco lasciati e che concordava
con me benché avesse seguito
percorsi di studio diversi. Grazie
Riccardo per la tua misconosciuta
lungimiranza!
Diego Marra
7
8 aprile 2015
COMITATO NO CAVA A SAN BERNARDO
CENTRALE IDROELETTRICA AL CRIST
La COGEIS sospende il progetto
Un dossier con
le opinioni dei cittadini
Cauto ottimismo sulla decisione della società di Quincinetto, il
Comitato continua la lotta fino al completo ritiro del programma
E’ mutato in modo evidente l’atteggiamento della giunta e della
COGEIS di Quincinetto nei confronti dei cittadini che si oppongono alla realizzazione della cava-discarica nel quartiere di San
Bernardo.
SI è passati dal “nulla si può fare”
ad un più conciliante “per il momento il progetto è sospeso”.
Il sindaco, durante l’affollato
Consiglio Comunale di martedì 31
marzo scorso, ha riportato le mutate posizioni della COGEIS che,
prendendo atto del secondo ricorso
presentato al Presidente della Repubblica dal Movimento 5 Stelle, si
impegna a non iniziare i lavori di
allestimento della cava, in attesa del
parere del Capo dello Stato sui ricorsi presentati (il primo, di un
cittadino di San Bernardo, porta la
data del novembre 2014).
Insomma “qualcosa si è potuto
fare”, nonostante in molti, e da
molte parti, consigliassero al Comi-
tato di ridursi a più miti consigli.
Resta confermato il buon vecchio
detto: “la lotta paga”. Evidentemente l’amministrazione di Ivrea e la
COGEIS, che da anni collaborano a
progetti comuni, hanno subito la
forza dell’opposizione alla cava, opposizione catalizzata e organizzata
dal Comitato.
Durante la seduta del Consiglio
Comunale, preceduta dall’animata
protesta in piazza di residenti di San
Bernardo e di molti altri cittadini
eporediesi, Pierre Blasotta, consigliere comunale del Movimento 5
Stelle, ha consegnato all’amministrazione le 2601 firme che sottoscrivono la petizione.
Nel documento i firmatari esprimono chiaramente la loro motivata
posizione contro la realizzazione di
una cava nel mezzo del quartiere di
San Bernardo, argomenti ben noti
ai lettori di varieventuali, e che non
ripetiamo.
Nell’assemblea pubblica di giovedì 2 aprile, svoltasi a Bellavista, i
presenti hanno preso atto con cauto ottimismo dei risultati raggiunti
dopo mesi di impegno e lotta.
La sospensione dell’apertura della
cava ha confermato l’efficacia della linea intrapresa: nessun compromesso, nessuna compensazione,
no netto alla cava.
Il fermo definitivo al progetto è
sembrato ai presenti raggiungibile,
ma ancora lontano; seguiranno quindi ulteriori iniziative ed incontri.
L’assemblea è tornata a ragionare sulle condizioni che hanno impedito ai cittadini il diritto di essere
informati.
E’ chiaro da tempo ai cittadini
attivi del comitato e a molti residenti
contattati durante i presìdi che il
progetto della cava non è stato
accompagnato negli anni passati da
un confronto adeguato tra residenti
e amministrazione e che la maggioranza dei cittadini non è stata informata tempestivamente e in modo
adeguato sulla natura del progetto.
Durante l’incontro molte persone hanno ribadito che il quartiere ha
bisogno di rappresentanti eletti e
quindi legittimati come referenti e
capaci in futuro di rappresentare i
residenti presso l’Amministrazione
di Ivrea.
E’ stato ribadito che i cittadini di
San Bernardo devono creare uno
spazio aperto a tutti dove possano
UNICOBAS / INTERVISTA
I sindacati pronta-firma
abbaiano alla luna
Dei molteplici problemi che in questo momento stanno coinvolgendo
il mondo della scuola parliamo con Stefano d’Errico, segretario
nazionale di Unicobas, piccolo ma combattivo sindacato di base che
sta affilando le armi anche in vista delle prossime elezioni del
Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione
Ci sembra che il disegno di
legge sulla scuola che sta iniziando il proprio percorso parlamentare non stia suscitando particolare interesse nelle
scuole. Niente a che vedere, a
noi pare, con quanto accaduto
ai tempi della “riforma
Moratti” o del “Piano Tremonti-Gelmini”. Come mai?
Due le ragioni fondamentali. In
primis la nostra è una categoria
“sperduta” e senza coscienza sindacale: anche al tempo del “concorsone” a quiz, il “grosso” si rese
conto della minaccia incombente
solo 6/7 mesi dopo l’approvazione
del contratto sottoscritto dai soliti
noti che lo imponeva, ed anche se
ci rimise il posto un ministro
(Berlinguer), rimase quasi intonso
il potere dei sindacati che glielo
avevano suggerito (CGIL in testa), ed ancor oggi i più ricordano
quello sciopero enorme e vincente
proclamato solo da Unicobas, Cobas
e Gilda (dell’epoca) come di un’iniziativa di “tutti i sindacati”.
Il secondo motivo è che quella
dei docenti è una categoria genericamente di “sinistra” che non s’è
ancora accorta che proprio da una
parte della sinistra “storica” sono
venuti altrettanti problemi di quanti non ne abbia creati la destra alla
figura del docente.
E così si sono fatti abbagliare
dalle suggestioni di Renzi e non
hanno avuto quella reattività immediata che contraddistinse il no
alla controriforma Gelmini (8 miliardi di tagli, dopo che Prodi ne
aveva potuti tagliare altri 2,5), ma
solo perché la Gelmini, Tremonti,
Berlusconi e i loro alleati di estrema destra usavano un linguaggio
palesemente retrivo, tornando al
Confronto tra Comune di Ivrea e cittadini
Mercoledì 8 aprile, alle ore
18.00, presso la sala del teatro
sotto la Chiesa Parrocchiale di
San Bernardo, è in programma
un incontro pubblico per discutere di viabilità, sicurezza e temi
legati a parcheggi e fognature.
L’incontro è organizzato in collaborazione con le Associazioni
Pro Loco di San Bernardo, Gruppo Mutuo Soccorso, Gruppo Alpini San Bernardo e Auto Sport
Promotion.
Il progetto per una centrale idroelettrica nel quartiere Crist di Ivrea
(che rientra nel Museo di Architettura Moderna Maam) risale al 2002.
Da allora è stato modificato due
volte in corso di istruttoria grazie
alla mobilitazione di Legambiente e
degli abitanti del quartiere, contrari al progetto. Ora l’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po)
ha approvato le integrazioni al progetto in quanto Idropadana (che
ha presentato il progetto) ha limitato la portata degli scavi nell’alveo
della Dora. Costo pari a 14 milioni
di euro e tempi di realizzazione non
superiori ai due anni, per non perdere gli incentivi statali. Prossimi
appuntamenti la Conferenza di
Servizi (in data ancora da fissare)
e l’eventuale approvazione da parte della Città Metropolitana.
Le due prime versioni del progetto vennero entrambe bocciate
(contro la seconda, che prevedeva
una galleria sotto la collina furono
raccolte mille firme di
altrettanti cittadini).
La centrale dovrebbe sorgere lungo la
Dora nel territorio di
Banchette. L’acqua
dovrebbe percorrere
due chilometri di canale (da costruire),
che collegherebbe la
centrale con il punto
in cui verrà pescata
l’acqua, a Montalto, nel canale di
derivazione della Dora già esistente: 40 metri cubi al secondo per
una potenza di 2500 Kwatt/ora.
Per il circolo Legambiente Dora
Baltea il numero di centrali idroelettriche sulla Dora (sette da
Quincinetto a Ivrea) è un rischio
per il deflusso minimo vitale. “Se
la recente bocciatura delle due
centrali di Quassolo – sostiene
Nevio Perna - è un atto che giudi-
“maestro unico”, alle divise, all’educazione fisica in “formato”
ISEF littoria.
Assunzioni di precari: i numeri cambiano ogni giorno.
Secondo voi, a settembre,
quante potranno realisticamente essere le immissioni
in ruolo?
I tempi sono ormai troppo stretti, e il 30 Maggio non potrà venire
approvato il disegno di legge. Temo
proprio che alla fine faranno un
decretino ordinario (che non necessita di conversione in legge)
per 40/45 mila assunzioni (giustificato dal mero turn-over e dalle
8.000 cattedre di sostegno scoperte). Il grosso dei precari resterà
“appeso” all’iter del disegno di
legge, anche perché Renzi spera
che continuino a votarlo fino al
2018.
Renzi è furbo e ha già fatto
capire come scaricherà sulle opposizioni e sul Parlamento (reo di
aver chiesto un’ampia discussione) il (presunto) ritardo: è colpa
loro, io avrei voluto agire per decreto, ma loro si sono appellati al
Presidente della Repubblica negando (giustamente, diremmo noi)
la straordinarietà del ddl Buona
Scuola, istituzionalmente richiesta
per mettere in campo un apposito
decreto (che, non a caso, peraltro,
si definisce appunto col titolo di
“straordinario”). E dal momento
che, come si dice, la madre dei
cretini è sempre incinta, ci sarà chi
gli darà retta.
Parliamo rapidamente delle
elezioni del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione previste per il 28 aprile:
solo voi e lo Snals non siete
stati “richiamati” dalla Commissione elettorale centrale
per correggere errori. L’impressione è che i grandi sindacati storici abbiano preso la
cosa un po’ “sottogamba”. E’
così?
Addirittura per la Primaria, dove
io sono capolista per l’Unicobas,
fra le tante associazioni e sindacati
presentatisi, risultano in forse 20
liste su 22. La CGIL dovrà correggere 6 liste su 8; la CISL e la UIL ne
sbagliano 4; Gilda e Cobas corrono
ai ripari per una lista. Tutti si dovranno muovere nel periodo pasquale, dovendo regolarizzare (pena
esclusione) entro mercoledì 8.
Una sola domanda: ma se i
sindacatoni “maggiormente rappresentativi assai” non sanno presentare delle liste, come tutelano il
personale?
La verità è che queste elezioni
essere esaminati e dibattuti i problemi e i progetti futuri che coinvolgeranno la vita del quartiere.
Nell’immediato, il comitato si è
dato il compito di informare puntualmente i cittadini e accogliere
proposte al fine di arrivare prima
dell’estate all’elezione dei rappresentanti e alla definizione di uno
statuto che regoli la vita dell’Assemblea del quartiere di San
Bernardo.
Verso la metà di maggio si organizzerà una riunione pubblica in cui
i residenti potranno confrontarsi su
proposte concrete relative allo statuto e all’organizzazione dell’elezione dei responsabili dell’Assemblea.
a cura di e.b.
COMUNE DI IVREA
Incontro a San Bernardo mercoledì 8 aprile
chiamo positivo per la salvaguardia del fiume, restano le preoccupazioni per gli altri progetti che
sono ancora aperti e in particolare
per la centrale idroelettrica proposta da Idropadana ai piedi del Crist
di Ivrea».
Intanto all’interno del dossier
sulla centrale che l’amministrazione comunale, con l’assessora all’Ambiente Giovanna Codato, presenterà alla prossima Conferenza
Servizi in Città metropolitana compariranno le richieste degli abitanti
del Crist: barriere di protezione per
evitare il rischio di caduta dentro il
canale artificiale, zero inquinamento acustico e ulteriori garanzie per
le abitazioni di via delle Germane in
caso di piena.
Al momento L’assessora Codato
ha visionato il progetto con i cinque proprietari dei terreni interessati in via delle Germane. La raccolta di pareri e osservazioni prosegue fino al giorno in cui sarà
convocata dal Comune una assemblea pubblica.
disturbano molto i sindacati tradizionali, che le vedono come il fumo
negli occhi e ne hanno (tutti insieme) chiesto un ulteriore rinvio.
Loro si sono appropriati della rappresentanza imponendo dal 2000
solo elezioni di singolo istituto per
nominare le rappresentanze sindacali unitarie (3 di media), con il
preventivo impedimento ai sindacati non firmatari di contratto di
trovare candidati e sottoscrittori
scuola per scuola, negando al
sindacalismo di base di tenere assemblee in orario di servizio persino quando abbiano trovato candidati e sottoscrittori e presentato
una lista, rendendo così impossibile alle OOSS altre dai “prontafirma” anche se devono presentare il proprio programma prima del
voto.
Ora, finalmente, tutta la categoria potrà votarci (non più solo quella percentuale raggiunta dove abbiamo presentato le liste per le RSU):
vedremo la reale rappresentatività
dei “pronta-firma”.
In tutto questo ci sono però
anche scioperi e manifestazioni…
Diciamo la verità: i loro “scioperi” sono in linea con le loro capa-
SEGUE A PAGINA 8
8
anno XXVIII n° 7
SEGUE DA PAG. 6 / CANDIDATURA UNESCO
DISEGNO DI LEGGE SULLA SCUOLA
Da 150mila a 107mila assunzioni
E già si parla di "spacchettamento"
Dopo settimane di annunci, comunicati e dichiarazioni di ministri
e sottosegretari finalmente il disegno di legge sulla scuola è stato
depositato alla Camera e in questi
giorni sta iniziando il proprio iter
parlamentare.
Il ddl porta il numero 2994 ed è
rubricato come ”Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino
delle disposizioni legislative vigenti”.
Il provvedimento è ampio è complesso e non c’è ancora la certezza che possa essere approvato in
tempi utili per entrare in vigore già
dal settembre prossimo.
Molte sono le novità che riguardano direttamente gli insegnanti.
Una di queste riguarda il problema dell’aggiornamento professionale che diventerà obbligatorio e
che dovrebbe impegnare i docenti
per non meno di 50 ore all’anno
con modalità diverse (attività in
presenza, seminari di approfondimento, lavori di gruppo e formazione on line).
C’è poi il nuovo meccanismo di
scelta delle sedi da parte dei
neoassunti: i ruoli saranno regionali ma sarà possibile scegliere un
“ambito territoriale” che dovrebbe
corrispondere all’incirca al territorio di un distretto scolastico; il
disegno di legge prevede che siano poi i dirigenti scolastici a sce-
gliere i docenti da inserire nei propri organici, utilizzando criteri pubblici e trasparenti.
Come era facile prevedere questa particolare novità sta suscitando molte perplessità e anche qualche protesta ed è possibile che in
sede di dibattito parlamentare venga in qualche misura modificata.
A partire da settembre, se la
legge verrà approvata, ogni docente avrà a disposizioni una “card”
con un credito di 500 euro spendibili
per libri, corsi di aggiornamento,
convegni ma anche per spettacoli
teatrali e cinematografici.
Ci saranno anche 200milioni di
euro per la valorizzazione del “merito” dei docenti che dovrà essere
stabilito dal dirigente scolastico
sentito il consiglio di istituto.
Il disegno di legge contiene anche un lungo articolo che prevede
l’assegnazione di ben 17 deleghe
al Governo sui temi più svariati (si
va dalla riforma degli organi
collegiali, alla revisione e alla modifica della valutazione e della
certificazione delle competenze
degli alunni, fino alla possibilità
per le scuole di dotarsi di un proprio statuto).
Ma la parte più importante dell’intero provvedimento – o per lo
meno la parte più attesa dai sindacati e da gran parte del mondo
della scuola – è quella che riguarda l’assunzione dei precari.
SEGUE DA PAGINA 7/
UNICOBAS
cità: CGIL, CISL, UIL, SNALS e
Gilda hanno proclamato in pompa magna il “blocco” delle attività
aggiuntive dal 9 al 18 aprile (sabato e domenica compresi) invece dello sciopero dell’intera giornata indetto da Unicobas, Anief e
USB per il 24 Aprile, sciopero al
quale stanno aderendo tutti: dagli
“autoconvocati” della scuola, alla
CUB, sino ad Orsa, SLAI COBAS
ed USI.
Se il nostro sciopero darà vita a
una manifestazione nazionale da
Piazza della Repubblica a Piazza
Santissimi Apostoli, attraversan-
Rubrica a cura di Reginaldo
Palermo, dell'Associazione
"GESSETTI COLORATI"
RICORDIAMO MARIO LODI:
SUCCESSO DELL’INIZIATIVA
Sono quasi le 150 classi di scuole
di tutta Italia che hanno partecipato
alla manifestazione Ricordiamo
Mario Lodi promossa dalla Associazione per ricordare il primo anniversario della morte del grande
maestro, pedagogista e scrittore.
Nelle classi che hanno aderito
(dalla Puglia al Veneto, dal Lazio
all’Emilia Romagna, dalla Liguria al
Piemonte e alla Lombardia) nella
giornata del 2 marzo, data della
morte di Mario Lodi, sono stati letti
racconti e poesie del maestro e dei
do dalla mattina la capitale, d’altra
parte i potentissimi sindacati pronta-firma abbaieranno alla luna il 18
Aprile in un misero presidio statico
a Piazza Farnese che ha sostituto il
“grande corteo” inizialmente
preannunciato per l’11 Aprile.
a cura di R.P.
suoi alunni.
Molte classi hanno inviato materiali fotografici e video che illustrano le attività svolte.
Tutti i prodotti pervenuti sono
stati pubblicati nel sito
www.gessetticolorati.it
Nelle prossime settimane verranno selezionati i lavori più significativi e originali che saranno
premiati con buoni libro per consentire l’arricchimento delle biblioteche scolastiche.
RASSEGNA ESPOSTIVA
SULLA MATEMATICA
E LE SCIENZE
Allo scopo di far conoscere ad
un più vasto pubblico alcune attività didattiche su temi matematici
e scientifici realizzate da classi del
territorio, l’Associazione, in collaborazione con il Museo Tecnologicamente di Ivrea, il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino e il GeoDidaLab
di Ivrea, promuove una esposizione didattica che verrà inaugurata il
giorno 26 marzo alle ore 17,30
Il fatto è che si tratta anche della
parte sulla quale, nel corso delle
ultime settimane, il Ministro è intervenuta più volte per fornire
precisazioni e correzioni.
Fino a un paio di mesi fa si
parlava di 150mila assunzioni, diventate poi 130mila e ridotte infine
a 107mila (“Non una di meno” ha
assicurato nelle ultime ore Stefania Giannini).
Ma di dubbi ce ne sono tanti
perché non è ancora del tutto chiaro in che modo si riuscirà a trovare
le coperture finanziarie necessarie.
Il problema maggiore, però, riguarda la possibilità che il disegno
di legge venga approvato dal Parlamento entro la fine di maggio. Se
si dovesse slittare oltre quella data,
infatti, il rischio che le assunzioni
debbano essere rinviate diventerebbe altissimo.
E’ per questo motivo che già si
sta parlando di “spacchettamento”
ovvero della separazione delle norme del disegno di legge in due
blocchi, uno dedicato esclusivamente alle assunzioni dei precari
e uno per tutto il resto.
In questa ipotesi le assunzioni
verrebbero inserite in un decreto
legge che il Governo potrebbe
approvare nel giro di pochissimo
tempo.
Tutto il resto seguirebbe invece
il normale percorso parlamentare.
Ma questo vorrebbe dire che la
“riforma” verrebbe rinviata di almeno un anno.
Ipotesi che non spiacerebbe a
quanti si stanno opponendo alla
proposta del Governo (sindacati,
movimenti e associazioni) .
Per parte loro i sindacati non
stanno fermi: i sindacati rappresentativi (Cgil, Cisl, Uil, Snals e
Gilda) hanno proclamato lo sciopero delle attività aggiuntive dal 9
al 18 aprile. I sindacati di base
(Unicobas, CUB e Usb) hanno invece deciso per una giornata intera di sciopero fissata per il 24
aprile.
C’è dunque da credere che il
dibattito parlamentare si svolgerà
in un clima non del tutto sereno.
Reginaldo Palermo
presso il Museo stesso.
Per l’occasione verranno esposti prodotti didattici realizzati da
alcune classi del territorio nell’ambito della manifestazione nazionale
Darwin Day e del Pi greco day.
La rassegna è tuttavia aperta a
chiunque abbia materiali da proporre anche su tematiche diverse,
purchè ad argomento scientifico.
Chi è interessato può prendere
contatti con la segreteria della associazione e concordarne l’esposizione, tenendo però conto che i
materiali devono essere pronti e
consegnati non oltre il giorno 24
marzo
I tempi ristretti sono dovuti al
fatto che la rassegna vuole essere
soltanto una occasione per raccogliere ed esporre materiali già comunque prodotti nell’ambito della
attività didattica quotidiana.
Alle classi partecipanti verranno
donati materiali didattici (libri,
DVD, carte geografiche, carta per
fotocopie e altro)
Per partecipare è sufficiente mettersi in contatto con l’Associazione
Ivrea a lezione
nato la cancellazione del riconoscimento di sito Unesco, a favore
di una nuova prospettiva di sviluppo voluta dalla maggioranza dei
cittadini.
Infine, l’interessante rapporto
di Matthieu Knibbler, curatore e
membro del gruppo di lavoro che
ha lavorato per più di un decennio
alla candidatura dell’area delle ex
Officine Van Nelle a Rotterdam:
un resoconto decisamente complesso, fatto di passi avanti e retrocessioni, di un iter lungo e complicato, conclusosi da poco meno di
anno e che vede questo sito industriale, costruito intorno al 1920
come fabbrica di caffè, tè e tabacco e divenuto un’icona del
modernismo europeo, come
un’area oggi brulicante di attività
commerciali. Gli architetti d’inizio
Novecento crearono nel quartiere
Spaanse Polder una fabbrica cattedrale - per il valore attribuito alla
luce, all’aria e alle altezze ed aperture dell’edificio industriale - che
ancora oggi produce e ospita attività di business pubbliche e private; e se la maggior parte dei siti
Unesco è costituita da luoghi di
interesse culturale di proprietà
pubblica, la fabbrica Van Nelle
ospita invece decine di piccole
imprese dinamiche, mentre alcune
parti dell’ex torrefazione sono state convertite in spazi per eventi.
Il sito delle Van Nelle è davvero
un indicatore prezioso di un processo di riqualificazione e recupero
all’oggi e al futuro, che è sopravvissuto al declino dell’epoca industriale, diventando un complesso
laboratorio per nuove idee di pianificazione economica e di sviluppo.
Nel contempo è segno tangibile
della partecipazione di privati alla
trasformazione del sito verso nuove vocazioni economiche, turistiche e culturali, con inevitabili necessità di adattamenti e convivenze.
Dopo quest’ultimo intervento sul
caso industriale olandese la tavola
rotonda finale del seminario ha
visto svuotarsi la sala per l’orario
già preserale; cionondimeno proprietari e user del patrimonio industriale eporediese, associazioni e
inviando una mail a info@
gessetticolorati.it e indicando il
nome e telefono dell’insegnante
referente che sarà contattato/a nel
più breve tempo possibile.
ADESIONE ALLA
ASSOCIAZIONE DSCHOLA
Nei giorni scorsi l’Associazione
ha sottoscritto la propria adesione
alla Associazione Dschola, che da
almeno un decennio raggruppa
decine di istituzioni scolastiche di
tutto il Piemonte con lo scopo di
valorizzare la dimensione informatica della cultura, l’innovazione
didattica, e la condivisione della
conoscenza attraverso le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
L’adesione a Dschola assume
un valore particolare perché consente alla associazione Gessetti
Colorati di porsi sul territorio come
soggetto ancor più qualificato per
la promozione e l’organizzazione
di attività di formazione e aggiornamento rivolte ai docenti delle
scuole del primo ciclo.
gruppi invitati al tavolo sono brevemente intervenuti sul tema della
candidatura con un sostanziale parere favorevole e appoggio all’iter.
In particolare voglio segnalare
come il rappresentante della proprietà del fondo immobiliare che
interessa larga parte dell’area della
I.C.O. su via Jervis, cuore dell’area candidata, abbia chiaramente lasciato intendere la disponibilità
e l’apertura alla trattativa per la
valorizzazione dell’area storica interessata.
In generale il focus della seconda giornata è stato il tema della
partecipazione e del coinvolgimento della collettività in tali processi e in quello specifico che si
sta costruendo ad Ivrea.
Se la collettività è vista come
soggetto attivo per far sì che la città
industriale sia un valore condiviso
anche attraverso un processo di
identificazione e riconoscimento, a
Ivrea, al momento, le azioni perché
ciò avvenga sono ancora troppo
deboli e poco visibili.
Lo stesso seminario, pur nella
ricchezza del palinsesto di contributi è stato ampiamente ignorato
dalla popolazione o è rimasto sconosciuto alla gran parte della cittadinanza.
Anche il tema dell’elaborazione
di un efficace piano di gestione del
sito e della sua trasformazione attraverso un flessibile sistema di
protezione può attivarsi esclusivamente attraverso la condivisione
di questa nuova visione della fabbrica Olivetti, attraverso il dialogo
tra amministrazione e cittadini,
pubblico e privato.
Speriamo che questa lezione
Unesco abbia trovato intanto l’attenzione degli amministratori locali rispetto all’impegno che la
candidatura comporta, e che i curatori del seminario e responsabili
scientifici della candidatura sappiano volgere la prospettiva ben oltre il
tema dell’ambìto riconoscimento
Unesco, ma guardino al tentativo di
recuperare storicamente l’identità
di un territorio per riconfigurare e
condividere insieme ai cittadini, il
progetto sul futuro.
Marcella Turchetti
PREPARAZIONE AL
CONCORSO A CATTEDRE
Proseguono gli incontri per i
docenti di scuola dell’infanzia e
della primaria che intendono partecipare al prossimo concorso a
cattedre.Agli incontri (6 fino ad
ora) hanno partecipato una 40ina
di insegnanti.Il prossimo incontro
si svolgerà sempre presso il Museo Tecnologicamente di Ivrea il
15 maggio dalle ore 17 alle ore 19.
COMPITI A CASA.
UN INCONTRO PER I GENITORI
In collaborazione con l’Istituto
comprensivo di Favria l’associazione organizza un incontro rivolto ai genitori sul tema “Compiti a
casa. Stili di apprendimento e proposte operative. Strumenti tecnologici e metodi di studio”
Relatrici le psicologhe della Associazione Egò di Torino, Gisella
Riva e Alessia Pascali. L’incontro
si svolgerà il16 aprile prossimo
presso la sala mensa della scuola
media di Favria dalle ore 17,30 alle
ore 19,30
CASO BOSISIO / BALLURIO
Facebook e
le opinioni discutibili
Non è un po' troppo tardi?
Leggiamo sui media locali che
la Presidente del Consiglio Comunale, Elisabetta Ballurio, con una
lettera ufficiale, chiede che venga
dato un parere legale circa la possibilità di risarcimento danni a carico del professor Bosisio (ex direttore artistico del Giacosa), dopo
alcune sue esternazioni pubblicate su facebook contro i rom, la
presidente Boldrini e altri argomenti di natura sensibile, su minoranze e affini. Perché? Perché, a
detta della Presidente Ballurio,
queste esternazioni rivelerebbero
una forma di razzismo e di scarsa
educazione, che danneggerebbe
la città di Ivrea, mettendola in imbarazzo, in quanto espresse da un
personaggio (l’ex direttore, appunto) che ha detenuto una carica
culturale rilevante.
Non so se tale richiesta otterrà
mai un parere positivo e in che
termini, ma una cosa è certa: che
il professore in questione non fosse un maestro di stile e garbo
nell’esprimere le sue opinioni, lo si
sapeva sin dalla prima ora. Strano
che ci si allarmi solo ora.
Questo allarme ci sembra ancora più strano, se sostenuto dal
sindaco, che era già sindaco sin
dall’inizio del mandato del professor Bosisio. Vengo e mi spiego.
La redazione, i lettori di questo
giornale ed io, soprattutto, ricordiamo che, il suddetto professore,
nel 2009, durante un convegno
nella sede di Confindustria Canavese, per la presentazione di uno
spettacolo teatrale sulla Sois
Chatillon (l’altra fabbrica di Ivrea),
proprio nel giorno dell’anniversario
di morte di Adriano Olivetti, disse
che non se ne poteva più dell’Olivetti, esattamente con queste parole. Ricordiamo altresì che la sottoscritta riportò la cosa su questo
giornale, rilevandone l’inopportunità e il lato gratuitamente offensivo,
e che, per tutta risposta, fu insultata in una lettera che il professore
mandò alla stampa, pure a questo
giornale, e che pubblicammo interamente, senza censura, affinché
la sua maleducazione si commentasse da sola. Nessuno, allora,
disse né fece nulla. Nessuno sentì
il dovere di far rilevare, non solo
l’ineducato attacco personale a
me, piccola scribacchina di poco
conto, ma soprattutto l’inopportunità dei commenti sulla Olivetti nel
giorno della morte di Adriano. Personalmente ricevetti telefonate e
messaggi di solidarietà da moltissime persone, anche persone in
vista, ma tutto in privato.
Quindi, spero mi scusiate se mi
tolgo questo sassolino dalla scarpa: trovo davvero singolare ci si
accorga adesso e si stigmatizzi il
comportamento di questo signore, in base a quanto scrive sulla
sua pagina facebook, e non ci si
sia indignati allora per quanto detto, in un convegno pubblico, nei
confronti di colui, grazie al quale
questa città ambisce a diventare
sito Unesco e contro una cittadina
che, nel bene o nel male, è pur
sempre una persona attiva in ambito culturale, e aveva come unica
colpa, il fatto di aver rimarcato
l’accaduto. Abbiamo un livello di
indignazione piuttosto altalenante.
Direi, a corrente alternata: ora sì,
ora no. Il livello di attenzione è
piuttosto basso. Quello della coerenza, non parliamone.
Ironia della sorte, la neo direttrice del nostro teatro cittadino ha
all’attivo ben due spettacoli su
Olivetti. E il cerchio si chiude.
Possiamo dunque concludere
con un bel: ”noi ve lo avevamo
detto”. Bravi, che finalmente ve ne
siete accorti anche voi.
Sulla vicenda in sé, c’è ben poco
da commentare: ognuno è libero di
avere idee “poco allineate” (per usare parole del professor Bosisio),
basterebbe esprimerle in maniera
educata, senza attacchi personali,
semplicemente argomentando il
proprio pensiero in maniera civile.
E che non si incolpi il mezzo. Il
mezzo (facebook o twitter che sia)
è usato da un essere umano e ne
assume le sembianze. Sta a noi
usarlo con buon senso.
Lisa Gino
TEATRO GIACOSA
Cambio della guardia
alla direzione artistica:
esce Bosisio entra Curino
Amore, ascolto e artista: le tre parole chiave
della neo direttrice
Il teatro civico cittadino cambia
direzione e la notizia arriva a mezzo stampa, dopo qualche periodo
di voci e controvoci, che sussurravano dell’uscita di scena del Prof.
Bosisio. Questo sarà il terzo anno
del mandato affidato al Contato del
Canavese per la gestione del
Giacosa e dovrà ottenere la proroga per altri tre anni fra non molto.
Quindi l’uscita di scena del direttore in carica arriva a metà di un
percorso e non ci si può non chiedere a cosa la si debba.
Le dichiarazioni però sono
antitetiche: Mario Liore, direttore
amministrativo del Contato, afferma che c’era bisogno di qualcosa
di nuovo, di un cambiamento, di
qualcuno che fosse più legato al
territorio; Bosisio afferma di non
aver potuto lavorare come avrebbe voluto e di aver dovuto subire
troppe intromissioni, a sua insaputa.
Come stanno veramente le cose?
La verità sarà nel mezzo? La verità, sappiamo bene, sta in ogni
angolo rispetto alla prospettiva dalla
quale si guarda. Ognuno ha la sua.
ALTEATRO GIACOSA, MERCOLEDÌ 22 APRILE
A teatro contro la guerra
Audiodramma “E Johnny prese il fucile” realizzato da Sergio
Ferrentino, replica per le scuole Giovedì 23 aprile alle ore 10
In occasione delle celebrazioni
del 25 aprile, qust'anno particolarmente sentite in quanto siamo nel
settantesimo anniversario della Liberazione, al Teatro Giacosa si
terrà un originale rappresentazione proposta da Fonderia Mercury,
l'etichetta creata da Sergio
Ferrentino dedicata alla produzione di audiodrammi dal vivo. In
questo caso si tratta di un
audiodramma tratto dal romanzo
“E Johnny prese il fucile” di Dalton
Trumbo, un “Romanzo di pacifismo integrale, che venne esaltato
al suo apparire, dalla destra, che
non voleva che gli Usa entrassero
in guerra contro Hitler, e diventò
un libro “di culto” per la sinistra al
tempo della guerra nel Vietnam.
Trumbo ne trasse un film che
diresse egli stesso nel 1971,
esordendo nella regia all'età di 66
anni […] e che fu, per inciso, tra
i prediletti di François Truffaut
[…]”.
Lo spettacolo, che verrà replicato per le scuole il mattino dopo, ha il Patrocinio
dell’Anpi e del Comune di
Ivrea ed è realizzato con il
contributo di AEG Cooperativa Gas.
“E Johnny prese il fucile”
è allestito tramite un microfono binaurale che permette
di recuperare e riprodurre i
suoni con un effetto tridimensionale. La percezione
in cuffia diventa a 360°, riuscendo
anche a captare la dimensione ambientale della scena. Una forma
innovativa di ripresa sonora che
verrà usata sul palco “in diretta”, e
che permetterà al pubblico, in cuffia, di trovarsi sul palco avvolto
dall’intreccio dei suoni, effetti e
voci in un totale coinvolgimento
scenico.
Tratto dal romando di Dalton
Trumbo
Adattamento e regia Sergio Ferrentino
Con Sax Nicosia, Alessandro
Castellucci, Eleni Molos
Musiche originali di Gianluigi
Carlone
Fonderia Mercury
www.fonderiamercury.it
Il romanzo
Joe Bonham è un giovane americano che, insieme a milioni di
connazionali, viene chiamato a
combattere durante la Prima guerra mondiale. Nel conflitto viene
colpito da una granata. L’esplosione lo riduce in un tronco umano, muto, senza gambe, braccia,
vista ma “vive”: Joe pensa e i suoi
pensieri sono la nostra storia.
Ore, giorni, anni, scanditi dal
battito del cuore, dal pulsare del
cervello, dal sibilo del respiro, dal
rimbombo dei passi di medici e
infermiere.
Dopo anni di isolamento psicofisico Joe riesce a comunicare
con il mondo esterno e a ricevere
risposta. Joe è ancora in battaglia
e dalla trincea grida il suo SOS di
vita.
Ascolta...sei in scena
Note di regia di Sergio Ferrentino
“Si, certo, mi ricordo il film..”
Di solito questa è la risposta alla
mia domanda su E Johnny prese il
fucile, non sono molti quelli che
l’hanno letto. I più informati ricordano “..ma Dalton Trumbo non
era nella lista nera di Hollywood?”
E’ in quel momento che si cerca
di spiegare la scelta: adattare E
Johnny prese il fucile per parlare della Prima Guerra Mondiale. Dalton Trumbo fece il
film 32 anni dopo l’uscita editoriale; in realtà la parte curiosa fu quando, nel 1957, il suo
prestanome a Hollywood vinse l’Oscar con un filmetto
d’ambiente messicano, La più
grande corrida.
Ma noi siamo qui per parlare
della Prima Guerra Mondiale,
cento anni dopo. In attesa di essere sommersi da racconti, evocazioni, storie, testimonianze, diari,
lettere, canti, cori…
Qualsiasi traccia che possa raccontare cosa è successo in quei
giorni, mesi o anni sarà utile per
evocare. Forse Johnny non evoca, o meglio, usa la Prima Guerra
per raccontare la guerra. Il legame
con il centenario è saldo.
Il protagonista fa parte di “quelli
delle trincee”, è un soldato, uno dei
milioni di giovani portati ad uccidere altri giovani. Ma quelli che
hanno letto il libro o visto il film
sanno che lui pensa ostinatamente
dall’interno della sua detenzione
corporea. Tutto il libro si muove e
vive sui suoi pensieri di morte o di
vita, solo pensieri con qualche ricordo della fidanzata, del padre,
della madre… e poco altro.
Dal punto di vista teatrale si può
intuire un dolorosissimo monolo-
Ma non è tanto chi esce, piuttosto chi entra ad incontrare la nostra sincera e piacevole sorpresa.
Laura Curino non ha certo bisogno di presentazioni in questo territorio: la si conosce e la si apprezza da sempre, e non solo per i
lavori che ha dedicato a Camillo e
Adriano Olivetti.
Attrice, autrice e drammaturga,
ogni suo spettacolo ha riscontrato
giudizi positivi dal pubblico
canavesano. L’abbiamo raggiunta
al telefono e le abbiamo chiesto le
sue impressioni a caldo. Ecco
quanto ci ha detto:
“Sono rimasta sorpresa perché
con il Giacosa avevo avuto solo
buoni rapporti da attrice, e non mi
aspettavo questa nomina. Il pubblico mi ha sempre accolta con
soddisfazione, soddisfazione reciproca perché io da questo territorio mi sono sempre sentita sostenuta, non ci siamo mai delusi. Il
Canavese, ed Ivrea, è un luogo
che mi ha sempre dato grande
energia, quindi, quando è arriva-
SEGUE A PAG. 12
go… ma dal punto di vista
radiofonico entrano nel campo acustico i suoni, gli effetti
e i tre livelli di recitazione su
cui è impostato tutto l’adattamento.
Perché tre livelli? E quali
sono? Pensare, sognare, ricordare. Tre impostazioni diverse per narrare, intrecciate
tra loro ma con caratteristiche acustiche saldamente separate dalla storia e dall’uso
della voce.
Pensare per parlare a noi
stessi delle paure senza mediazioni. I sogni, immagini e
desideri fuori controllo che si
possono trasformare in incubi. I ricordi setacciati, quasi
sempre positivi, sui quali s’inseriscono, scompostamente,
quelli dolorosi.
Alla voce si affianca la tecnica
sonora che si dedica a sottolineare, alimentare e amplificare gli effetti e i suoni che narrano insieme
alla parola e alle musiche originali,
rendendo obbligatorio l’uso delle
cuffie per l’ascolto del radiodramma.
Tre voci, quindi, laceranti e lacerate dello stesso attore che servono a denunciare gli orrori della
guerra, non della Prima Guerra
Mondiale.
E’ per questo motivo che dal
1939, ad ogni guerra americana, il
libro è sempre stato ritirato dalle
librerie. Così è stato per la Seconda Guerra, poi la Corea, poi il
Vietnam.
Ora è difficile trovarlo anche su
eBay. Meglio lasciare ancora una
traccia, per questa volta acustica.
SEGUE IN ULTIMA
10
anno XXVIII n° 7
AL CINECLUB IVREA
MARTEDÌ 14 APRILE E MERCOLEDÌ 15 APRILE
Pazza idea
VISTI DA NOI
L’ultimo lupo
Regia di Jean Jacques Annaud
Regia: Panos H. Koutras
Interpreti: Kostas Nikouli,
Nikos Gelia, Aggelos Papadimitriou, Romanna Lobats, Marissa
Triandafyllidou Origine: Grecia
2014 Durata: 128 min. Dany ha sedici anni, un coniglietto nella borsa e i soldi di una marchetta
per trasferirsi da Creta ad Atene e raggiungere il fratello diciottenne
Odysseas. Insieme, vogliono ritrovare il padre che li ha abbandonati da
piccoli, farsi dare ciò che spetta loro, compresa la nazionalità greca, e poi
vincere un talent show cantando una canzone di Patty Pravo, la passione
della loro mamma, morta di alcool e solitudine. La Grecia, culla del mondo
e della tragedia, che un tempo lontano era governata dal principio dell’ospitalità verso gli stranieri (la “xenia” del titolo) e oggi vede crescere
sempre più forte, politicamente, la destra xenofoba, non è solo il contenitore di questo viaggio queer nelle contraddizioni dell’oggi, ma è anche il
genitore che manca ai suoi doveri, la madre che non sostenta, il padre che
non riconosce i propri figli, preferendo lo ius sanguinis allo ius solis.
Dany e Ody sono di origine albanese, Dany è omosessuale e sognatore,
entrambi sono bambini feriti che attraversano il bosco periglioso con una
pistola e un leccalecca per oggetti magici, una vecchia drag queen per
padrino e un gigantesco sogno pop a tenerli vivi. Un miscuglio agrodolce,
questo, che rende il film qualcosa di piuttosto unico e permea ogni aspetto,
estetico e non. La cultura gay e quella televisiva, il cinema d’autore (da
Araki a Almodovar passando per le citazioni di Donnie Darko e Charles
Laughton) e Canzonissima, il fantastico e il documentario (i protagonisti
sono non professionisti), s’incontrano in una terra di mezzo per raccontare
con leggerezza, se non proprio col sorriso, la grande tragedia contemporanea dell’immigrazione. Ma qual è, dunque, questa terra di mezzo, che
rende possibile la coesistenza del melodramma e della sua parodia? Il
sentimento. Eleggendo, infatti, il sentimento dell’amore fraterno a faro
nella nebbia, Koutras sceglie una strada contraria rispetto ai colleghi
cinico-tragici del cosiddetto nuovo cinema greco che inscenano l’aspetto
algido e mortifero della crisi sociale, spesso proprio a partire dalla
disintegrazione della famiglia, e opta invece per la musica, il colore e il
palpito, senza per questo rinunciare alla tensione e alla denuncia.
La mitologia di Pazza Idea vede Patty Pravo come una dea e Dany e Ody
come gli (anti)eroi di cui narrare le gesta, e il road movie è allora il genere
cinematograficamente più indicato, per la sua naturale propensione al
picaresco. Se la fusione tra sogno e realtà può non essere di facile
accettazione, almeno di primo acchito, è bene ricordare che, non solo è la
strada che Koutras ha scelto dall’inizio della sua carriera, ma è anche la
base del mito stesso, la fusione tra inconscio e vita cosciente, tra storia e
poesia.
Una fotogenia perfetta, statuario,
imponente nella sua fissità, lo sguardo di ghiaccio, paziente e algido,
come vuole il dna di questo predatore più affascinante che pericoloso.
Il regista Annaud non è nuovo
nella direzione degli animali per film
di successo e, dopo orsi e tigri, questa volta porta sullo schermo il lupo.
Il film è ambientato in epoca
maoista e ha per protagonisti due
studenti di Pechino mandati ad
alfabetizzare le arcaiche tribù della
steppa mongola. Uno di loro, Chen
Zhen, sedotto dalla vita dei pastori e,
soprattutto dalla presenza dei lupi,
finisce di adottarne uno, cucciolo
salvato dallo sterminio indiscriminato dell’uomo. Secondo la saggezza antica il lupo è come un dio, a
cui si deve rispetto in una forma di
rapporto di convivenza che non altera gli equilibri della natura. Ma a
sfalsare questo rapporto è, come al
solito, l’uomo tecnologico, le sue
paure ataviche, l’esercizio della violenza diabolica, al confronto della
quale le strategie di lotta per la sopravvivenza, operate dai lupi, sembrano pulsioni innocenti.
Siamo in un paese tribale e pastorale, uomini e mandrie, paesaggi allargati, sontuosi e mozzafiato, natura
edenica, la steppa e i suoi cordoni di
dune scosse dal vento. Spazi solitari
e magnificenti a perdita d’occhio,
ristagno del verde, territori rocciosi.
Il lupo affamato a cui rubano le prede,
a cui uccidono i cuccioli, il lupo nocivo e nemico, il lupo come minaccia
della razza umana e non il contrario.
In Italia alla fine degli anni 70 i lupi
sopravvissuti erano un centinaio,
oggi grazie alle politiche di tutela
messe in campo dal WWF si sfiorano i duemila esemplari, ma almeno
duecento all’anno vengono uccisi, con metodi brutali, dalla
mano dell’uomo.
Il protagonista Chen Zhen,
che alleva il cucciolo di lupo,
con il pretesto di studiarlo
meglio,(conosci il tuo nemico,
se vuoi vincerlo – secondo il
detto maoista) cerca a suo modo
la strada di una difficile conciliazione. Natura animale e selvatica e sensibilità umana faticano a trovare una dimensione
comune. Anche svezzare un cucciolo di lupo, in fondo, altera gli equilibri
naturali, si corre il rischio di rendere
antropomorfo ciò che non lo è. Il lupo
può mordere il suo benefattore perché è vittima del suo istinto, ma l’uomo non dovrebbe scuoiare un lupo
per venderne la pelle al mercato.
Una volta che gli spazi necessari
alla sopravvivenza sono sottratti, il
lupo non può far altro che minacciare
l’uomo e i suoi armenti. Ma questi, il
predatore dei predatori, si rende responsabile delle stragi peggiori. I
cuccioli vengono uccisi barbaramente, i lupi cacciati e abbattuti a colpi di
fucile, fatti saltare per aria con trappole esplosive. Se decidi di non sparare al lupo, allora lo fai soltanto per
non fare un buco nella sua pelliccia
increspata che venderai al mercato.
L’uomo trova giustificazione ad ogni
suo gesto e il lupo diventa, di conseguenza, incarnazione del mito malva-
gio.
Il film è spettacolare e ha il merito
di non essere una favola a lieto fine
disneyano né tanto meno di cedere a
visioni idealizzate di questo animale.
Le immagini avvicinano il lupo ai
nostri occhi come forse mai era accaduto, intrecciano la sua storia alla
nostra, esaltano lo strapotere dei
Le figure del Piacere
di P. Domene
“La spirale continua di una storia infinita”: Pasqua e Settimana Santa tra Italia e Spagna; Ivrea, 3.4.2015, Venerdì Santo.
Stavo per descrivere un’altra esperienza quando durante un incontro con più persone una di loro mi ha chiesto: “Come si dice Buona Pasqua in
spagnolo? “. “Non si dice”, rispondo. “Come mai?”, mi dicono, come se la comune appartenenza al mondo cristiano-mediterraneo cancellasse le
differenze. La Pasqua, commento, aldilà del suo significato nella liturgia e nella teologia cattoliche, non ha importanza nei rituali sociali spagnoli. Per
la cultura spagnola conta la Passione non la Resurrezione. L’umano non il divino. La Festa nel senso antropologico del termine, non la sua teologia.
Per la gente questa festa, lì dove ancora perdura, poggia sul Dolore e quindi la Settimana Santa ha antropologicamente il suo apogeo e conclusione
il Venerdì Santo, preceduto da Lunedì, Martedì, Mercoledì, Giovedì, tutti Santi. Sabato è giorno di lutto. Domenica ci si rilassa in privato.
Certo, come in Italia, dove l’augurio “Buona Pasqua” e la Pasqua stessa hanno perso la loro valenza antropologica e sono la routine residua di passate
consapevolezze, anche in Spagna la Settimana Santa non è quel che era. Ma ancora permane in vaste zone soprattutto in area mediterranea. Chi non
ha sentito parlare della Settimana Santa di Siviglia? O di Malaga, Murcia, Granada...? In molti rimangono sorpresi e contrariati davanti a questa festa,
a loro dire “incomprensibile”, dove giorno e notte centinaia di gruppi
scultorei sulla Passione di Jesù percorrono le strade in un’epifania di
dolore, sangue e lacrime, di “penitenti” incappucciati e di sfarzosi,
stupefacenti corredi di oro, argento, pizzi, merletti, perle.
Non si venga tratti in inganno. La Settimana Santa spagnola è una
festa pagana. Vissuta con il corpo. Io l’ho vissuta da bambino e l’ho
presente. Una festa sensuale e sentimentale, emozionale, dionisiaca si
potrebbe dire, dove la collettività retro-alimenta se stessa con una
gastronomia del magro, rituale ma ghiotta, generosa; una festa di molti
colori, aromi, incensi, rose, garofani, gelsomini...; di un magico
luccichio tiepido di candele e ceri; di rumori continui intervallati da
profondi silenzi, da voci disperate o gioiose e musiche coinvolgenti. Sì.
E’ una festa pagana. E, come tutte le feste pagane, è una festa in onore degli dei dimenticati o attuali. Una festa quindi che come ogni festa scava
inconsapevolmente nell’identità collettiva dei festanti, miti inclusi, per alimentarla e trasformarla.
E’ proprio così. Basta vivere una Settimana Santa per rendersi conto di quanto venga da lontano. Di come costituisca uno dei continui cicli di quella
storia infinita che è l’identità (qualunque cosa il termine significhi) di un territorio e di una collettività. Sì. Questa festa ha molto della solarità calda
e leggera dell’antico mondo iberico, per opposizione al carattere umido e oscuro di quello celtico. Ma ha anche molto, basti vedere le Madonne dolorose
e in lacrime foderate di ori e velluti, dei mondi greco, fenicio e romano, che queste terre iberiche colonizzarono; dei loro dei, miti e riti, che il
cristianesimo fece propri per integrarli nella “nuova” religione. Nè mancano tracce, per quanto sottili, della permeante cultura araba. Ma la Settimana
Santa attuale veste soprattutto le sfarzose fogge della Controriforma Cattolica (e del suo stile, il barocco) che poggiò sull’antica e misteriosa e
tormentata emozione della religiosità pagana (ricca di immagini e di teatralità) per distinguersi dalla razionalità e dalla freddezza della moderna e pratica
religiosità protestante (assente di metafore ed immagini). Barocche sono le immagini ed i troni, i corredi e le decorazioni, barocche le cerimonie,
barocche le contraddizioni che mostra. Tutto allontana dal razionale per avvicinarsi alla fisicità dei corpi. Per coinvolgerli nella loro dimensione più
sensuale.
Il concilio Vaticano II però, con il suo deciso appropriamento della religiosità e delle liturgie del Protestantesimo, mise in crisi la festa. La chiesa
cattolica si allontanava dalla Passione e tornava alla Resurrezione. La Festa della Settimana Santa non doveva più essere uno strumento della pastorale
cattolica. I vescovi e ministri cattolici non dovevano presiedere alle grandi processioni. Alla Epifania Pagana. Nessun problema: le Feste sopravvivono
sempre alle Religioni. Le processioni cominciarono ad essere presiedute anche da personalità dei partiti della sinistra più laica, del partito socialista
e del partito comunista. Logico. Anche se si dovrebbe riflettere. Anche sulla Pasqua “italiana”. Non è banale dal punto di vista politico. “Come si
dice Buona Pasqua in spagnolo? “. “Non si dice”. Ma in italiano sì: Buona Pascua!
primi piani e del rallenty.
Il film toglie ombra dal mondo dei
lupi e la proietta su quello di un’umanità miseramente superiore solo per
potenza tecnologica, solo per la legge asettica del fucile e del tiro al
bersaglio. La caccia al lupo capobranco, lo sfinimento della corsa in
cui viene inseguito per quaranta
chilometri dalle jeep, la resa per
autoconsunzione dell’animale sono
la testimonianza più netta del fatto
che la ferocia stia innanzitutto dalla
nostra parte. Ma l’accordo della convivenza, suggerito dalla saggezza
ancestrale, non è tuttavia impossibile. Il protagonista della storia, segnato per sempre dalla sua esperienza, scriverà un libro di successo dal
titolo: “Il totem del lupo” di Lu Jiamin
da cui, appunto, è tratto il film. Altri
raccoglieranno lo spirito tramandato
dalle generazioni più antiche, quelle
vissute al di fuori della macchina
infernale del guadagno fine a se stesso. Cambiare si può, cominciando
anche dal linguaggio, dalle espressioni correnti del quotidiano, magari
rispondendo a chi ci dice “In bocca
al lupo” con un festante “Evviva il
lupo”.
Pierangelo Scala
“E quindi uscimmo a riveder
le stelle”: Il cielo di Primavera;
Ivrea, Marzo-Aprile 2015.
Senza scomodare l’inferno mentale di Dante e le sue valenze simboliche, anche noi usciamo a riveder le stelle. E’ bello guardare le
stelle. Io lo faccio quasi ogni giorno, non da astrofilo bensì da comune camminante. A occhio nudo
e in qualunque momento.
Venere è la mia “stella” preferita. E’ così bella e presente! La tengo sempre d’occhio. Il cielo di Marzo e quello d’inizio Aprile è stato generoso: Marte si è avvicinato
molto a Venere a Marzo e a
fine mese uno spicchio di
Luna, appena fattasi notte,
guardava Marte. L’ultimo
giorno intorno alle 23 ho visto Giove, rossiccio e ben distinto,
a metà cielo. Oggi, questa sera,
primo aprile, dopo il tramonto, sul
Lago di Viverone, dalle parti di
Masseria-Comuna, il vento,
possente, sibila tra le ringhiere; le
onde battono forte contro le spiagge e i piccoli moli ( l’acqua mi è
arrivata fin sulla schiena); a occidente una striscia di rosso saluta il
giorno. Il profilo delle montagne si
staglia preciso contro un blu chiaro e perfetto. Sopra, quasi allo
zenit, in quel blu scuro che separa
il giorno dalla notte, ecco Venere.
Sola come una dea antica. Luminosa e splendida come poche volte
la si vede.
11
8 aprile 2015
teatro
10 e 11 aprile ore 21
IL GIARDINO DEI CILIEGI
di Anton Checov, con Laura Curino,
Giulia Bacchetta, Paolo Cosenza, Gaia
Insenga, Mino Manni, Dario Merlini,
Stefano Moretti, Maria Alberta
Navello, Maximilian Nisi, Valeria
Perdonò, Gianni Quillico, Franco
Sangermano
traduzione, regia Corrado d’Elia
Il Contato del Canavese/Teatro
Giacosa - Teatro Libero Milano in
collaborazione con La Corte Ospitale
Il testo racconta di un giardino, un
meraviglioso
giardino di
ciliegi che
circonda una
grande tenuta che per necessità, per poter pagare un’ipoteca,
viene messa all’asta.
Fin dalle primissime parole, fin dai
primi istanti, noi comprendiamo come
tutto sia già in realtà perduto, perduto per sempre.
Ma la storia può essere raccontata
anche così: c’è una stanza in una
grande casa e il tempo che la riempie.
E ci sono personaggi che, entrando
in quella stanza, la inondano di ricordi e di emozioni. Il tempo dunque,
ecco il vero protagonista di questa
storia.
Alla fine, questo ci racconta Cechov,
ciascuno di noi è un giardino, il meraviglioso giardino dei ciliegi: e ogni
cosa finisce.
La bellezza e l’emozione della vita, il
senso dell’esistenza stanno proprio
li, nel sapere vivere a pieno la misura
di quel tempo che ciascuno di noi ha
a disposizione, lo splendore ma anche la sfioritura di quel giardino
meraviglioso che prima o poi verrà
tagliato.
Da tanti anni Corrado d’Elia e Laura
Curino volevano collaborare tra loro.
Ecco dunque finalmente un proget-
to che li vede insieme protagonisti in
uno dei testi più importanti del nostro teatro. Un cast d’eccezione, viene da dire d’altri tempi, una produzione importante, da seguire e sostenere con entusiasmo, che vuol essere un segnale evidente di reazione
alla crisi profonda, economica ma
anche di linguaggio e di progetto
che attraversa la produzione teatrale
italiana. Ivrea, Teatro Giacosa,
0125.641161
11 e 12 aprile ore 21
MALEVOLEVABENE
di e con Monica Bonetto , Regia
Stefano Dell’Accio, Produzione Comunque Polonio era malato
Alcune cose che mi erano chiare.
Che volevo fare uno spettacolo che
parlasse di violenza sulle donne.
Che non volevo raccontare un omicidio, piuttosto il suo contrario: il
percorso e l’attimo in cui una vittima
decide di smettere di essere tale, e
prova a riprendersi la vita.
Che mi sarebbe piaciuto, ancora una
volta, raccontare il coraggio delle
donne, quello quotidiano, taciuto,
nutrito di risorse impensabili,
inesauste, e di mezzi imprevedibili.
Come l’ironia. Quella femminile, precisamente femminile, che sa convivere con il dolore, che ha la capacità
di farlo spurgare in una risata quando intasa il respiro.
Sapevo anche che non volevo cadere nella retorica vittimista. Perché
attizza l’indignazione, ma mette al
riparo, rassicura.
Un’altra cosa chiara era il meccanismo della ripetizione: ogni “esperto”
con cui ho parlato, ogni storia che ho
ascoltato, lo sottolineava: gli uomini
violenti, di qualsiasi classe sociale,
grado di istruzione, provenienza geografica, si comportano allo stesso
modo, identiche le mosse, le strategie, i comportamenti. E le vittime,
tutte, tendono a giustificare, minimizzare, negare
Ecco, questa è l’ultima cosa che mi
era chiara: che dentro, ci siamo tutti.
musica
venerdì 10 aprile
UMBERTO MARIA GIARDINI, Officine Corsare, via
Pallavicino 35, Torino
MODENA CITY RAMBLERS,
Hiroshima Mon Amour, via Bossoli 83, Torino
sabato 11 aprile
ROBYN HITCHCOCK, cantautore inglese di culto degli anni ’80
con stile pop visionario, Folk Club,
via Perrone 3 bis, Torino
RED WINE
Presentazione del nuovo album
Controvento in compagnia dell'attore Luca Vincent Pecora
ngresso libero. Palazzetto Dello
Sport, Pont Saint Martin
martedì 14 aprile
CARMEN CONSOLI, PalaAlpitur, corso Sebastopoli 124,
Torino
venerdì 17 aprile
DRINK TO ME, elettro-pop,
Cap 10110, corso Moncalieri 18,
Torino
sabato 18 aprile
RONIN, post-rock, Blah Blah,
via Po 21, Torino
mercoledì 22 aprile
NOPAIR, jazz, Country Inn, via
Monte Stella 8, Ivrea
varie
dal 7 marzo all’8 aprile
MOSTRA DI ELENA
MIRANDOLA E MANITERRA
a cura di ArteInFuga presso Castello
di Sale, Via dei Patrioti 14, Ivrea
ORARI: Lunedì 14.30-19.00, dal martedì al sabato 9.30-19.00
info: http://arteinfuga.blogspot.it/
dal 21 marzo all'11 aprile
MOSTRA FOTOGRAFICA
Biblioteca Civica della Città di Ivrea
“Costantino Nigra”
MOSTRA COLLETTIVA degli
allievi del CORSO AVANZATO DI
FOTOGRAFIA DIGITALE dell’UNI3 di IVREA
“LE CITTA’ INVISIBILI” Libera
interpretazione fotografica del testo
dell’omonimo libro di Italo Calvino.
Il punto di partenza di ogni capitolo del libro è il dialogo tra Marco Polo
e l’imperatore dei Tartari Kublai
Khan, che interroga l’esploratore
sulle città del suo immenso impero.
Marco Polo descrive città reali, immaginarie, frutto della sua fantasia,
che colpiscono sempre più il Gran
Khan.
La docente del Corso, Elisabetta
Minucci, ha proposto questo tema
ai suoi allievi dando loro la più ampia
libertà di scelta fra le 55 città descritte (magia dei numeri: 55 è la somma
Immersi in questa brodaglia primordiale in cui i cattivi picchiano e i
buoni, maschi e femmine, intrisi di
clichè inconfessabili, non sanno
vedere abbastanza .
info SCHEGGE 14/15:Elisa 327
5851709. Il Cubo, via Pallavicino 35,
Torino
sabato 11 aprile ore 21
LA PARTITA SULL’ARIA
Concept: Roberto Orlacchio,
danzatori:Roberto Orlacchio, Nicola Marrapodi
La partita sull’aria è una cooperazione tra corpi che si misurano in distanze vissute, oltre che geometriche. È esperienza dell’atmosfera e
dell’alterità, di uno spazio vuoto che
si apre come stanza elastica, un polmone per l’aria.
Roberto Orlacchio si forma in danza
contemporanea con Accademia di
danza e spettacolo, Aterballetto,
Balletto Teatro di Torino, Alvin Ailey
Dance Theater (New York), Anouk
Van Dijk DC e Gabriella Maiorino
(Amsterdam). Nel 2013 entra nel progetto Deos del Teatro Carlo Felice di
Genova, produzioni di danza e opere
stagioni 2013 e 2014.
Nicola Marrapodi si forma con
Markus Zmoelnig, Giovanni Di
Cicco, Cristina Amodio, Ismael Ivo,
Malou Airaudo, Fabrizio Monteverde. Danza con Compagnia
Proballet. Nel 2013 entra nel progetto Deos presso il Teatro Carlo Felice
di Genova.
Ingresso 10 e., prevendita la Galleria
del libro, Ivrea. Teatro Bertagnolio,
Chiaverano
venerdì 17 aprile ore 21
TERESA MANNINO
Sono nata il ventitrè
Teresa Mannino in questo suo nuovo lavoro teatrale attraversa strade
e temi diversi ed istintivi: l’amore, la
vita, il tradimento, gli uomini e le
donne, la passione per la conoscenza e per la propria terra.
E con la stessa passione racconterà
i tormenti di Penelope e quelli della
vicina di casa. Si rifarà alle donne,
dei primi dieci numeri naturali), di
utilizzo di tecniche di ritocco o manipolazione del materiale fotografato.
Ne è nato un insieme di immagini con
un unico filo conduttore ma che nello
stesso tempo rivela la personalità e la
sensibilità di ciascun fotografo.
Visto il tema ispiratore della mostra, è stato quasi naturale scegliere
il luogo dove proporla.
Grazie all’interessamento e collaborazione della Direttrice della Biblioteca Civica di Ivrea e responsabile del Sistema Bibliotecario, dott.ssa
Gabriella Ronchetti la mostra viene
allestita presso la sala consultazione
della Biblioteca Civica “Costantino
Nigra” di Ivrea, in Piazza Ottinetti.
Orari: domenica e lunedì chiuso
Martedì-mercoledì-giovedì
9,30-13 / 14-18
Venerdì 9,30-15
Sabato 10-13 / 14-17,30
La mostra verrà riproposta in altre
biblioteche del Canavese
venerdì 17 aprile, ore 17
I VENERDÌ DEL BOTTA
L’enfant et les sortilèges di Maurice
Ravel, una fiaba lirica in bilico
tra sogno e realtà
relazione di Attilio Piovano, introduce Michele Curnis
Auditorium “Giovanni Getto” del
Liceo Carlo Botta, Corso Re
Umberto 37, Ivrea
eroine e non, dei classici, per dare
consigli e consolare, soprattutto, le
amiche con problemi di cuore.
Padrona, con zelo costante, della
scena, Teresa non mancherà di coinvolgere il pubblico a tal punto che il
suo monologo diventerà, quasi, un
dialogo, un incontro, uno scambio
singolare ed autentico di battute e
verità. Montalto Dora, Anfiteatro
Comunale Angelo Burbatti
sabato 18 aprile ore 21
SLAVE 2.0
(Trittico sulla moderna schiavitù)
coreografie Cristina Ruberto, Cristina Taschi, Cristina Golin, testi Antonio Frezza, soggetto Cristina
Ruberto, danzatori: Cecilia Boldrin,
Ottavia Capussella, Roberta Chiocchi, Alice D’Oro, Alice Mistretta,
Valentina Papaccio, Sara Ugorese.
attori: Tommaso Grimaldi, Angelo
Patti, MotiSparsi – Compagnia di
Teatro-Danza, ACCADEMIA DI
DANZA E SPETTACOLO DI IVREA
.SLAVE 2.0 vuole essere una indagine sulle moderne schiavitù occidentali, passando dalla dipendenza dalla
tecnologia e da internet, attraverso la
schiavitù da lavoro, da media, da
banche, da codice a barre. Un popolo, quello occidentale, inconsapevole della propria schiavitù, parassita,
schiavo in un un mondo di schiavi.
Ivrea, Teatro Giacosa
CINECLUB
IVREA
al cinema Boaro, Ivrea
martedì 14 aprile e
mercoledì 15 aprile
PAZZA IDEA
regia Panos H. Koutras
attenzione agli orari:
martedì ore 15- 17,15- 19,30- 21,45
mercoledì ore 15.30, 18
COMUNE DI IVREA
I Like AMI
Due incontri per approfondire la
conoscenza dell’offerta turistica
del territorio.
E’ questo il tema dell’iniziativa
organizzata dall’Assessorato alla
Cultura e Turismo della Città di
Ivrea e da Turismo Torino e Provincia, rivolta ai cittadini eporediesi
e dell’Anfiteatro Morenico.
Il primo appuntamento è in programma lunedì 13 aprile, alle
ore 17.30 presso la Sala Santa
Marta. Il secondo si terrà lunedì
20 aprile, alle ore 21.00 allo
ZAC!, presso il Movicentro.
martedì 21 aprile ore 21
I LEGNANESI
Storie dei cortili, con Antonio
Provasio, Enrico Dalceri, Luigi
Campisi
La famiglia Colombo torna con il nuovo spettacolo STORIE DEI CORTILI: la TERESA, la MABILIA e il GIOVANNI vi aspettano per farvi divertire insieme agli altri personaggi che
animano il loro mitico ‘cortile’, in un
ritmo serratissimo di battute e
esilaranti riferimenti all’attualità. Officina H, Ivrea.
giovedì 9 aprile ore 21
ABITARE UN SITO UNESCO
Libreria Cossavella,
Corso Cavour 30 Ivrea
Incontro organizzato da:
Libreria Cossavella e Comitato Promotore Club Unesco
Il ruolo di un Club Unesco e
quello delle istituzioni culturali
Conversazione con Maria Paola
Azzario, Presidente Centro
Unesco Torino
Enrica Pagella, Direttore Palazzo
Madama Torino
La Città di Ivrea ha attivato il percorso di candidatura a sito Unesco
sul tema di “Ivrea Città Industriale
del XX Secolo”. Il Comitato promotore Club Unesco e La Libreria
Cossavella promuovono il primo
di una serie di incontri dedicati al
significato sociale di un sito Unesco
e alle implicazioni sulla vita quotidiana di chi ci abita.
venerdì 10 aprile ore 19
MARCO PEANO
La Galleria del libro presenta il libro
L'invenzione della madre.
Enoteca Vino e dintorni, via
Arduino 126, Ivrea
dal 18 aprile al 2 maggio
ARTE IN FUGA
Mostra di Daniela Borla, Galliano
Gallo e Marcello Gobbi. Spazio
Pitetti, via Guarnotta 20, Ivrea
Sabato 11 aprile ore 21
LA PARTITA SULL’ARIA
Concept: Roberto Orlacchio,
danzatori:Roberto Orlacchio, Nicola Marrapodi
La partita sull’aria è una cooperazione tra corpi che si misurano
in distanze vissute, oltre che geometriche. È esperienza dell’atmosfera e dell’alterità, di uno spazio
vuoto che si apre come stanza
elastica, un polmone per l’aria.
Sono i corpi, non indifferenti e
meno inariditi, che fanno durare
questa condivisione, questo gioco
- scommessa e premio insieme.
L’importanza della qualità percettiva per restituire valore - calore allo spazio che ci ospita, all’elemento che ci fa luogo e perché
nell’assenza possa esserci memoria di un incontro, di una casa.
Roberto Orlacchio si forma in
danza contemporanea con Accademia di danza e spettacolo,
Aterballetto, Balletto Teatro di
Torino, Alvin Ailey Dance Theater
(New York), Anouk Van Dijk DC
e Gabriella Maiorino (Amsterdam).
Nel 2013 entra nel progetto Deos
del Teatro Carlo Felice di Genova,
produzioni di danza e opere stagioni 2013 e 2014.
Nicola Marrapodi si forma con
Markus Zmoelnig, Giovanni Di
Cicco, Cristina Amodio, Ismael
Ivo, Malou Airaudo, Fabrizio
Monteverde. Danza con Compagnia Proballet. Nel 2013 entra nel
progetto Deos presso il Teatro
Carlo Felice di Genova.
(Ingresso 10 euro, prevendita la
Galleria del libro, Ivrea)
Teatro Bertagnolio, Chiaverano
12
ultima
SEGUE DA PAGINA 9
TEATRO GIACOSA
Cambio...
Movicentro, via Dora Baltea 40 , Ivrea
Eventi del mese di Aprile
Giovedì 9 aprile, ore 21
LA TRATTATIVA
Per la rassegna di film
“ZAC! Si gira!”
Di cosa si parla quando si parla di
trattativa? Delle concessioni dello
stato alla mafia in cambio della cessazione delle stragi? Di chi ha assassinato Falcone e Borsellino? Dell’eterna convivenza fra mafia e politica? Fra mafia e chiesa? Fra mafia
e forze dell’ordine? O c’è anche dell’altro? Un gruppo di attori mette in
scena gli episodi più rilevanti della vicenda nota come trattativa stato
mafia, impersonando mafiosi, agenti dei servizi segreti, alti ufficiali,
magistrati, vittime e assassini, massoni, persone oneste e coraggiose e
persone coraggiose fino a un certo punto. Così una delle vicende più
intricate della nostra storia diventa un racconto appassionante.
Al termine, dibattito con la regista Sabina Guzzanti
(ingresso 5 euro)
Sabato 11 Aprile 2015 ore 10- 19
L’ALTROMERCATO
Il secondo sabato del mese allo ZAC! c’è L’altromercato, fatti e persone
dell’economia solidale, cibo, artigianato, benessere, abbigliamento
locale, etico, rispettoso dell’ambiente insomma una piccola Sanaterra
Alle 18: sfilata primavera-estate della moda etica e sostenibile
ore 22
DOVE PARTONO I TRENI
Teatro-concerto a cura dei Prisma
Parole appiccicate ai muri. Suoni di risa. Visi che passano. Passi verso
scuola. Arrivi. Attese. Finali da immaginare e una storia in più.
venerdì 17 aprile
LA PROTESTA UNA FIABA ITALIANA
Spettacolo teatrale a cura della compagnia LA BALLATA DEI LENNA
Vincitore “Festival Anteprima89 ed. 2012 Antidoti” – Milano
Menzione speciale Festival Asti 33 “premio scintille 2011”
Qui c’è un fatto, un percorso vero. Tre giovani
che cercano il loro spazio
per farsi sentire, ma nessuno questo spazio glielo
concede. E dunque se lo
prendono. Dimostrano di
essere vivi.
E’ un tempo di confusione e spaesamento, un tempo in cui si urla forte il
diritto ad avere la propria illusione, senza essere disposti a pagare il
prezzo della disillusione. Ma noi, il futuro, ce lo possiamo permettere?
COMUNE DI IVREA
Tornano i week-end alla
scoperta del patrimonio
culturale della città
Da sabato 11 e domenica 12 aprile e tutti i
primi fine settimana del mese fino ad ottobre,
molti siti culturali cittadini saranno nuovamente aperti al pubblico e liberamente
visitabili.
Novità di quest’anno il coinvolgimento
dello Spazio Espositivo per l’Archeologia
del Lago Pistono a Montalto Dora, sito che
archeologi e studiosi di provenienza nazionale reputano un punto di riferimento per la cultura del Vaso a Bocca Quadra
dell’epoca neolitica (7000 anni fa). Sabato 11 aprile alle ore 17 presso la sala
didattica del Museo con il tema “Il Piemonte prima dell´agricoltura. Evidenze
paleolitiche e mesolitiche nella nostra regione” sarà il primo di una serie di
incontri . Relatrice l´Archeologa Giulia Berruto che, per conto
dell´Associazione Le Muse di Torino, segue i laboratori didattici proposti
a scuole di ogni ordine e grado».
Qui di seguito il programma completo delle aperture:
Museo Garda, Sabato e Domenica: orario 15-19
Museo della Carale, Sabato e Domenica: orario 15 -19
San Gaudenzio, Sabato e Domenica: orario 15 -19
San Bernardino, Sabato e Domenica: orario 15-19
Museo Tecnologicamente, Sabato e Domenica: orario 15-19
Montalto Dora, Sabato e Domenica: orario 15-18
ta la richiesta mi sono commossa
ed emozionata. Mi sono subito
chiesta come avrei fatto, perciò
ho voluto (ed ottenuto grazie alla
disponibilità de Il Contato) un
periodo di transizione, per poter
pensare, ascoltare e creare una
continuità col lavoro fatto prima.
Perché io credo nella continuità,
non mi piace distruggere, ma costruire, procedere da un luogo
verso un altro. Quindi adesso,
come faccio sempre, mi metto in
ascolto della città, del mio pensiero, dei desideri, anche delle contingenze e cerco di sentire e tracciare un percorso. Il periodo è
difficile, ma le donne sanno fare
le economie. Bisogna lavorare per
anno XXVIII n° 7
moltiplicare le risorse economiche, ma anche quelle umane. Il
rapporto tra il teatro e la città è
importantissimo. Io però sono una
artista e la città come tale mi
conosce e tale voglio continuare
ad essere. Se dovessi usare tre
parole per descrivere ciò che sento
e che voglio fare, userei queste:
amore, ascolto e artista.
E poi, la notizia ha coinciso con
il debutto ad Ivrea di una produzione de Il Contato, con la regia di
Corrado D’Elia, che mi vede in
scena come attrice, insieme ad
altri 11 bravissimi attori ed attrici, ne Il giardino dei Ciliegi, il 10 e
11 aprile. Non poteva esserci battesimo migliore. Sono davvero
molto felice che avvenga sul palcoscenico la mia presentazione
come nuova direttrice.”
E altrettanto felici noi spettatori
e amanti del teatro, che, forse negli
ultimi tempi ,ci siamo sentiti un
po’ trascurati dal punto di vista
della percezione sul territorio di
una guida forte e connessa ai luoghi che abitiamo e alle loro esigenze. Insomma, una specie di vuoto,
di cui, chi più chi meno, ci si era
accorti/e. In momenti di grandi
incertezze e di cambiamenti continui, il sapere di avere qualcuno che
ha un legame profondo di affetto e
di conoscenza con questa terra, è
confortante. Ci pare possa contribuire a ridisegnarne la fisionomia,
o perlomeno a non farla svanire del
tutto.
A Laura Curino auguri per un
buon periodo di ascolto, affinché il
suo modo di essere artista possa
esprimere a tutti noi l’amore che
prova per il teatro e per il Canavese.
Lisa Gino
SABATO 11 APRILE, ORE 21
Quando John Cage veniva ad Ivrea
Archivio Cinema d'Impresa e Libreria Cossavella, c.so Cavour 30 Ivrea
Film di repertorio e testimonianze con Archivio Nazionale del
Cinema d’Impresa, Alfredo
Tradardi, Francesca Cola, Marco Di Castri, Elena Testa, Italo
Cossavella, Davide Gamba
Nel 1984 John Cage venne a
Torino e a Ivrea per quella che
diventò la più lunga e memorabile manifestazione a lui dedicata in Italia.
L’11 aprile, l’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa e la
Libreria Cossavella faranno rivivere quel felice momento con i
film di repertorio e le testimonianze di chi c’era.
Durante la serata si alterneranno gli interventi dei protagonisti di
allora, di chi c’era, e i documenti
filmati, tra cui H.C.E. - John Cage a
Torino di Marco di Castri, che abbraccia tutto il festival attraverso le
riprese dei concerti, e il lungo servizio realizzato per la Rai da Luciano
Martinengo sul Musicircus with
children. Accanto a queste testimonianze, il programma prevede inoltre Musica in corso girato nel 1966
da Alfredo Leonardi, uno dei maestri
del cinema sperimentale italiano, e le
riprese inedite della performance realizzata nel 1978 da John Cage su un
treno in movimento.
Il Festival John Cage di Torino e
Ivrea fu un momento di utopia
concettuale e sovversiva che sconvolse le due città e a distanza di 30
anni è ancora vivo nella memoria
dei suoi abitanti, per la capacità di
coinvolgere non soltanto i cultori di
musica sperimentale ma i bambini
delle scuole, che parteciparono alla
creazione di un evento musicale alle
cupole di Via Artom; il pubblico del
Big, la celebre discoteca dell’epoca
sede di un “concerto per cactus”;
gli spettatori del Teatro Alfieri coinvolti in Muoyce, una performance
che dal palcoscenico deborda fino
agli ultimi posti della galleria, con
Cage che, imperterrito, declama
sillabe sparse da Finnegan’s Wake
di Joyce.
«Muoyce è un montaggio di frasi,
parole, sillabe e lettere tratte da
Finnegan’s Wake di Joyce. Lo leggo io, per un’ora e 50 minuti, sottolineando le implicazioni musicali
contenute in circa quattromila eventi
sonori determinati dal caso(...).Il
caso è assenza d’intenzione, una
maniera di liberarsi dal condiziona-
musicale basato sulla sonorizzazione di un treno nel corso di tre
escursioni differenti lungo alcune
linee ferroviarie poco trafficate.
Per l’occasione anche documenti
dell’epoca e un video inedito.
Si tratta delle riprese inedite della
performance realizzata nel 1978
da John Cage su un treno in movimento da Bologna a Porretta Terme, recentemente ritrovate dall’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea nel fondo delle Ferrovie dello Stato.
Nel filmato muto compaiono Walter
Marchetti, Juan Hidalgo, Demetrio
Stratos, Daniel Charles, Francesco Guccini, ecc
SEGUE DA PAGINA 9
menti del gusto, dalle preferenze e
non preferenze personali. È un modo
per accettare tutto il mondo sonoro,
che ha un significato in se stesso»
(J. Cage, Torino 1984)
PROIEZIONI
(a cura di Elena Testa)
Musica in corso, 1966, durata 14’, Cineteca di Roma CSC
di Alfredo Leonardi
Gli spartiti di Cage in larga misura non esistono. Sono composti da
indicazioni di come fare lo spartito: una serie di trasparenti con
fori, punti e linee buttati uno sull’altro in modo casuale.
Leonardi prova a seguire più o
meno questo itinerario con una
tecnica di ripresa attenta ai fatti
visivi.
H.C.E. - John Cage a Torino,
1984, durata 21’, di Marco Di
Castri
Documentario sul festival dedicato a John Cage. Estratti dai concerti della rassegna, tra cui
Branches, Muoyce, Sonatas and
Interludes, e un’intervista a John
Cage.
John Cage e i bambini, 1984,
durata 56’, RAI
di Luciano Martinengo
Il Musicircus organizzato da
John Cage a Torino il 19 maggio
1984 alle cupole di Via Artom, con
800 alunni delle scuole elementari.
Treno di John Cage, 1978, durata 12’
Su un’idea di Tito Gotti, Cage
realizza in Italia un happening
E Johnny
prese il fucile
Sergio Ferrentino
Autore, regista e conduttore
radiofonico. Direttore dei programmi di Radio Popolare per 15
anni e conduttore in RAI, ha dato
vita a trasmissioni come Caterpillar
e Catersport. Ha lavorato anche a
Radio24 e collabora con la Rete
Due della Radio Svizzera, con cui
sperimenta e produce, da un decennio, radiodrammi in diretta a
teatro. Ha fondato nel 2011 Fonderia Mercury. Continua ad essere
direttore responsabile di Varieventuali
Fonderia Mercury
Viene fondata da Sergio Ferrentino nel febbraio 2011 come luogo
di fusione e contaminazione di linguaggi: radiofonia, teatro, letteratura, web si ritrovano a comunicare in nuovi modi e nuove storie. Da
febbraio 2012 Fonderia produce
“AutoreVole: audiodrammi in teatro”, progetto che coniuga la drammaturgia radiofonica, il teatro e il
web coinvolgendo autori come
Lucarelli, Carlotto, Dazieri, Bajani,
Bucciarelli e Corrias. Feltrinelli e
Salani editore sono partner editoriali del progetto distribuendo rispettivamente la collana cartacea
ed ebook e quella in cd audio.
Per prenotare e acquistare i
biglietti e per la replica di E
Johnny prese il fucile, costo 10
euro: biglietteria Il Contato del
Canavese 0125 641161