Il Punto - Federfarma

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Anno XXIX n. 15 - 17 aprile 2015 - POSTE ITALIANE S.P.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - DL 353/2003 (Conv. In Legge 27/2/2004 n. 46) art. 1, Comma 1, DCB Milano
Settimanale di notizie sul mondo farmaceutico
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Il Punto
ADERENZA ALLA TERAPIA
L’INDISPENSABILE RUOLO DELLA FARMACIA
G
li allarmanti dati sulla scarsa compliance del paziente dimostrano come l’appropriatezza terapeutica e l’aderenza
alla cura siano fondamentali, sia in termini di salute, sia di riduzione dei costi Ssn. Un ruolo che il farmacista può
garantire, come dimostrano le esperienze di Pharmaceutical Care seguite all’estero (a pag. 3).
Disegno di legge
sulla concorrenza
Il testo
presentato
alla Camera
2UJDQRXIÀFLDOHGHOOD
n. 15 - 17 aprile
2015
Cosmofarma
Exhibition 2015
Alla Fiera
di Bologna
la XIX Edizione
Digitalcare Farma
La piattaforma
informatica
realizzata
da Promofarma
federfarma
1 (www.federfarma.it)
Il Punto
Allarmanti i dati che confermano la scarsa compliance da parte del paziente
ADERENZA ALLA TERAPIA
L’INDISPENSABILE RUOLO DELLA FARMACIA
È
certo un’ovvietà affermare che
una prescrizione farmacologica
risulta efficace solamente se il
paziente ne rispetta tutte le indicazioni, per quanto riguarda sia le dosi,
sia la durata del trattamento. Eppure
questa affermazione, di per sé lapalissiana, viene troppo spesso disattesa.
Ecco perché il problema dell’aderenza
terapeutica sta diventando obiettivo
imprescindibile per i suoi indiscutibili
vantaggi sia in termini di salute (minori
complicanze, minor rischio di ospedalizzazione), sia di riduzione dei costi
per il Ssn (risparmi che il Centro studi
Sic di Federanziani valuta in 19 miliardi di euro).
Lo hanno ben capito all’estero, dove
in più Paesi (Inghilterra o Francia, i
primi che vengono in mente) il farmacista viene coinvolto proprio per garantire il controllo sull’uso appropriato dei farmaci prescritti. Soprattutto
laddove è più diffusa la cultura del
Pharmaceutical Care, che riconosce
alla farmacia un ruolo centrale nella
presa in carico dei pazienti cronici,
con l’obiettivo di migliorare i risultati
terapeutici e garantire la compliance.
Quanto questo sia importante nei pan. 15 - 17 aprile 2015
zienti anziani e nelle patologie rilevanti lo testimonia più di una ricerca, con
dati che accomunano alla sorpresa la
doverosa preoccupazione.
Facciamo qualche esempio, partendo dalle malattie cardiovascolari,
che rappresentano pur sempre la prima causa di morte in Italia. Secondo il
rapporto Osmed, risulta che il 27,6%
della popolazione assistibile -vale a
dire circa 16 milioni di italiani- è affetta da ipertensione. Ebbene, solamente
il 55,1% di questi pazienti assume il
trattamento antipertensivo con continuità. Altro esempio la depressione,
una patologia che colpisce il 12,5%
della popolazione, pari a 7,5 milioni
di concittadini. Le linee guida raccomandano un trattamento di almeno
6 mesi, per contrastare l’alto rischio
di recidiva. Eppure quasi il 50% dei
depressi -ci conferma il rapporto
Osmed- sospende la cura nei primi 3
mesi di terapia e oltre il 70% entro i 6
mesi. In pratica, soltanto il 38,4% dei
malati di depressione risulta aderente
alla prescrizione. E anche in presenza di una patologia come il diabete,
dove l’aderenza è necessaria per contrastare le pericolose complicanze e
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dove comunemente si ritiene elevata
la compliance, solamente il 62,1% dei
3,2 milioni di italiani con diabete risulta seguire con costanza la terapia.
Recentemente, poi, le società
scientifiche legate alle malattie respiratorie croniche, come l’asma bronchiale e la Bpco (peraltro terza causa
di morte in Italia), hanno lanciato un
allarme: se l’aderenza alle terapie non
è ottimale, cresce del 20% la probabilità di un peggioramento dei sintomi
e, di conseguenza, raddoppia la spesa
per il trattamento. Appropriatezza terapeutica e aderenza alla cura diventano così obblighi imprescindibili, sia
per migliorare i servizi, sia per affrontare le tensioni di finanza pubblica.
Lo dice lo stesso ministro Beatrice
Lorenzin (“La non aderenza si traduce
in un danno ai pazienti con incremento dei costi del sistema sanitario”), e
rientra nelle direttrici del ministero
della Salute per migliorare l’assistenza territoriale e, come tali, destinate
a essere affrontate in tema di nuova
Convenzione e di nuova remunerazione.
Ma, per garantire questi obiettivi, logica vuole che siano riportati in
farmacia quei medicinali che non richiedono particolari cautele e controlli
ospedalieri in fase di somministrazione. Infatti, se i nostri responsabili della
sanità vogliono (e noi vogliamo) fare
della nuova farmacia un soggetto integrato nel sistema sanitario, che, in
piena collaborazione con i medici, sia
in grado di contribuire all’innovazione
della sanità territoriale, è proprio da
qui che bisogna partire. “Lavorare per
migliorare l’aderenza dei pazienti alla
terapia -ha detto Giacomo Milillo, segretario generale della Fimmg- è una
priorità”. Peraltro, è proprio in questa
direzione che va la “Farmacia dei servizi”, che la stessa legge ha prefigurato, e che ci vede impegnati a costruire
presidi territoriali in collaborazione
con i medici.
Ma perché mai un malato, pur se
reso consapevole dei pericolosi effetti
della sua patologia, dopo un po’ abbandona la cura? “La scarsa aderenza
alle terapie -spiega Sergio Pecorelli,
presidente dell’Aifa- coinvolge il 40%
della popolazione europea ed è un
fenomeno multidimensionale”. Le
motivazioni sono molte e varie: gli
adolescenti, per esempio, spesso non
accettano il loro disturbo e temono i
potenziali effetti collaterali delle cure.
Inoltre, non seguire la cura diventa affermazione della propria indipendenza. Per gli anziani, invece, il problema
è soprattutto legato alla presenza di
comorbilità, che impone di assumere
più farmaci durante la giornata, e questo proprio quando la memoria incomincia a tradire.
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Quali che siano le motivazioni, rimane il fatto che il problema c’è, ed
è sempre più evidente e sempre più
allarmante. E tutte le soluzioni individuabili per risolverlo -gira e rigirapassano per la farmacia. Perché, per
gli anziani, questo è un luogo familiare; perché qui si può instaurare un
rapporto confidenziale; perché la capillarità della struttura la rende comoda da trovare e facile da frequentare;
perché qui si offriranno nuovi servizi di
telemedicina, insieme a prestazioni di
operatori sanitari quali fisioterapisti e
infermieri. Perché, in ultima analisi, la
farmacia rappresenta un punto di riferimento fondamentale sul fronte del
counselling e della fidelizzazione.
Il Consiglio di Presidenza
n. 15 - 17 aprile 2015
Attualità
Redazione - Federfarma
COSÌ I FARMACISTI SI PREPARANO A EXPO 2015
“M
i sento a casa quando parlo con i farmacisti”. Ha aperto così, in modo conviviale, l’assessore alla Salute della Lombardia, Mario Mantovani, l’incontro che si è tenuto
lunedì sera 13 aprile a Rho su “Le farmacie
per Expo 2015”. Scopo dell’appuntamento con
numerosi farmacisti milanesi era coordinare e
comunicare le iniziative prese per potenziare
l’assistenza sanitaria territoriale, e in particolare delle farmacie, sia dentro e nel quartiere
adiacente, sia a Milano, in occasione dell’ormai prossima Esposizione universale.
L’assessore ha così ricordato tutte le
strutture attivate per venire incontro alle varie
necessità, dal Centro sanitario aperto 24 ore
su 24, ai quattro Pronto soccorso attivi nel
quartiere espositivo, alla rete degli ospedali
e a quella delle farmacie, che aumenteranno
turni e orari, oltre a offrire servizi appositamente studiati per i visitatori giunti da tutto il
mondo (10 milioni i biglietti finora venduti, di
cui un milione in Cina). “Expo sarà la vetrina
della Lombardia e dell’Italia sul mondo e voi
ne farete parte -ha detto l’assessore- perché
le farmacie rappresenteranno un presidio indispensabile”.
Giorgio Scivoletto, direttore generale
dell’Asl Provincia Milano 1, ha poi presentato
i vari servizi a disposizione dei visitatori, dalla
“App facile” al nuovo portale da cui ottenere
tutte le informazioni necessarie grazie al sistema della geolocalizzazione.
Quindi, Paolo Cottini, della Direzione Affari
istituzionali Expo 2015, ha proposto tutta una
serie di dati per offrire una fotografia di come
si svilupperà la manifestazione, mentre Annarosa Racca, presidente di Federfarma, ha
elencato quanto faranno le farmacie durante
l’Esposizione universale, in particolare le 203
situate nell’area Asl Milano 1. E non soltanto
ACCADEMIA DI STORIA DELLA FARMACIA
A MILANO IL 65° CONGRESSO
“A
limentazione e salute: dal Regimen
Sanitatis Salernitanum alla moderna
nutraceutica” è il tema del 65° congresso nazionale di Storia della farmacia, che
l’Accademia organizza a Milano dal 29 al
31 maggio presso Palazzo Greppi in via S.
Antonio 12, in sinergia con i Dipartimenti di
Scienze farmaceutiche e di Scienze farmacologiche e biomolecolari dell’Università di
Milano. Ispirato all’Expo 2015, il congresso
Aisf affronterà dal punto di vista storico il
tema alimentare, ricordando quanto diceva
Ippocrate: “Fa che il cibo sia la tua medicina
e la medicina sia il tuo cibo”.
Il programma prevede, venerdì 29 maggio, la visita all'Archivio storico della Ca'
Granda e alla raccolta museale Bayer, mentre sabato 30, alla fine dei lavori congres-
n. 15 - 17 aprile 2015
suali, si terrà in viale Piceno 19, dove hanno
sede la Federfarma e l’Ordine, l’inaugurazione del “Centro di studi e documentazione e
Museo di Storia della farmacia e del farmaco” con presentazione degli arredi dell’anti-
sul piano dell’assistenza e del servizio farmaceutico, ma anche dell’informazione, grazie al
servizio Micromedex, la banca dati dei farmaci dei vari Paesi, con la possibilità di stampare
nelle diverse lingue i foglietti illustrativi e le
schede di informazione sanitaria.
Molte le iniziative predisposte, dalle vetrine dedicate all’Expo alle campagne di
educazione sanitaria. Federfarma poi parteciperà come relatore a numerosi convegni
nell’ambito di Expo, fino a quello istituzionale
di ottobre, che organizzerà con Cosmofarma
nell’area della Biodiversità gestita dalla Fiera di Bologna. L’incontro di Rho si è, infine,
concluso con una dettagliata spiegazione di
come utilizzare Micromedex e CareNotes,
strumenti di International drug information
che consentiranno ai farmacisti di dialogare
di farmaco e di salute con i pazienti di tutte
le lingue.
ca Farmacia “Tito Erba” di Soncino. Successivamente, si terrà la cena di gala a Cesano
Maderno, presso il Palazzo Arese Borromeo.
Infine, domenica 31 sarà dedicata a visite
guidate culturali e professionali per tutti i
congressisti. Per maggiori informazioni, rivolgersi alla Segreteria organizzativa (prof.
Chiara Beatrice Vicentini: [email protected]
unife.it o tel. 0362.582392).
NUOVO VERTICE FOFI PER IL 2015-2018
L
a Federazione nazionale degli Ordini dei farmacisti ha rinnovato il proprio Comitato centrale per il triennio 2015-2018. Del nuovo Cc fanno parte, con il presidente
Andrea Mandelli: Piero Maria Calcatelli, Franco Cantagalli, Andrea Carmagnini, Vitaliano Corapi, Luigi D'Ambrosio Lettieri, Ferdinando Foglia, Giovanni Gerosa, Mario
Giaccone, Giacomo Leopardi, Maximin Liebl, Maurizio Pace, Giovanni Zorgno. Del
collegio dei revisori dei conti sono componenti effettivi Antonino D'Alessandro, Lucio
Pantano, Angela Pellacchi; revisore supplente è Andrea Giacomelli.
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Mass media
8IÀFLR6WDPSD)HGHUIDUPD
Che cosa dicono di noi: ecco la farmacia sui giornali
TUTTI PRONTI PER LA GRANDE SFIDA
DELLA RICETTA ELETTRONICA
Partita o in fase di sperimentazione in 16 Regioni, questa novità
conferma la crescita tecnologica delle farmacie, che così
si pongono come uno “snodo essenziale” del sistema sanitario
L’
avvento della ricetta elettronica, attualmente a regime o in fase di sperimentazione in 16 Regioni, rappresenta per le
farmacie una “sfida che conferma la crescita tecnologica delle nostre strutture”, afferma il presidente di Federfarma Annarosa
Racca. “Una crescita che ripropone la
farmacia come uno snodo essenziale del
nostro sistema di assistenza sanitaria”
(Professione Salute, febbraio 2015).
CREDIFARMA
Il piano di riqualificazione di Credifarma,
delineato dal consiglio di amministrazione
a fine marzo, è stato approvato dall'assemblea dei soci (Federfarma, Unicredit e Bnl).
Manca soltanto il via libera della Banca d'Italia, cui il piano verrà sottoposto nei prossimi giorni. L'intesa prevede la cessione di
un ramo d'azienda con alcuni dipendenti,
ossia il trasferimento alle banche socie di
tutta l'attività riguardante il credito a medio
e lungo termine alle farmacie. Oltre all'attività e parte dei dipendenti verranno ceduti i crediti stessi. Credifarma continuerà a
garantire l’assistenza legale per il recupero
dei crediti verso il servizio sanitario nazionale (MF Milano Finanza, 10.4.15).
FARMACI BLOCCATI
PER I BOLLINI DIFETTOSI
Sono 70 milioni le confezioni di farmaci
bloccate negli stabilimenti dei produttori
perché la carta dei bollini adesivi, che si
applicano sulle scatole prima dell’immissione in commercio, è difettosa. “Se va
avanti così, prima o poi i pazienti avranno
difficoltà a trovare i medicinali” afferma
il presidente di Farmindustria, Massimo
Scaccabarozzi. Il Poligrafico, che stampa i
bollini, “si è impegnato a recuperare al più
presto, in questi primi giorni di aprile, almeno sulle urgenze” continua Scaccabarozzi.
“Diamo la precedenza ai farmaci salvavita,
ma tutti i giorni servono anche gli antibiotici, gli anticoagulanti, le insuline…è una situazione incresciosa” (Corriere della Sera,
7. 4.15).
VARIE
“Spesa sanitaria a tutta spending
e costi standard” scrive Il Sole 24 Ore.
“Previsti nuovi modelli di pagamento delle
prestazioni a ospedali e cliniche, laboratori
privati e produttori di protesi. Inoltre addio
a ospedaletti e mini-cliniche convenziona-
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te, e colpo di scure a centinaia e centinaia
di primariati e di reparti doppione, oltre
a riduzione del personale. Poi le penalizzazioni per le cure inutili, che costeranno
care alle strutture pubbliche e private. E
una manovra sui farmaci che quest'anno varrà 235 mln più altri 310 mln per il
mancato aumento del Fondo 2015 e nuovi
prezzi per i medicinali biotecnologici scaduti di brevetto” (Il Sole 24 Ore, 8.4.15).
«Spending 2» . Con la riforma del bilancio, ancora allo studio del Consiglio
dei ministri, la legge di Stabilità dovrebbe
essere assorbita nel disegno di bilancio
triennale che dovrà essere varato il prossimo autunno. In tale documento verranno
definiti i tagli della cosiddetta “spending
2”, alla quale stanno lavorando gli esperti
guidati dagli economisti Yoram Gutgeld e
Roberto Perotti. L’obiettivo della nuova revisione di spesa è recuperare risorse per
ridurre la pressione fiscale (Il Sole 24 Ore,
7.4.15).
Consip. Per ottenere risparmi, come si
legge nella bozza del Programma nazionale di riforma (Pnr) allegata al Documento
di economia e finanza (Def), il Governo
intende rendere sempre più vincolante il
ricorso da parte di tutte le amministrazioni
pubbliche al nuovo sistema di centralizzazione degli acquisti che poggia su Consip.
Inoltre, per riordinare tutta la materia degli
n. 15 - 17 aprile 2015
obblighi e delle facoltà per gli acquisti di
beni e servizi della Pa, sarebbe in arrivo
un disegno di legge delega. Tali interventi
mirano a rendere ancora più strategico il
ruolo di Consip, che dovrebbe gestire nel
biennio 2015-2016 un flusso di uscite
per acquisti di beni e servizi di almeno 50
miliardi, 12 in più rispetto al 2014, superando il 50% dell'intera spesa complessivamente “appaltabile” dalla Pa (circa 90
miliardi). Se così fosse, il metodo Consip
farebbe risparmiare circa 10 miliardi (Il
Sole 24 Ore, 10.4.15).
Pagamenti elettronici. A nove mesi
dall’entrata in vigore delle norme anti-evasione fiscale, che rendono obbligatori i
pagamenti elettronici per importi superiori
a 30 euro, sono ancora pochi (circa 40%)
i commercianti e i professionisti che si
sono adeguati. I motivi sono principalmen-
te due: da una parte, la legge non prevede sanzioni per chi non osserva le nuove
regole; dall’altra, i costi di installazione e
gestione dei Pos risultano troppo onerosi,
soprattutto per gli esercizi medio-piccoli (Il
Messaggero, 5.4.15).
Così l’Italia finanzia la ricerca degli
altri. L'Italia dal 2007 ha regalato almeno
300 milioni al’'anno agli altri Paesi europei
per fare ricerca, rinunciando così a occasioni di crescita e competitività. Il problema sta nei troppi progetti bocciati: su 41,5
miliardi, stanziati in 7 anni da Bruxelles
con il VII programma quadro e finanziati
anche con le nostre casse, l’Italia ha conquistato 3,457 miliardi, pari all’8,3% del
totale. Poco, se si considera che l'Italia
contribuisce al bilancio Ue con una quota
superiore al 13% dei fondi complessivi (Il
Sole 24 Ore, 4.4.15).
Alzheimer e demenza. In Italia nel
2012 demenza e Alzheimer hanno causato la morte di 26.556 persone. Nel Regno
Unito, statistiche più recenti indicano che
attualmente i malati sono circa 850mila.
Secondo il ministero della Sanità britannico
nel 2025 il numero salirà a 1.142.000 e nel
2050 supererà i due milioni. Impressionanti
anche i dati sui costi di gestione di queste
malattie: 26,3 miliardi di sterline, tanto
quanto la spesa energetica globale del
Regno Unito, di cui 11,6 miliardi spesi dalle famiglie per assistere i malati in casa.
Un vero e proprio business in espansione:
basti pensare che una catena di grandi
magazzini e le farmacie Lloyds lanceranno a giugno un catalogo con più di mille
prodotti studiati appositamente per essere
utilizzati dai malati di demenza e Alzheimer
(Il Venerdì di Repubblica, 10.4.15).
(US.SM – 5395/161 – 13.4.15)
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n. 15 - 17 aprile 2015
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