28 MARZO 2015 - La Voce d`Italia

Premio Nacional de Periodismo
1950
1950
2015
Anni di Storia...
Anno 66 - N° 56
Fondatore Gaetano Bafile
2015
Anni di Storia...
Direttore Mauro Bafile
Deposito legale: 76/0788
Caracas, sabato 28 marzo 2015
La Voce d’Italia
www.voce.com.ve
@voceditalia
Riprende quota la spesa delle famiglie, vista a +0,9% quest’anno. Effetto Expo-Giubileo: +0,2 e +0,3 punti di Pil
Torna l’ora legale...
Ripresa già nel 2015:
Confcommercio ottimista
L’associazione dei commercianti: “Il prodotto potrebbe avviarsi verso un sentiero di crescita,
tornando sul profilo medio registrato tra il 1996 e il 2007”. Con queste cifre ritorna l’ottimismo
ROMA - L’ora legale scatta nella notte tra
sabato e domenica. Alle 02,00 del 29 marzo,
l’ultima domenica del mese, le lancette dovranno avanzare di un’ora. Il fuso orario tra
Italia e Venezuela sarà di 6 ore e 30 minuti.
RIFORME
La nuova Rai:
senza partiti e senza canone
(Servizio a pagina 7)
ROMA - In Italia “il Pil potrebbe avviarsi verso un sentiero di crescita finalmente positivo, facendo segnare
un +1,1% nell’anno in corso e un +1,4% nel 2016”. Con
queste cifre Confcommercio mostra ottimismo rispetto
alla ripresa italiana, che secondo le stime ufficiali del
governo è ferma al +0,6%. Secondo le stime, l’economia
del nostro paese potrebbe così tornare “ad attestarsi sul
profilo medio registrato tra il 1996 e il 2007”.
Confcommercio fa anche la stima di un impatto positivo dall’Expo pari a 2,7 miliardi di euro che rappresenta
lo 0,2% del Pil e lo 0,3% dei consumi totali mentre il
Giubileo straordinario tra Il 2015 e il 2016 porterà un
beneficio al Paese fino allo 0,3% del Pil.
Svolge un ruolo importante pure la spesa delle famiglie,
dopo il timido recupero visto lo scorso anno (+0,3%),
dovrebbe rivelarsi “più tonica nell’anno in corso
(+0,9%). Dietro questa ripresa, secondo lo studio, c’è
soprattutto “un modesto recupero del reddito disponibile in termini reali, già avviatosi dal 2014 e in ulteriore consolidamento nel biennio 2015-16”. Fenomeni
relati anche ai “primi impulsi positivi provenienti dal
versante occupazionale”. Confcommercio infatti prevede “una crescita degli occupati (standardizzati) di circa
83mila unità nel 2015 e di +96mila nel 2016”.
(Servizio a pagina 6)
DAL PROFONDO SUD ALLA CALIFORNIA
“Terùn”, storia di un’emigrazione di successo
(Servizio alle pagine 2 e 3)
VENEZUELA
NELLO SPORT
Il Venezuela invia
nota di protesta agli Stati Uniti
PENSIONI
Non si ferma la discesa:
CARACAS – Il Venezuela, attraverso la sua
Cancelliera Delcy Rodriguez, ha inviato all’ambasciata degli Stati Uniti una nota di protesta
contro il decreto esecutivo firmato lo scorso 9
marzo dal Presidente Barack Obama.
Attraverso questa protesta diplomatica il Governo venezuelano “esige il rispetto dei diritti
e dei principi internazionali”, afferma la Rodriguez.
In conferenza stampa la Cancelliera ha ricordato che il decreto “inteferisce nelle questioni
interne del paese ed è considerato una minaccia per il Venezuela”.
Il Presidente Maduro, inoltre, in occasione
della prossima Cumbre de las Americas, che si
svolgerà a Panama, presenterà dieci milioni di
firme raccolte in tutto il paese affinchè il decreto di Obama sia cancellato.
(Servizio a pagina 4)
persi 1.800 Euro a persona
(Servizio a pagina 8)
SCANDALO GRILLO
“Renzi come Lubitz”:
imbarazzo per il M5s
(Servizio a pagina 8)
Quarant’anni fa,
la febbre Cecotto
invadeva il Venezuela
L’Iran a caccia dell’accordo sul nucleare
(Servizio a pagina 9)
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2
ITALIANI
NEL
MONDO
sabato 28 marzo 2015 |
Una sfida coraggiosa:
trasformare
un termine
dispregiativo in Italia
in un marchio
di successo
negli Stati Uniti
“Terùn”, distintivo d’onore in California:
tre emigrati del Sud realizzano il sogno americano
Domenico Logozzo
Dal profondo Sud dell’Italia
a Palo Alto in California,
con l’orgoglio delle radici. Emigranti di successo.
Il coraggio delle sfide. Con
la voglia di fare bene. E di
riuscire. Protagonisti due
fratelli di Scalea (Cosenza)
e un amico di Ginosa Marina (Taranto). Si sono messi
insieme ed hanno aperto
un ristorante nella Silicon
Valley. Affari d’oro. Un
successo che ha richiamato
l’attenzione della grande
stampa, dal New York Times a Repubblica. “Il nostro obiettivo era quello di
creare un luogo che sarebbe
stato la nostra casa lontano
da casa, dove i nostri amici
sarebbero venuti per il cibo
semplice, la buona compagnia e per divertirsi”. Uno
dei tre proprietari, Franco
Campilongo, 36 anni, laurea in economia e gestione
dei servizi turistici, ha così
spiegato al giornalista americano qual è l’ingrediente
fondamentale della ricetta
vincente. Sentirsi a casa. E
così è anche per il nome del
ristorante: Terùn.
Ha scritto il New York Times: “In piemontese terùn
è un termine dispregiativo
per i meridionali italiani”
ma ha sottolineato che gli
intraprendenti imprenditori
venuti dalla parte estrema
dello stivale “lo indossano
come distintivo d’onore”.
E Maico Campilongo, 41
anni, studi di ingegneria
elettronica e di economia
e commercio interrotti per
scegliere altre vie (musica,
pianobar e politica), ci conferma: “Sì, è proprio così.
Noi abbiamo deciso di dare
un significato positivo a
questo termine, che per anni
ha visto i nostri genitori e i
nostri nonni paragonati ad
una razza inferiore. Usato
dai piemontesi o comunque
dalla gente del nord, ci faceva male, ci condizionava,
tanto che da piccolo cercavo
di cambiare il mio accento
perché ritenevo che quello
meridionale non fosse una
cosa positiva”.
La scelta di andare via.
“ Tutti e tre - dice Maico
Consolato Generale D’Italia
Caracas
AVVISO DI ASSUNZIONE IMPIEGO A CONTRATTO
Il Consolato Generale d’Italia in Caracas rende noto:
È indetta una procedura di selezione per l’assunzione di nº 1 impiegato a contratto da
adibire ai servizi di autista – commesso – centralinista.
Le domande di ammissione alle prove per l’assunzione, da redigersi sull’apposito
modello scaricabile sul sito del Consolato Generale d’Italia in Caracas dovranno essere presentate entro e non oltre le ore 24:00 del giorno 31 marzo 2015 su carta libera
indirizzata a:
Consolato Generale d’Italia in Caracas
Quinta El Ancla
Avenida Mohedano 64 entre 1 ra y 2 nda Transversal
La Castellana –
Chacao – Caracas 1060
Per maggiori informazione e per scaricare il bando completo e la domanda di ammis
http://www.conscaracas.esteri.it/NR/exeres/0289BBC9-6E3E-467F-95AF790CDBF04FFC,frameless.htm?NRMODE=Published
Campilongo- siamo arrivati
alla conclusione che fosse
il caso di provare, seguendo
il sogno americano, fiduciosi delle nostre capacità”.
L’amara constatazione: “E
siamo anche tutti e tre d’accordo sul fatto che la nostra
bella Italia, il nostro bel paese, sia un luogo per dinosauri dove il nepotismo la fa
da padrone e dove la terribile piaga della corruzione
impedisce di andare avanti
a chi onestamente fa il proprio lavoro”. Felici per questa esperienza californiana.
“Nella Silicon Valley scopri
che essere italiani è motivo
di orgoglio e fare cucina italiana dà immense soddisfazioni, perché quando vendi
il tuo prodotto vendi anche
la tua storia”. La storia appunto. La loro la raccontano così: “Diciamo che
ci sono almeno tre storie.
Quella di Franco è di aver
scoperto un luogo bello del
mondo dove poter cominciare una nuova vita e avere
la possibilità economica di
viaggiare e di fare cose che
in Italia non sono possibili.
Kristyan D’Angelo, lo chef,
invece segue un sogno americano che ha maturato nei
suoi viaggi e decide di venire a fare la migliore pizza della California. Maico,
infine, ha una visione più
politica della sua scelta, nonostante un lavoro a tempo indeterminato in una
grossa società del Trentino.
Pessimista sulle prospettive in Italia. Anche dal punto di vista economico: non
si vedeva per il futuro uno
stipendio superiore a 1300
euro al mese”.
Federico Rampini si è occupato dei tre amici e dei loro
successi con la buona cucina. Su Repubblica ha scritto:
“Da emigrato, nostalgico
della cucina italiana, ho rispetto e ammirazione per
chi porta qui in America le
nostre migliori tradizioni
gastronomiche. Eppure c’è
probabilmente uno spreco
d’investimenti nell’istruzione, se una facoltà di ingegneria sforna degli esperti di
software che vanno a fare la
pizza in California”. Rileva:
“Buon per loro che si divertono nella nuova impresa, e
tanto meglio per noi americani che ci guadagniamo
un’offerta sempre più ricca
e variegata nella ristorazione italiana di qualità. Ma
le vicende di questi ragazzi
dovrebbero interpellare chi
governa l’Italia, costringere
la classe dirigente a farsi un
esame di coscienza. Dovrebbero esserci fior di indagini
promosse dal governo Renzi
e dal Parlamento italiano,
andando ad ascoltare migliaia di giovani immigrati
qui in America, per scandagliare le loro storie personali, capire le loro motivazioni, fare un inventario
di tutti gli ingredienti del
modello americano che li
attirano qui”. E Maico Campilongo commenta: “Quello
che sostiene Rampini è vero.
Esiste, sì, uno spreco di investimenti nell’istruzione”. E
poi aggiunge: “È palese che
gli stipendi in Italia sono
molto inferiori a quelli del
resto dell’Europa, e soprattutto dell’America. Il regime
fiscale in Italia non supporta
troppo le aziende, il costo
del personale è molto elevato, ma questo è un discorso lungo e andrebbe fatta
un’analisi molto accurata”.
Osserva che “la mancanza di
un governo stabile non permette di creare delle leggi o
rafforzare quelle esistenti per
stimolare lo sviluppo economico. Gli ultimi tre Presidenti del Consiglio in Italia non
sono stati espressi dal popolo, quindi una terribile mancanza di democrazia”.
In California quali sono
stati inizialmente i più
grossi problemi?
“Il primo scoglio da superare è stato sicuramente la
buona conoscenza della lingua inglese. Indispensabile
per trovare un lavoro che
ti permette di fare una vita
migliore. Sapersi organizzare e adattarsi a tutto. Anche
se da cameriere non hai uno
stipendio, con il sistema
delle mance in California
si possono tranquillamente guadagnare più di 5000
dollari al mese. Ovviamente
bisogna lavorare duro. Se hai
voglia di lavorare l’obiettivo
è facilmente raggiungibile”.
E ricorda che per la nascita di “Terùn” non è stato
semplice “trovare i soldi per
poter procedere con l’investimento, ma tutto è stato
risolto grazie alla conoscenza e al supporto ricevuto da
amici che fidandosi ciecamente di noi hanno contribuito alla realizzazione del
nostro progetto”.
Fiducia ben riposta, compiti ben definiti, in base alle
competenze maturate. Kristyan D’Angelo in cucina,
Franco Campilongo per il
settore finanziario e Maico
Campilongo customer service commerciale, di fatto
la persona che sta di più in
mezzo ai tavoli, per dirla in
breve, l’oste. Organizzazione ottimale. I risultati non
si sono fatti attendere. Il ristorante Terùn è uno dei più
frequentati di Palo Alto. Gli
italiani d’America presi per
la gola, con “la particolare
passione per la pizza chef
D’Angelo”. Scrive Rampini: “Si mangia una pizza
fantastica, mozzarella di
bufala e burrata, melanzane alla parmigiana, e tante
altre specialità meridionali”. Ed annota: “Incontri lì
la “young crowd”, la folla
giovane dove pullulano talenti creativi”. La creatività
e la voglia di crescere. Maico
ITALIANI
www.voce.com.ve | sabato 28 marzo 2015
NEL
MONDO
3
I TRE AMICI DEL SUD
KRISTYAN D’ANGELO
Lo chef Kristyan D' Angelo con Maico Campilongo
Campilongo ai giovani consiglia “dopo aver finito la
scuola di continuare a studiare” e citando Steve Jobs li
invita “ad essere sempre affamati di sapere e vogliosi di
imparare, perché qualsiasi
esperienza una persona abbia fatto nella propria vita
tornerà sicuramente utile
in qualsiasi lavoro si cimenterà. Se sei un ingegnere e
ti troverai a lavare i piatti,
laverai i piatti con le cono-
scenze di un ingegnere e sicuramente ottimizzerai meglio quello che stai facendo.
Impegno costante per maturare esperienza. Un cuoco
diventa bravo quando passa
molto tempo dietro i fornelli”. E raccomanda di “essere
umili, pronti ad imparare e
viaggiare, perché solo viaggiando possiamo capire le
differenze”.
Avete mantenuto i legami
con i luoghi di origine?
“Certo, torniamo almeno
una volta all’anno e avendo le nostre famiglie in Italia il legame è molto forte.
In ogni viaggio in Italia ci
ricorda quanto bella è la
nostra patria. E quando
torniamo al nostro lavoro.
In California, i nostri occhi
brillano di orgoglio italiano. Orgoglio italiano che
viene trasferito ai nostri
clienti.
Sono nato a Ginosa Marina, in provincia di Taranto, dove ho vissuto
fino a sedici anni. Mio padre si occupava della vendita di frutta e verdura all’ingrosso. Mia mamma lavorava
in un ristorante come cuoca. Per un
bel pezzo le cose sono andate bene.
Un giorno però abbiamo dovuto
abbandonare la nostra terra ed emigrare ad Asti. Mia madre ha aperto
un ristorante e mio padre la pompa
di benzina con autolavaggio. Io aiutavo entrambi: la mattina alla pompa di benzina e la sera al ristorante.
Quando mia mamma chiuse il locale,
mentre continuava l’attività del distributore di carburante, siccome avevo
una grande passione per la cucina,
decisi di andare a lavorare con un mio
amico per imparare a fare la pizza.
Mi è rimasta impressa la frase del pizzaiolo napoletano che è stato il mio
maestro. Volevo sapere i segreti e i
suggerimenti per fare una buona pizza. Lui mi rispose: “ Tu u mestier me
l’haia arrubbà”( Tu il mestiere me lo
devi rubare). Cosa che ho fatto. Negli
anni vissuti ad Asti ho lavorato e ho
viaggiato molto. Spesso in vacanza
in California. E’ così che mi sono innamorato di questa terra, nonostante
il lavoro ad Asti non mi mancasse e
nonostante la mia vita fosse piacevole in Italia. Avevo voglia di cambiare
aria e così ho maturato l’idea di aprire
oltre Oceano una pizzeria. Sono arrivato in California nel 2002 e come
tutti ho cominciato a fare lavori più
diversi: cuoco, chef, pulizia del ristorante, cameriere. Poi ho conosciuto i
miei attuali soci. Abbiamo cominciato
a parlare del futuro e messo insieme
le idee. Così siamo arrivati a costruire
Terùn.
FRANCO CAMPILONGO
Sono nato 36 anni fa nell’ospedale
di Maratea, in Basilicata, ma i miei
genitori sono originari di Verbicaro,
un paese della provincia di Cosenza.
Mio padre negli anni Ottanta si trasferisce sulla costa, a Scalea. E’ il periodo del boom economico dell’Alto
Tirreno cosentino, con l’edilizia a
gonfie vele. Da piccolo frequento la
scuola di inglese. Da studente durante l’estate lavoro nei ristoranti e nei
bar. Dopo il diploma al liceo scientifico di Scalea mi scrivo alla facoltà di economia e gestione di servizi
turistici dell’università di Cosenza,
dove mi laureo. Svolgo il servizio di
leva, che era ancora obbligatorio,
nei carabinieri, fra Reggio Calabria e
Vibo Valentia. Una esperienza molto
importante che mi maturerà. La voglia di migliorare la conoscenza della
lingua inglese mi porta in Inghilterra nel 2002. Nel frattempo un mio
caro amico di Scalea apre un ristorante dalle parti di San Francisco, e
mi suggerisce di passare tre mesi da
lui in California, invece che andare
in Inghilterra. Inizio a lavorare come
aiuto cameriere, vado avanti e poi in
un altro ristorante imparo la gestione operativa. Così nasce il sogno di
aprire il ristorante con mio fratello e
con il mio amico Kristyan. Gli studi
di economia e gestione dei servizi
turistici mi portano ad appassionarmi alla gestione e alla organizzazione
dell’attività in maniera particolare.
Sin da piccolo mi appassiona la bicicletta, la mountain-bike in particolare. Arrivato in California decido
di passare anche alla bici da strada.
Questa passione unisce, come si
dice, l’utile al dilettevole, in quanto
anche il ristorante vedrà i benefici
del collegamento salute-sport-cibo.
MAICO CAMPILONGO
Ho 41 anni, anche io sono nato
come mio fratello Franco nell’ospedale di Maratea, in Basilicata. Fino a
sei anni ho vissuto a Verbicaro, poi a
Scalea, dove mi sono diplomato al liceo scientifico. Mi iscrivo alla facoltà
di ingegneria elettronica all’università di Pisa, ma i risultati non sono ottimi, provo con gli studi in economia e
commercio ma mi lascio prendere da
altre passioni: la musica, il pianobar
e la politica. A Scalea un’esperienza da consigliere comunale durata
quattro anni unita all’esperienza di
sei anni come consigliere della Banca
di Credito Cooperativo di Verbicaro.
Papà muratore e mamma casalinga, una sorella che vive in Toscana,
laureata in Scienze Economiche e
Bancarie. Come mio fratello lavoro
durante le estati in ristoranti della
costa tirrenica, in particolare con nostro zio proprietario di una pizzeria,
nel frattempo altri lavori nel settore
commerciale. Dal 1994 al 1995 militare di leva a Pisa nei paracadutisti.
Una bella esperienza saltare da un
aereo attaccati ad un paracadute.
Questo mi porta alla passione per il
volo libero in parapendio e quindi ad
esplorare anche l’esperienza di un lavoro estivo come pilota biposto. Alla
fine degli anni Novanta provo a fare
un’esperienza nel campo degli scambi enogastronomici con l’obiettivo
di esportare prodotti del sud Italia in
tutto il mondo. Forse perché troppo
in anticipo sui tempi e probabilmente anche per inesperienza l’avventura
fallisce. Così dopo un anno a Torino
come cameriere rientro in Calabria e
faccio un colloquio con una società
del Trentino che si occupa di servizi informativi bancari. Mi assumono
nel 2002 e così mi trasferisco a Trento. Dopo quattro anni vissuti molto
bene e con un contratto a tempo
determinato, un viaggio in California
per vacanza mi provoca una sorta di
cambiamento di prospettiva. Ammiro l’energia e la positività di questi
luoghi. Decido di trasferirmi e di ricominciare da zero. Barista, lavapiatti, aiuto cameriere, cameriere, Assistant manager. E adesso proprietario
di Terùn.
FONDATO NEL 1950
DA GAETANO BAFILE
Direttore
Mauro Bafile - CNP 5.613
bafi[email protected]
VENEZUELA
Redazione
Attualità
Angelica Velazco
Romeo Lucci
Yessica Navarro
Arianna Pagano
La ministra para
Relaciones Exteriores,
Delcy Rodríguez
dijo ante esta nueva
agresión imperial
“estamos haciendo entrega
de esta nota de enérgica
protesta contra
el Gobierno de Estados
Unidos de Norteamérica,
en razón a este
adefesio jurídico”
Cultura
Anna Maria Tiziano
[email protected]
Venezuela
Berki Altuve
[email protected]
Sport
Fioravante De Simone
fi[email protected]
Redazione di New York
Mariza Bafile (Responsabile)
Flavia Romani
Disegno Grafico
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Pagina 4 |
A cargo de Berki Altuve
CIDH
CIDH preocupada
por defensores
en Venezuela
WASHINGTON- La CIDH expresó ayer su “preocupación” por la
situación de los defensores de
derechos humanos en Venezuela,
en particular los que acudieron a
sus audiencias públicas la semana
pasada, y afirmó que aún no ha
tomado una decisión sobre la petición de medidas cautelares para
el opositor venezolano Leopoldo
López
“Miramos con preocupación lo que
sucede con los defensores de derechos humanos en Venezuela”, dijo
Felipe González, uno de los siete
integrantes de la Comisión Interamericana de Derechos Humanos
(CIDH), en una conferencia de
prensa al término del 154 periodo de sesiones del organismo en
Washington.
La semana pasada, la CIDH emitió una medida cautelar en la que
instaba al Gobierno de Venezuela
a proteger la vida del defensor de
derechos humanos venezolano
Marco Antonio Ponce, y denunció
que él y otras seis personas que
viajaron a Washington para hablar
ante la Comisión fueron intimidados por altos cargos del Estado.
“Se había señalado que (esas personas) regresarían en tales vuelos
con tal fecha a Venezuela” tras su
participación en las audiencias, recordó González.
El Estado de Venezuela “no ha
respondido” aún a esa solicitud de
protección que hizo la CIDH, pero
en los últimos días el organismo
ha recibido “más información de
parte de los defensores y defensoras, en el sentido de que al llegar (a
Caracas) también habrían sido objeto de seguimiento, de fotografías”,
añadió.
Venezuela envia nota
de “enérgica protesta” a EEUU
CARACAS- El Gobierno de Venezuela, a través de la Cancillería, entregó ayer una nota de protesta en la
embajada de Estados Unidos en Caracas, en la que se expresa repudio
enérgico contra el decreto ejecutivo
firmado el 9 de marzo pasado por el
presidente de esa nación norteamericana, Barack Obama, con el cual
pretende socavar la soberanía y la
autodeterminación de la nación latinoamericana.
La canciller venezolana, Delcy Rodríguez, indicó que mediante la nota de
protesta diplomática se exige respeto a los derechos y principios internacionales.
El rueda de prensa, la ministra para
Relaciones Exteriores recordó que dicho decreto “interfiere en los asuntos
internos de Venezuela, al considerarla
‘una amenaza inusual y extraordinaria
a la seguridad nacional’” de Estados
Unidos, así como a la política exterior
de ese país, por lo cual el Gobierno
de ese país declaró una emergencia.
Ese decreto injerencista se suma a
ECONOMÍA
Petróleo venezolano sube
y cierra la semana en $ 46,19
CARACAS-El precio del barril del crudo venezolano cerró en 46,19 dólares,
con una subida de 2,47 dólares frente a los 43,72 dólares de la semana pasada, revirtiendo así la tendencia a la baja de las dos semanas anteriores,
informó ayer el Ministerio de Petróleo y Minería.
“Los precios de los crudos se fortalecieron durante la semana en medio de la
escala de violencia en el Medio Oriente y el debilitamiento del dólar frente a
otras divisas”, dijo el ministerio en su reporte semanal.
otras agresiones de las que Venezuela
ha sido blanco por parte del imperio
norteamericano desde hace 16 años.
Ante este nueva agresión imperial
“estamos haciendo entrega de esta
nota de enérgica protesta contra el Gobierno de Estados Unidos de Norteamérica, en razón a este adefesio jurídico”, manifestó la canciller, al recordar
que esta entrega forma parte de las
acciones diplomáticas en respuesta a
la grave violación del derecho inter-
sabato 28 marzo 2015
nacional por parte del Gobierno de
Obama.
Finalmente, en cuanto a la participación del país en la próxima Cumbre
de las Américas a celebrarse en Panamá, ratificó que el jefe de Estado
asistirá y fijará la “posición histórica
de Venezuela”, llevará el respaldo del
mundo entero y hará entrega de las
10 millones de firmas de los y las venezolanas exigiendo a Obama que
derogue el decreto.
DENUNCIA
Agreden a Patricia Ceballos
frente al Palacio de Justicia
CARACAS-La abogada Ana Leonor Acosta denunciará ante la Fiscalía las agresiones que sufrió la alcalde de Táchira, Patricia de Ceballos, a su llegada al
Palacio de Justicia este viernes, donde se prevé una
nueva audiencia por el caso de su esposo, Daniel
Ceballos.
Se conoció que la alcaldesa llegó cerca de las 11
de la mañana de ayer a la sede judicial, el cual se
encuentra custodiado por la GNB, cuando un grupo de personas gritaron consignas, rociaron agua y
agredieron a Ceballos, reporteros y abogados que se
encontraban en el lugar.
Pese a la situación – que no pasó a mayores -, Ceballos ingresó al Palacio de Justicia.
Por otra parte, la alcaldesa declaró que presentarían
durante el juicio la boleta de excarcelación emitida
por el tribunal 11 del AMC, pese a que el TSJ anunciará que su esposo deberá continuar detenido por
otro proceso en el que está acusado por delitos de
rebelión y agavillamiento.
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VENEZUELA
A cargo de Berki Altuve
BREVES
Gómez Sigala: Acuerdo
de la MUD es anti-primarias
El diputado de la Asamblea Nacional, Eduardo Gómez Sigala,
sostuvo que el tratamiento que le está dando la Mesa de la Unidad Democrática a las primarias y consenso es una “distribución
de cupos”
“Aquí no hay consenso, eso lo vemos por todos los planteamientos
que existen en todos los sectores de las sociedades que quieren
participar, aquí lo que hubo fue un acuerdo anti primarias, porque
primarias es lo legítimo, lo pertinente, pero este mecanismo que
hemos venido viendo, que es arbitrario la distribución de cupos”,
indicó Gómez Sigala en el programa A Tiempo por Unión Radio.
“Lo vemos en el caso con el gobernador del Estado Lara, Henry
Falcón donde él ha sido el factor que ha impedido que en el Estado
Lara se realicen las primarias en ninguna parte, porque hacen esto
porque tiene interés en jugar con sus nombres y no importa si son o
no son representativos del estado”, agregó el parlamentario.
Llegan al país 3.500 toneladas de arroz
PUERTO CABELLO- Un cargamento con 3.500 toneladas métricas de arroz Padi provenientes de Surinan arribó ayer a Puerto
Cabello, en el estado Carabobo, operación comercial que se
realiza como parte del convenio PetroCaribe.
Este es el primer cargamento de un total de 30 mil toneladas de
arroz y forma parte del pago que esta nación realiza a Venezuela
dentro de este mecanismo de integración que establece que su
porción de factura petrolera que puede ser cancelada con divisas
o con bienes y servicios, a precios de mercado.
Bolivia exportará leche en polvo a Venezuela
El Gobierno de Bolivia inició una operación de compra de leche
en polvo a la empresa privada nacional PIL Andina, vinculada a
capitales peruanos, con el fin de exportar ese producto a Venezuela, confirmaron ayer fuentes oficiales.
La ministra boliviana de Desarrollo Productivo, Verónica Ramos,
participó este ueves en un acto en la ciudad de Cochabamba
(centro), donde se hizo un primer pago por valor de 2,5 millones
de dólares a esa compañía para concretar la compra de 514.800
kilos de leche.
Ramos explicó a la radio estatal boliviana que la exportación
alcanzará un valor equivalente a 20 millones de dólares por más
de cuatro mil toneladas de leche en polvo destinadas a Venezuela, que serán enviadas en un total de ocho operaciones.
La funcionaria también explicó a los medios que la compra de la
leche es parte de un programa para impulsar la industria boliviana con el propósito de exportar la producción excedente.
Madres se movilizaron contra
rumores de rapto de niños
Un nutrido grupo de mujeres llevaron un documento a la Defensoría del Pueblo, siguieron al MP y luego de varios minutos
continuaron hasta la Plaza Bolívar de Caracas, donde finalizará la
movilización.
“Creemos que la derecha debe respetar a nuestros hijos e hijas,
creemos que la fuerza de la mujer bolivariana, venezolana, de la
madre patriota, debe estar presente precisamente para que no
permitamos que esta campaña de terror siga en la escalada que
viene”, dijo la viceministra para la Igualdad y la No Discriminación, Rebeca Madriz.
817 millones de dólares adeuda
el Gobierno a empresas navieras
La corporación estatal Petróleos de Venezuela S.A. y otras empresas estatales deben a compañía navieras internacionales 817
millones de dólares, denunció el gremio ayer.
A través de un comunicado difundido en un diario local, la Asociación Naviera de Venezuela advirtió que, de no solucionarse la
crisis en el sector a corto plazo, se podrían agravar los problemas
de desabastecimiento en el país, que podrían implicar el aumento del costo de transporte de mercancías.
El gremio de las navieras precisó que entre las deudas se incluyen
4.000 equipos pertenecientes a las compañías internacionales
que no han sido devueltos en más de tres meses por las empresas estatales.
Desde hace más de un año la venta de divisas por parte del
gobierno enfrenta importantes demoras y limitaciones, lo que ha
generado la acumulación de millonarias deudas con proveedores
y empresas internacionales.
Pagina 5 | sabato 28 marzo 2014
El secretario de Unasur reveló que ha consultado a “dos o tres personas importantes
de la región para que colaboren” en una “tarea de acercamiento” entre EE UU y Venezuela
“Cumbre de Américas contribuirá
en relación EEUU-Venezuela”
QUITO- En el contexto de la
actual tensión entre Venezuela y Estados Unidos, el secretario general de la Unión
de Naciones Suramericanas
(Unasur), Ernesto Samper,
consideró que ese organismo
puede hacer una contribución importante de cara al
acercamiento entre ambos
países, algo que también
forma parte de la agenda de
la Unasur.
El marco de actuación del
bloque suramericano en
este contencioso, comentó,
se basa en la apertura de espacios de diálogo y en tratar
de evitar la polarización y la
denuncia mediática.
Por eso, el plan de la Unasur
en este asunto se centra en
el acompañamiento en las
elecciones que se prevén
para este año, donde los
venezolanos “podrán dirimir
sus diferencias”, además de
“asegurar el debido respeto
en los procesos judiciales” de
los opositores encarcelados y
“de todo el mundo”, explicó
Samper.
Junto a ello, es importante
favorecer vías de abastecimiento de productos básicos
a Venezuela, algo en lo que
trabajan los doce países de la
Unasur, remarcó.
La relación entre Venezuela y
EEUU, muy debilitada tras la
retirada mutua de embajadores en 2010, se ha agravado
después de que el presidente
estadounidense, Barack Obama, declarara a principios
de mes una “emergencia
nacional” por la “amenaza”
de la situación en Venezuela
a la seguridad de su país e
impusiera sanciones a siete
funcionarios venezolanos.
Revisión relación
EEUU-Suramérica
Considera que sería oportuno “aprovechar la Cumbre de
las Américas”, que se celebrará en abril en Panamá, “para
hacer un replanteamiento
de la agenda entre EE.UU. y
Suramérica”.
En una entrevista con Efe
en Quito, el expresidente
de Colombia (1994-1998)
manifestó que ese sería un
buen punto de la agenda
de la cumbre, cuyas ex-
pedir reglas de juego globales
para la economía y mantener
el unilateralismo para la política. Ningún país tiene derecho
a juzgar la conducta del otro
ni muchísimo menos a imponerle sanciones o castigos por
su propia cuenta”, dijo.
pectativas se centran, entre
otros temas, en un eventual
encuentro entre el presidente cubano, Raúl Castro, y
el estadounidense, Barack
Obama.
En su opinión, al margen
del interés mediático que
genera la presencia de ambos mandatarios, al analizar
la situación de las relaciones
cubano-estadounidenses, no
se pueden soslayar temas
como el del levantamiento
del embargo a Cuba o el de
la base de Guantánamo.
“Un buen punto de la nueva
agenda de relaciones (en el
continente) sería que no haya
bases militares norteamericanas” en Suramérica, algo que
“pertenece a la época de la
Guerra Fría y a otros esquemas
de confrontación”, dijo.
La evolución de las relaciones
entre EE.UU. y Suramérica,
según el político colombiano, debería llevar a descartar
las expresiones de unilateralismo y las “certificaciones”
estadounidenses en materias
como los derechos humanos
o la lucha contra las drogas,
entre otros aspectos.
Esos posicionamientos “van
en contravía de lo que debe
ser, a mi juicio, el marco básico
para un entendimiento, que
es una especie de reconocimiento del multilateralismo
como escenario de relaciones”,
aseveró.
“En un mundo globalizado
como el actual uno no puede
“Contradicciones” de
EEUU
El responsable de la Unasur
consideró contradictorio
“que un país que no ha
ingresado al sistema interamericano formalmente se
reserve el derecho a hacer
juicios”, sobre el estado de
los derechos humanos en
otros territorios.
Además, agregó que la agenda de las relaciones debe
incluir “otros temas, no solamente los que le interesan a
EE.UU.” y entre ellos figurarían algunos de aquellos en
los que trabaja en la actualidad la Unasur, como la inclusión social, la reducción de
asimetría, la protección de
los migrantes suramericanos,
la participación ciudadana y
la competitividad.
“Hemos encontrado más receptividad en Europa para
muchos temas, como medioambiente, equidad de genero
o derechos humanos, que la
que se ha encontrado en los
años recientes en EE.UU.”,
aseguró.
Consolato Generale d’Italia
Caracas
PENSIONADOS “I.N.P.S.” - “FE DE VIDA AÑO 2015”
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6
IL FATTO
sabato 28 marzo 2015 |
CONFINDUSTRIA
Basta zavorre al Paese,
la corruzione frena il Pil
VENEZIA - Le imprese italiane corrono
“con un zaino sulle spalle”, gareggiano “con una gamba ingessata”. La
corruzione “taglia le gambe alla crescita”: se venisse ridotta ai livelli della
Spagna “il Pil potrebbe aumentare
dello 0,6% in più all’anno”. Insieme a
burocrazia, poca concorrenza, ritardi
nell’istruzione, ci costa ogni anno un
30% di minor Pil, con “perdite pari a
485 miliardi, 19.400 euro a famiglia.
“Altro che gli 80 euro”.
È ancora un allarme lanciato dagli industriali, questa volta dall’assise biennale della Piccola Industria di Confindustria, che da Venezia avverte: “Le
aziende sono indispensabili ma da
sole non ce la possono fare a rimettere in piedi l’Italia. È tempo di scrivere
un nuovo patto tra Stato e cittadini,
tra economia e politica”: serve “una
terza Repubblica basata sull’impresa
e sui suoi valori”. Così potrà esserci
“un nuovo Rinascimento italiano”. Il
leader dei ‘piccoli’ di Confindustria,
Alberto Baban, rilancia il pressing di
sempre delle imprese per smuovere
un Paese che ha “sprecato tempo e
occasioni senza riuscire ad affrontare
adeguatamente mali endemici che
lo affliggono”, e scuote la platea di
imprenditori invocando impegno e
fiducia: “Tutti devono diventare attori
del nuovo Rinascimento. Il nostro
Rinascimento è qui, ed ora è possibile”. Intanto il direttore del centro
studi di Confindustria, Luca Paolazzi,
dallo stesso palco sottolinea la “vincita alla lotteria”, la “manna dal cielo”
della spinta al Pil che arriverà (+2,1
punti percentuali nel 2015, +2,5 il
prossimo anno, stima il CsC) dalla
congiuntura favorevole di prezzo del
petrolio, cambio dell’euro e tassi; ma,
avverte, “non siamo affatto guariti
dalla malattia della lenta crescita”. È
una “boccata di ossigeno”, dice Baban, una “spinta importantissima per
dare una mano a rimettere il moto
il Paese, a schiodarlo dalla palude di
pessimismo, sfiducia e sconforto in
cui è caduto, nell’agevolare il processo delle riforme” ma “non può essere
considerata la soluzione dei nostri
mali”.
Ora “è urgente rimboccarsi le maniche e lavorare sodo”. Se riducessimo
la corruzione al livello della Spagna
“avremmo chiuso più della metà del
differenziale di velocità con il resto
dell’Eurozona”. Mentre, avverte ancora il leader della Piccola Industria, la
burocrazia “ogni anno ci costa almeno un 4% di minore Pil”; “l’incapacità di adeguare le nostre infrastrutture
agli standard degli altri Paesi sottrae
il 2% al Pil, senza contare la minore
efficienza che questo comporta per
il sistema Paese”; ed “i ritardi della
nostra istruzione ci costano un altro
13%”.
Il capo degli industriali:
“Lo stato di salute
del Paese sembrerebbe
migliorare e l’uscita
dal tunnel della crisi
finalmente avvicinarsi”.
In due mesi creati
più di un milione
di posti di lavoro
Confindustria vede rosa,
Squinzi: “Vicini al punto di svolta”
CERNOBBIO - Un Pil che
potrebbe crescere più del
previsto e boom del mercato del lavoro nel primo
bimestre del 2015. A fornire questi dati sono stati,
rispettivamente, Confcommercio e il ministero del
Lavoro, mentre il presidente
di Confindustria, Giorgio
Squinzi, ha subito evidenziato come tra tutti gli indicatori dell’economia italiana
“quello che ci incoraggia
di più” è proprio “la ripresa dell’occupazione” anche
perché si tratta di tendenze
che si evidenziano già prima
degli effetti della Legge di
stabilità e del Jobs Act. Insomma, lo stato di salute del
Paese sembrerebbe migliorare “e l’uscita dal tunnel della
crisi finalmente avvicinarsi”,
ha aggiunto il capo degli industriali. A tal proposito il
dato fornito dagli uffici del
ministro Giuliano Poletti
parlano di oltre 1,38 milioni
di posti di lavoro creati nei
primi due mesi dell’anno
con un aumento di 154.000
contratti rispetto allo stesso
periodo del 2014, segnando
una crescita del 12,6%. A
diffondere ulteriore ottimismo ci ha pensato poi Confcommercio. L’Associazione
dei commercianti, riunita a
Cernobbio per il 16esimo Forum, vede l’Italia - dopo sette
anni di crisi profonda - interrompere il ciclo negativo e
tornare a crescere dell’1,1%
L’industria arranca,
a gennaio il fatturato cala di 1,6%
ROMA - Più vendite per i negozi, minori fatturati per le industrie. Emergono segnali contrastanti dagli ultimi dati diffusi
dall’Istat, relativi a gennaio. Ripartono infatti i consumi, che
finora erano stati i grandi assenti tra i segnali di una possibile ripresa, e le vendite al dettaglio aumentano dello 0,1%
rispetto a dicembre e dell’1,7% rispetto a gennaio 2014.
Mentre i fatturati industriali diminuiscono dell’1,6% in un
mese, affossati dal mercato estero (-3,1%), e del 2,5% in un
anno. L’industria affronta così un calo ‘’abbastanza importante’’, secondo i ricercatori dell’istituto di statistica, dopo
il risultato positivo di dicembre (quando si era registrato un
+1,4% su mese e +0,9% su anno). E mostra come il made
in Italy faccia fatica sui mercati esteri, nonostante l’euro debole. Anche guardando al futuro, gli ordinativi non promettono niente di buono: quelli dal resto del mondo calano del
9% da dicembre e non basta l’aumento dello 0,7% di quelli
interni a portare in positivo il dato complessivo (-3,6%). Resta da sperare negli effetti sul tasso di cambio, e quindi sulla
competitività delle nostre esportazioni, del quantitative easing della Banca centrale europea, partito a marzo.
nel 2015 e dell’1,4% nel 2016.
Un risultato che a loro avviso sarà possibile grazie a leve
come l’Expo (0,2% del Pil) e
il Giubileo straordinario (0,20,3%), che aiuteranno a spingere la ripresa dei consumi,
attesi nel 2015 a +1,2% (-1,1%
nel 2014) e a +1% nel 2016.
Per realizzare queste previsioni,
però,
assume
l’Associazione, il governo
Renzi dovrà sfruttare il recupero della spesa per interessi
e le risorse derivanti dalla
lotta all’evasione per abbattere l’Irpef, in modo da ri-
dare ossigeno al portafoglio
degli italiani. Il Pil, afferma
Confcommercio, “potrebbe
avviarsi verso un sentiero di
crescita finalmente positivo”. Una stima che però va
confrontata con quella del
Governo - e molte altre primarie istituzioni nazionali e
internazionali - che ha preventivato una crescita non
oltre lo 0,5% per quest’anno,
che potrebbe essere rivista
a +0,8% grazie a un mix di
fattori oltre che al calo del
prezzo del petrolio e agli
effetti positivi del Quantita-
tive easing della Bce. Secondo il capo economista di Intesa Sanpaolo, Gregorio De
Felice, il dato presentato da
Confcommercio è “piuttosto
ardito” e sembra “più una
simulazione che una previsione”. I primi indicatori
dell’anno, ha fatto notare
facendo riferimento ai dati
diffusi in giornata dall’Istat,
non sono particolarmente
buoni, con ordini e fatturato (-1,6% a gennaio su base
mensile) ancora negativi.
Bisogna attendere almeno
febbraio per vedere se ci sarà
una ripresa”. Ma per il presidente di Confcommercio,
Carlo Sangalli, la possibilità
di raggiungere questi obiettivi c’è.
“Dopo sette anni difficilissimi di crisi profonda e drammatica, in cui ogni italiano
ha perso mediamente 2.100
euro di consumi” il Pil tornerà finalmente a crescere.
E “se vogliamo davvero la
crescita si deve scacciare lo
spettro dell’attivazione delle
clausole di salvaguardia, che
porterebbero maggiori tasse
per 70 miliardi nei prossimi
3 anni. Per farlo - ha proseguito - occorre ridurre la spesa pubblica improduttiva.
Bisogna, invece, destinare
i risparmi sugli interessi sul
debito a beneficio di tutti
i contribuenti in regola attraverso la riduzione delle
aliquote legali dell’Irpef. È
questa la nostra proposta”.
ITALIA
www.voce.com.ve | sabato 28 marzo 2014
7
LA GIORNATA POLITICA
Renzi procede spedito
nell’agenda di governo
Pierfrancesco Frerè
ROMA - Riforma della Rai, riorganizzazione del
ministero della Giustizia, legge sulle intercettazioni entro il 2015: Matteo Renzi procede spedito
nell’agenda di governo per rafforzare l’effetto ripresa che si sta manifestando anche sul mercato italiano. Questo è l’elemento chiave sul quale conta per
puntellare la sua popolarità che i sondaggi negli
ultimi tempi hanno fotografato in calo. Lo scontro
dialettico con Maurizio Landini, che porta in piazza
a Roma la Fiom e la sua Coalizione sociale, lo dimostra: all’accusa che i segnali positivi dell’economia
sono merito esclusivo del bazooka Bce e del calo
del prezzo del petrolio, i renziani rispondono che
non è vero perché il Jobs Act ha determinato già un
notevole aumento delle assunzioni a tempo indeterminato grazie agli sgravi contributivi della legge.
E i dati dell’Istat sembrano confermarlo. Il premier
in altre parole vuole deideologizzare il dibattito, costringendo le minoranze a confrontarsi sul terreno
delle cose concrete. Su questo binario si muoverà
anche la Direzione del Pd di lunedì che dovrà votare sull’Italicum: il segretario-premier insiste perché
non se ne faccia una questione di schieramenti. Ma
ha lasciato capire che il testo non si cambia, convinto che introdurre modifiche insabbierebbe tutto
il processo riformatore. Renzi non si fida della tenuta della maggioranza al Senato, dove la minoranza
dem potrebbe riservargli qualche brutta sorpresa:
stavolta non ci sarebbe più il soccorso azzurro a
puntellarlo, sebbene non si possa dire che i ponti
con Denis Verdini siano del tutto interrotti. Del resto Giorgio Napolitano ha escluso che ci sia stata
precipitazione nell’iter delle riforme: secondo l’ex
capo dello Stato, giunti a questo punto il traguardo
non può essere ulteriormente allontanato. Forte di
questo riconoscimento il Rottamatore punta perciò
alla resa dei conti finale, grazie anche alle divisioni
che percorrono la minoranza dem. Il problema è
tutto della sinistra interna che parla di inutile prova
di forza del segretario (Fassina). Esclusa la scissione da parte dei bersaniani e dei cuperliani, resta
la possibilità di chiedere il voto segreto in aula. Il
governo potrebbe rispondere con la fiducia. Al
di là dell’esito comunque scontato, il tentativo di
Renzi è quello di non dare l’immagine di un partito spaccato, ma per il momento non sembrano
essere stati individuati margini. Roberto Speranza,
che fa parte della minoranza, avverte tuttavia che il
voto sull’Italicum non è una questione di coscienza
ma politica: il che significa che la sinistra dem sarà
chiamata a sostenere la decisione della maggioranza renziana in una logica di partito. Per il capo del
governo resta aperto anche il capitolo della successione a Maurizio Lupi. Ma questa è una partita che
richiederà più tempo: gli alfaniani avvertono infatti che non accetteranno un contentino. Gaetano
Quaglieriello fa sapere che il nuovo ministero che
sarà affidato all’Ncd dovrà avere almeno lo stesso
peso politico delle Infrastrutture. Ne deriva che il
Rottamatore dovrà procedere con ogni probabilità
ad un mini-rimpasto dopo le elezioni regionali, il
vero test politico che attende la maggioranza. Sarà
importante verificare il peso reale dei neocentristi
alla luce degli ultimi avvenimenti. In Veneto il Nuovo centrodestra ha avviato le prove d’intesa con
Flavio Tosi; Corrado Passera guarda con attenzione
al laboratorio che sta prendendo forma. L’idea è
di realizzare al centro dello schieramento politico
un contenitore moderato che faccia da polo d’attrazione anche per Forza Italia. Renato Brunetta
replica che, dopo la vicenda Lupi, Alfano ha perso
molto del suo appeal, però è vero che le trattative con la Lega si stanno arenando. Solo in Veneto
Forza Italia sosterrà sicuramente il candidato del
Carroccio (Luca Zaia), anche a costo di essere aggiuntiva come lascia intendere Salvini. Nelle altre
regioni l’intesa è in salita. È aperto in particolare il
capitolo della Campania, dove Salvini spiega che se
Berlusconi si allea con Alfano, la Lega non ci sarà.
Ma il Cavaliere non può rinunciare a cuor leggero
al suo ex delfino che verrebbe fatalmente attratto
nell’orbita renziana in una delle poche regioni dove
Fi può giocarsi la vittoria.
Il Premier affida
la riforma tv
al Parlamento,
con la responsabilità
di fare in fretta,
entro luglio,
se non vuole
assumersi
la responsabilità
di “tenersi
la Gasparri”
per eleggere
il nuovo cda
Renzi lancia la”sua” Rai,
fuori i partiti e senza canone
ROMA - Una Rai non più
in balia delle correnti dei
partiti, con un amministratore delegato che fa il capo
azienda e, magari, senza più
canone. È la riforma della
tv pubblica di Matteo Renzi: un disegno di legge sulla
governance, una delega sul
canone e un documento politico sul futuro. Il premier
li porta in Consiglio dei
ministri quando sembrava
ormai scontato un rinvio. E
li affida al Parlamento, con
la responsabilità di fare in
fretta, entro luglio, se non
vuole assumersi la responsabilità di “tenersi la Gasparri”
per eleggere il nuovo cda. Il
governo, comunque vada,
“non farà un decreto”. Anche perché “nessuno - rimarca Renzi - vuol mettere
le mani sulla Rai. Chi lo dice
nega la realtà”. La riforma
della tv di Stato sbarca ufficialmente in Consiglio dei
ministri all’ora di pranzo,
con un’integrazione all’ordine del giorno. Alla vigilia
il varo questa settimana veniva considerato improbabile e invece Renzi, spiegano
fonti a lui vicine, ha voluto
mantenere l’impegno annunciato. Accompagnando
alla riforma della governance (“Alcune piccole modifiche”, quasi si schernisce) un
“documento politico” sul
futuro della Rai, “patrimonio del Paese”, da sottoporre
a un “dibattito senza spirito
da tifoserie”. Intanto, però,
la sfida di Renzi al Parlamento è quella di approvare
entro luglio, prima della nomina del nuovo Consiglio di
amministrazione, il disegno
di legge che archivia la legge Gasparri (“Su quella legge non dico niente perché
l’ultima volta Gasparri mi
Altre auto blu vendute su eBay,
erano tutte di proprietà della Difesa
ROMA - Novecentomila euro in cassaforte, tutti da destinare al fondo finalizzato per la riduzione del deficit, in linea con la spending review. È questo, finora, ‘l’incasso’
ottenuto dal Governo dopo l’ultima tranche di auto blu
vendute su eBay: 25 vetture, delle 33 messe all’asta, e tutte dal ministero della Difesa. Continua, così, il percorso di
razionamento delle auto blu da parte dell’esecutivo. Un
percorso iniziato con quel “venghino, signori, venghino”
lanciato nel marzo 2014 dal premier Matteo Renzi, che
annunciava la rottamazione anche delle auto blu. E, ad
un anno di distanza, si è conclusa la vendita di un’altra
batteria di vetture, tutte provenienti dai parcheggi del ministero della Difesa. Le 33 auto sono state messe su eBay il
26 febbraio scorso e, il 19 marzo, al termine delle tre settimane dedicate all’asta via web, ne sono state vendute 25.
Di queste, sette sono state vendute al Sud, sei al Centro,
quattro al Nord e sei nelle isole. Due, infine, le vetture vendute all’estero (Germania e Australia) per un parco macchine che, oltre a diversi modelli di Fiat, Alfa e Lancia, contava anche qualche auto della Bmw e della Volkswagen.
Le auto poi vendute, sottolinea Palazzo Chigi riportando i
dati di quest’ultima asta, hanno ricevuto complessivamente 1.270 offerte, le visite degli utenti per visionare queste
vetture sono state 296.616. Come base d’asta si partiva
da 97.500 euro, per arrivare all’incasso finale di 155.521
euro (con una plusvalenza pari a 58.021 euro) che sommati ai 701.987 euro della precedente asta portano la cifra
complessiva a 857.508 euro. Le auto blu messe all’asta in
totale, dall’apertura del negozio eBay del governo, sono
151 mentre 107 sono quelle finora vendute.
ha replicato con sobrietà su
Twitter”, scherza il premier,
che è stato bersaglio di accesi attacchi). Se il Parlamento
non farà in fretta - è il senso
della sfida - il governo non
interverrà per decreto. E le
Camere si assumeranno la
responsabilità di consegnare
ancora una volta l’azienda
di Stato ai “bilancini delle
correnti dei partiti”. Al contrario, approvare in tempo
la nuova riforma, vuol dire
far uscire “i partiti dalla
Rai”, assicura il presidente
del Consiglio. Perché il nuo-
vo amministratore delegato
avrà i poteri del capo azienda, si assumerà la responsabilità della gestione (“Come
in tutte le nostre riforme”,
come il preside nella riforma
della scuola) e ci sarà una
più netta separazione con
chi deve controllare: “Il cda
farà il cda e la commissione
di Vigilanza parlamentare
vigilerà”. Con una “semplificazione”, spiega ancora Renzi, i membri del cda saranno
ridotti da 9 a 7: quattro scelti
dalle Camere, uno dal governo e uno dall’assemblea
dei dipendenti. Infine, si
rifletterà su come “semplificare il canone” e combattere l’evasione “allucinante”:
“Io appartengo - afferma - a
una cultura che vorrebbe
eliminarlo” ma so che “è
complesso”. Nel giorno in
cui il Consiglio dei ministri
si occupa anche di giustizia,
approvando una riorganizzazione del ministero per
“intervenire sugli arretrati”,
Renzi si trova di nuovo ad
affrontare le accuse di chi,
come Beppe Grillo, lo accusa di essere “un uomo solo al
comando” e portare l’Italia
a sbattere (come il copilota
della Germanwings, è il paragone feroce). Oggi la Fiom
di Maurizio Landini, con
chi ha aderito alla sua “coalizione sociale”, scenderà
in piazza contro di lui. Una
“non notizia”, perché se si
guarda agli ultimi sabati “mi
pare che manifestazioni contro il governo ce ne siano state moltissime”, dice il premier
con quello che sembra un riferimento anche alla sinistra
Pd. A tutti costoro Renzi vuol
replicare con i fatti, con una
riforma della Rai affidata al
Parlamento e con i dati sulle assunzioni, che si ostina a
ignorare solo chi, pur di attaccare il governo “arriva a negare la realtà”. La realtà anche
di una legge elettorale, dirà
lunedì il premier alla direzione del Pd, che non instaura
una dittatura ma anzi crea
governi stabili scelti dai cittadini e dunque non c’è motivo
per rinviarne l’approvazione.
Bisogna andare avanti, dice
- senza entrare nel merito
- anche l’ex presidente Giorgio Napolitano: “Non è vero
che ci sia stata precipitazione:
adesso il traguardo non può
essere allontanato”.
8
ITALIA
sabato 28 marzo 2015 |
L’ex comico ed il suo blog finiscono nella bufera dopo che sul sito web compare un post dal titolo
“Un uomo solo al comando”. Renzi: “Serve più decenza”, per il Pd è stato passato il segno
Grillo: “Renzi come Lubitz”,
polemiche e imbarazzo per il M5s
ROMA - Beppe Grillo ed il suo
blog finiscono nella bufera,
dopo che sul sito web del leader M5S compaiono un post
dal titolo “Un uomo solo al
comando” ed un fotomontaggio nel quale Matteo Renzi viene raffigurato alla guida
dell’aereo della Germanwings
schiantato dal pilota Andreas
Lubitz contro le Alpi francesi.
Grillo paragona il premier al
pilota suicida ma determina
la reazione di una parte degli
stessi cinquestelle, quella del
Pd e l’indifferenza indignata
di Renzi che preferisce “non
parlare di Grillo” perché - parole sue - “serve una decenza
che altri non hanno”. “Non
si tirano in ballo i morti per
delle beghe”, aggiunge il
premier.
L’uscita dell’ex comico non
piace neanche all’interno dello stesso Movimento: qualcuno arriva a chiedere “scusa
alle famiglie” delle 150 vittime. L’unico a difendere Grillo
è Alessandro Di Battista che
definisce l’uscita una “provocazione per aprire gli occhi
ad un popolo appannato”.
“Ci sono inquietanti analogie
tra il copilota dell’Airbus della
Germanwings e Matteo Renzi
che sta schiantando l’Italia.
Entrambi si sono chiusi dentro, eliminando ogni interferenza esterna”, scrive il blog. Il
leader M5S intende dire che il
Scuola, Grasso ai bambini:
“Vi cambierei con i senatori”
ROMA - La salute dei bambini va tutelata e per questo
è utile, tra le altre cose, abbassare le tariffe dei biglietti
dell’autobus per incentivarne l’uso. Bisogna poi pensare
di più all’ambiente, sostituendo, ad esempio, le discariche
con parchi o introducendo la Festa dell’albero il 21 marzo
(“legge flora”). Ma anche la didattica va rivista: l’insegnamento della storia dell’arte - con metodi rigorosamente
“interattivi e coinvolgenti” - va introdotto già dalla scuola
primaria e anche la sensibilizzazione al risparmio alimentare, idrico, energetico e dei materiali deve trovare spazio
tra le discipline studiate in una Settimana ad hoc. Non si
dimentichino infine la lotta allo spreco - con l’istituzione di
commissioni cittadine che sensibilizzino a riguardo e con
il mercato di prodotti locali - e l’insegnamento dei principi
costituzionali e della Convenzione dei diritti dei bambini:
perché “ogni bambino ha diritto di crescere in un mondo
che rispetta le leggi”. Gli alunni delle scuole primarie hanno le idee chiare sul loro futuro. Anzi, “geniali”. Tanto che
il Presidente del Senato, Pietro Grasso, è pronto ad arruolarli in politica. “I progetti che avete presentato - ha detto
Grasso ricevendo in aula gli alunni vincitori dell’iniziativa
per le scuole “Vorrei una legge che...” - mi spingono quasi
quasi a cambiare i senatori con voi per portare avanti celermente le vostre proposte di legge”.
premier ha isolato il Parlamento. La metafora non è delle più
felici. I primi a rivoltarsi sono
gli utenti del blog - la maggior
parte per una buona parte
della giornata - che commentano negativamente la scelta
“di sfruttare l’incidente e la
morte di 150 esseri umani”.
“È una pratica troppo squallida”, scrive un commentatore. “Sarebbe giusto scriva per
scusarsi di aver servito questo
boccone che non va giù”, fa
eco un altro.
Ma non manca anche chi
apprezza il post: “Beppe sei
un genio!” e “Post perfetto”,
scrivono Antonio e Stefano.
C’è imbarazzo anche tra i
parlamentari cinquestelle. Il
senatore Nicola Morra abbozza una difesa in diretta tv
alla quale lui stesso pare non
credere. Quasi tutti tacciono.
Rompe il silenzio la deputata
Silvia Benedetti che esprime le
proprie “condoglianze a tutte
le vittime del Germanwing”.
Sulla stessa linea anche l’eurodeputato Marco Affronte
(“Non mi piacciono le cose di
cattivo gusto. Questo post lo
è decisamente”). Duro il sindaco Federico Pizzarotti con i
comunicatori: “Non mi ritrovo assolutamente nell’infelice
uscita del blog, che utilizza
una tragedia per attaccare il
governo”.
Il Pd va all’attacco: Grillo “ha
passato il segno del cattivo
gusto”. “Non usare tragedie,
dolore, angoscia collettiva
per la gag del giorno”, dice
Walter Verini. Per Scelta Civica, “ormai Grillo non fa più
ridere, non fa arrabbiare, non
fa indignare. Mette solo un
senso di profonda tristezza”.
L’unico a difendere il leader
pentastellato è Alessandro
Di Battista: “Grillo ha sempre
utilizzato l’arma della provocazione per aprire gli occhi
ad un Paese un po’ ovattato”. Quindi ricorda la battuta
fatta in tv da Grillo durante
tangentopoli e che portò
all’allontanamento dell’ex comico dalla Rai: “Grillo è Grillo
come quando disse che i socialisti rubavano. Anche allora si diceva “è fuori luogo”, e
poi aveva ragione”.
CGIL
Tagliola sulle pensioni:
persi 1.800 euro a testa
ROMA - Una vera e propria tagliola si è abbattuta negli ultimi quattro anni sulle pensioni
degli italiani. Con il blocco della rivalutazione
degli assegni, sono stati sottratti a 5,5 milioni di pensionati 9,7 miliardi di euro, pari ad
una perdita media di quasi 1.800 euro a testa. È l’allarme della arriva dallo Spi-Cgil, che
chiede al governo di essere ascoltato quanto
prima per rimettere mano alla legge Fornero.
Nel biennio 2012-2013, spiega il sindacato,
l’adeguamento delle pensioni è stato bloccato
per importi superiori a tre volte il trattamento
minimo, ovvero circa 1.400 euro lordi. Nel
biennio 2014-2015 invece l’adeguamento è
stato sull’intero importo della pensione con
una percentuale del 100% solo per tutti quelli che hanno un assegno fino a tre volte il
trattamento minimo, mentre è diminuito per
le altre categorie d’importo dallo 0,95% fino
allo 0,40%. Il risultato è una perdita minima
in 4 anni di 1.138 euro per gli assegni compresi tra 1.500 e 1.750 euro e di una massima
di 3.567 euro per le pensioni sopra i 3.000
euro.
Per questo, secondo lo Spi, serve “correggere i meccanismi attuali di rivalutazione per
non penalizzare ulteriormente i pensionati
italiani”. La soluzione dovrebbe essere quella
di applicare a tutti il 100% di rivalutazione
fino a 5 volte il trattamento minimo, pari a
2.500 euro lordi al mese, per poi scendere
al 50% per gli importi eccedenti la soglia.
Mentre anche il Codacons calcola una perdita di potere d’acquisto del 35% in 15 anni,
Spi e Cgil chiedono dunque a gran voce un
incontro con l’esecutivo. “Abbiamo avuto un
primo incontro con Boeri, interlocutorio, e si
è mostrato disponibile a dialogare con noi, sottolinea Carla Cantone, segretario generale
del sindacato dei pensionati - ma la decisione
è in mano al governo. Siamo sempre in attesa
di capire se Poletti e Renzi vogliano discutere
o andare avanti da soli. Se vogliono andare
da soli auguri, perché noi - avverte - non staremo fermi”.
“Nonostante i reiterati annunci, - le fa eco
Vera Lamonica, segretario confederale di
Corso Italia - non ci è ancora arrivata la convocazione del ministro Poletti per discutere di
previdenza. Ribadiamo la necessità di aprire
il prima possibile un tavolo per cambiare in
modo radicale la legge Fornero”.
MONDO
www.voce.com.ve | sabato 28 marzo 2015
9
YEMEN
I termini di principio
dell’accordo devono
essere fissati entro
il 31 marzo,
e poi devono essere
dettagliati
e sottoscritti entro
fine giugno.
Rush finale
a Losanna
tra Iran e ‘5+1’
Rohani scrive a Obama:
“Troviamo l’accordo sul nucleare”
NEW YORK - Il tempo stringe
al tavolo dei negoziati in Svizzera sul programma nucleare
iraniano. L’accordo sembra
sempre più possibile, ma continua ad essere sfuggente.
E così il presidente dell’Iran,
Hassan Rohani, è sceso in campo di persona: ha preso carta e
penna e ha scritto una lettera
al presidente americano Barack Obama e ai leader degli
altri Paesi impegnati nel negoziato (Russia, Cina, Francia,
Gran Bretagna e Germania).
Superiamo le differenze, ha
detto loro. Perché il negoziato
procede, ma “è molto difficile,
molto complicato”, ha detto il
suo ministro degli Esteri, Javad
Zarif, che a sua volta ha cercato di dissipare le nuvole di
carattere geopolitico che sembrano addensarsi sui colloqui.
Come ad esempio l’offensiva
aerea araba guidata dall’Arabia Saudita in Yemen contro i
ribelli sciiti Houthi, che hanno
il sostegno dell’Iran. O come il
conflitto in Siria, dove il presidente Bashar al Assad, che
pure ha da sempre il sostegno
di Teheran, si è ieri peraltro
detto “aperto ad ogni dialogo, con chiunque, compresi gli Stati Uniti”. O come il
malumore della Turchia, il cui
presidente Erdogan ha chiaramente affermato che la crescita dell’influenza iraniana “comincia a darci fastidio, a noi,
all’Arabia Saudita e ai Paesi del
Golfo. Non è tollerabile - ha
Tim Cook annuncia:
“Tutti i miei averi in beneficenza”
NEW YORK - L’amministratore delegato di Apple Tim
Cook entra nel club rarefatto dei miliardari filantropi fondato da Warren Buffett e Bill Gates. Tim Cook, anzi “zio”
Tim Cook, ha annunciato a Fortune che donerà tutta la
sua fortuna in beneficenza una volta finito di pagare per
gli studi di un nipotino di dieci anni. Dichiarando che
cambiare il mondo è sempre stato in testa alla sua agenda, il 54enne capo della “mela morsicata” ha fatto sapere
di aver già cominciato a scrivere assegni in segreto ma
che affronterà la filantropia in modo più sistematico una
volta libero dagli impegni familiari. “Vorrei essere il sassolino nello stagno che crea le onde del cambiamento”,
ha detto Cook a Fortune. Onde che potrebbero essere di
una certa consistenza date le stime degli assett del Ceo
di Apple fatte dalla rivista: ammonterebbero a circa 785
milioni di dollari tra le sue partecipazioni nella società e le
azioni vincolate. Con l’annuncio su Fortune, Cook entra
nel gruppo dei miliardari filantropi guidati dall’ex capo di
Microsoft Bill Gates e dall’amico Warren Buffett. Nel 2010
Buffett e Gates avevano invitato altri paperoni d’America
a donare almeno metà dei loro beni per cause filantropiche e a suggerire ad altri a fare altrettanto: hanno aderito
al “Giving Pledge”, tra gli altri, Mark Zuckerberg e Sheryl
Sandberg di Facebook e Richard Branson di Virgin, non
però Jobs, che aveva sempre coperto di massimo riserbo
se o quanto avesse dato in beneficenza.
detto - e l’Iran deve rendersene conto”. Ma “i nostri negoziati sono limitati al nucleare”,
ha replicato secco Zarif dopo
l’ennesimo incontro con il
segretario di Stato Usa John
Kerry a Losanna. Lo Yemen,
ha riconosciuto, “è l’argomento caldo del giorno”, ma “ciò
non vuol dire che negoziamo
su questo”, ha insistito. Le discussioni, stando a Zarif, sono
quindi concentrate solo sugli
aspetti tecnici; ovvero un campo in cui molti nodi sono stati
ormai sciolti. Secondo diverse
indiscrezioni, sembra esserci
ad esempio un’intesa di massima sulla spinosa questione
del numero delle centrifughe
per l’arricchimento dell’uranio. Sembra che l’Iran potrà
utilizzane 6.000, delle 10.000
di cui dispone, per un periodo di almeno 10 anni. Sembra
che ci sia anche una schiarita sul
destino degli impianti nel sitobunker di Fordow, dove i tecnici
iraniani potranno usare qualche
centinaio di centrifughe. In cambio, Teheran avrà un progressivo allentamento delle sanzioni
imposte dall’Onu, dagli Usa e
dall’Unione Europea. Nonostante quasi due anni di negoziati, di
certo restano però ancora diversi
altri aspetti e dettagli da definire, e ormai è una corsa contro
il tempo. I termini di principio
dell’accordo devono infatti essere fissati entro il 31 marzo, e
poi devono essere dettagliati e
sottoscritti entro fine giugno.
Un nuovo rinvio, che sarebbe il
terzo, appare improbabile, e la
pressione cresce. Nelle prossime
ore arriverà a Losanna anche il
ministro degli Esteri francese,
Laurent Fabius, e l’alto rappresentante per la politica estera
europea, Federica Mogherini.
Mentre Rohani, che nelle ultime
ore ha anche telefonato ai leader
di Russia, Francia e Gran Bretagna, utilizza anche Twitter per
ribadire i suoi concetti. “Come
ho detto al telefono al premier
David Cameron e al presidente
Francois Hollande - ha twittato il programma nucleare dell’Iran
è pacifico, come stabilisce la fatwa del Leader supremo Ali Khamenei”.
Raid arabi in tutto
il Paese. Protette
le rotte del greggio
BEIRUT - Grazie ai due giorni di raid aerei
fin qui effettuati, l’Arabia Saudita e i suoi
alleati hanno preso “il totale controllo
dello spazio aereo” dello Yemen ai ribelli
sciiti Houthi e alle forze dell’ex presidente Ali Abdullah Saleh, rendendo quindi
impossibili eventuali rifornimenti di armi
dall’Iran. Lo ha sottolineato ieri il portavoce militare della Coalizione dei Paesi arabi
che partecipa all’operazione, il generale
saudita Ahmed al Asiri, lasciando aperta la
porta ad una futura offensiva di terra per
riportare al potere il presidente Abd Rabbo Mansur Hadi. Nel frattempo fonti militari egiziane hanno detto all’agenzia Ap
che navi da guerra del Cairo e di Riad sono
state schierate a protezione dello Stretto di
Bab al Mandab, l’entrata dal Mare Arabico
nel Mar Rosso, attraverso il quale passano
le petroliere provenienti dal Golfo Persico
e dirette in Europa attraverso il Canale di
Suez. Una mossa che fa capire la posta in
gioco in questa crisi, con l’Arabia Saudita e
gli altri Paesi sunniti preoccupati che l’Iran,
la massima potenza sciita, possa prendere
il controllo di un Paese situato lungo una
rotta strategica per i rifornimenti energetici
globali. Il generale saudita Al Asiri ha detto che mentre giovedì i raid hanno preso
di mira in particolare le difese aeree degli
Houthi, ieri sono state colpite soprattutto le
loro linee di rifornimento. Anche le basi aeree nelle loro mani, dunque, dove potrebbero eventualmente atterrare velivoli che
trasportassero armi. “A nessuno sarà permesso rifornire i ribelli”, ha affermato l’alto
ufficiale di Riad, con chiaro riferimento a
Teheran. I bombardamenti hanno colpito
finora Sanaa e altre sei province, dall’estremo Nord all’estremo Sud del Paese. Fonti della sicurezza yemenita hanno fornito
un bilancio di 80 combattenti uccisi, ma
in gran parte tra le forze fedeli a Saleh.
Mentre Amnesty International sottolinea
che anche 25 civili, tra i quali 6 bambini,
sono morti nel primo giorno di raid, giovedì. Nella provincia settentrionale di Saada
vi sono stati numerosi attacchi mirati apparentemente a cercare di colpire il leader
del movimento ribelle sciita, Abdel Malik al
Houthi, che ha risposto con parole di sfida:
“Cosa dovremmo fare, arrenderci? Agire
da codardi? Assolutamente no”, ha affermato. Le forze armate yemenite fedeli al
presidente Hadi e forze tribali sunnite combattono intanto nel Sud contro gli Houthi
e le truppe schierate con Saleh, anch’egli
sciita, che ha visto nella nuova alleanza con
i ribelli del Nord una insperata possibilità di
tornare sulla scena dopo essere stato estromesso dalla presidenza nel 2012 in seguito
alle Primavere Arabe. Secondo il generale
saudita Al Asiri, le forze lealiste continuano
a difendere Aden, da dove due giorni fa
Hadi è fuggito via mare, e hanno riconquistato la base aerea di Al Annad, distante
60 chilometri. Al Asiri ha aggiunto che per
ora non sono in programma operazioni di
terra. Ma non ha escluso tale ipotesi per il
futuro: “Faremo tutto ciò che sarà necessario per proteggere il legittimo governo
dello Yemen”, ha affermato. Il presidente
Hadi, che da Aden era fuggito a Riad, è intanto giunto a Sharm El Sheikh, in Egitto,
per partecipare al vertice della Lega Araba
in programma oggi e domani.
10
SPORT
sabato 28 marzo 2015 |
VENEZUELA
Domani si festeggia
l’esordio dell’italo-venezuelano
nel campionato mondiale
di motociclismo. Non avrebbe
immaginato di diventare
il mito di tanti amanti
del mondo dei motori
Domenica andrà in scena
il Derby de la Capital
CARACAS – Caracas-Deportivo Petare, per 13ª giornata del Torneo Clausura, é il big match di questo
turno di campionato. Il ‘derby della capitale’ non è
mai una partita come le altre visto che il pronostico
è sempre incerto indipendentemente dalla posizione
di classifica.
Molto spesso il derby capitolino si decide in base a
degli episodi, un calcio di rigore, l’irresistibile giocata
di un fuoriclasse.
Per Caracas-Deportivo Petare, da parte di entrambe le
squadre, sono peraltro tante le ragioni per la conquista dei tre punti. Il Caracas vincendo manterebbe la
vetta della classifica aspettando poi in poltrona, come
spettatore i recuperi della seconda e terza classificata,
rispettivamente Zamora (una gara in meno) e la coppia Deportivo Anzoátegui(1)-Deportivo Táchira (3).
Così come il Caracas vincendo manderebbe il Petare
nelle sabbbie mobili della zona retrocessione, visto
che attualmente i ‘rojos del Ávila’ dopo 12 turni di
campionato, hanno 26 punti rispetto ai 12 ottenuti dai
municipali. Il Petare a sua volta vincendo si tirerebbe
fuori dalla zona pericolosa in classifica complicando la
volata scudetto ai cugini del Caracas con ben 4 gare
che poi si dovranno ancora disputare.
Quarant’anni fa, la febbre
Cecotto invadeva il Venezuela
Fioravante De Simone
Completeranno il quadro della 13ª giornata: Deportivo La Guaira-Llaneros, Metropolitanos-Tucanes,
Trujillanos-Zulia, Estudiantes-Deportivo Táchira, Deportivo Lara-Portuguesa, Mineros-Deportivo Anzoátegui, Zamora-Atlético Venezuela ed Aragua-Carabobo.
FDS
FORMULA UNO
Hamilton davanti a tutti;
Raikkonen 2°, Vettel 7°
ROMA - Il campione del mondo, Lewis Hamilton ha
chiuso davanti a tutti la seconda sessione di prove
libere del Gp della Malesia, dopo i problemi alla power
unit accusati nella prima sessione. Il pilota britannico
della Mercedes ha fermato il cronometro sul tempo
di 1’39”790, unico pilota a scendere sotto l’1’40”,
davanti alla Ferrari del finlandese Kimi Raikkonen in
1’40”163 e all’altra Mercedes di Nico Rosberg a 428
millesimi con il tempo di 1’40”218.
Ottimo quarto posto per la Red Bull del russo Daniil
Kvjat con il tempo di 1’40”346, e per le Williams di
Vallterri Bottas, quinto a 556 millesimi e Felipe Massa,
sesto a +0.770. Solo settima l’altra Ferrari di Sebastian
Vettel con un ritardo di 862 millesimi in 1’40”652.
Chiudono la top ten, Max Verstappen (Str Renault),
Marcus Ericsson (Sauber) e Daniel Ricciardo (Red Bull).
Indietro le due McLaren-Honda, con il rientrante Fernando Alonso al 16esimo posto in 1’42”506 e Jenson
Button, 17º, in 1’42”637.
Al termine delle libere ha parlato il ferrarista Vettel, che
si è comunque detto soddisfatto del lavoro svolto: “Fa
davvero caldo e questo rende difficile lavorare per tutte
le macchine con gli pneumatici, ma è stata una buona
giornata, sono abbastanza soddisfatto di quello che ho
fatto, si poteva fare meglio con la velocità ma va bene
oggi per le prove libere. Sensazioni per le qualifiche?
Vedremo, credo che saremo vicini noi e le Williams e
probabilmente anche Red Bull e Toro Rosso. E’ difficile
da dire, quelle davanti saranno sempre forti”.
CARACAS - Il pilota Johnny Alberto Cecotto è considerato una specie di eroe
dei due mondi. Idolo sia
in America Latina che in
Europa. Le imprese da lui
compiute le troviamo nelle
pagine storiche delle moto
e delle auto.
Cecotto nato a Caracas 59
anni fa, venezolano all’anagrafe ma italiano nel cuore.
É stato campione del mondo in motociclismo in due
occasioni, la prima nella categoría 350 cc (1975) e la seconda nella 750 cc (1978).
Anche se i suoi successi
sono datati anni ’70, lui é
un protagonista amato da
molti appassionati dei motori. Stanco dei successi sulle due ruote, negli anni ottanta prova a trovar fortuna
nella Formula Uno, ma un
grave incidente gli blocca la
carriera. Poi ha continuato
nel mondo dei motori gareggiando nella categoría
Grand Turismo.
L’odore a diesel ed il rombo
dei motori scorre nelle vene
di Johnny, suo padre Giovanni, un inmigrato friulano di inizi anni ’50. Lui, fu
uno dei primi a finanziargli
le prime gare con una Honda 750 cc 4 cilindri. Giovanni, é stato anch’egli un pilota di successo durante i suoi
primi anni in Venezuela,
quando ha conquistato un
titolo nella categoría 500 cc.
“Ho preso questa passione
da papà. Lui è stato pilota,
poi dopo il ritiro si é dicato
alla meccanica. Io sempre
stavo con lui e con il passar
del tempo é cresciuta la passione per questo sport” raccontava Cecotto in un’intervista alla Voce d’Italia
nel 2006.
I suoi primi passi sono stati
nel 1972 “Negli anni delle corse in sudamerica ho
ottenuto 64 vittorie continentali e anche una buona fama, tanto da attirare
l’attenzione di molti esperti
del motociclismo” confessò Cecotto. Durante quegli anni Cecotto vinse due
campionati venezuelani nel
1973 e 1974.
Johnny con il passare del
tempo comincia ad aquistare esperienza e prestigio,
tanto che nel 1975, grazie
all’aiuto dell’italo-venezuelano Vito Ippolito importatore della Yamaha in Venezuela debutta nel Mondiale
nelle categorie 250 cc e 350
cc nel Grand Prix di Francia.
Quarant’anni fa, l’italovenezuelano ad appena 19
anni, stupì il mondo del
motociclismo con le vittorie ottenute sul tracciato del
Paul Richard nelle catgorie
250 cc e 350 cc diventando un’impresa difficile da
eguagliare.
Comincia così quella che
in Venezuela fu battezzata
come ‘la Cecottitis’, fu una
vera e propia mania tra i
giovani motociclisti venezuelani. In quella stagione
(l’11 maggio), vinse anche
sulla pista di Hockenheim
nella categoría 350 cc; una
settimana dopo, salì sul
gradino più alto del podio
ad Imola. Poi arrivarono le
vittorie a Francorchamps e
in Finlandia che gli valsero il titolo di campione del
mondo.
“Quell’anno la mia meta
era fare esperienza, poi a
sorpresa nella prima gara
disputata mi ritrovai vincitore nella 250 cc e 350 cc.
Ma la sorpresa più grande
avvenne a fine stagione
quando vinsi il titolo mondiale nella classe 350 cc. Mi
laureai campione del mondo a soli 19 anni. In quella stagione c’era il 14 volte
campione del mondo Giacomo Agostini”.
Quell’anno il giovane di
origine friulana vinse quattro delle dieci gare disputate
con un secondo posto a Jarama (Spagna) ed un quinto
posto ad Assen (Olanda). Si
é ritirato in due gare e non
ha potuto partecipare in
altrettante gare. Il bottino
stagionale di punti fu di 54
punti.
Il suo paese natale gli riservò un’accoglienza fenomenale “Quel giorno all’aeroporto c’erano 150 mila
persone ad aspettarmi e tutti a gridare il mio nome. La
gente mi ha scortato fino a
Caracas. Oltretutto sono arrivato a Caracas con il piede
ingessato a causa di un’incidente avvenuto giorni prima durante il GP di Assen
in Olanda mentre sorpassavo un pilota per doppiarlo.
É stato un momento bellissimo ed indimenticabile”.
Quella del 1975 é stata la
migliore performance della
sua carriera nella categoría
350 cc. Nel 1976, chiude al
secondo posto nella classifica generale nel ’77. Durante quelle stagioni partecipò
anche nelle categorie 500 cc
e 750 cc. Nella stagione ’78,
vinse il titolo nella 750 cc.
Agli inizi degli anni ’80, Cecotto decide di mettere fine
alla sua carriera sulle due
ruote, dove chiude con un
palmares di due titoli mondiali. Il motivo principale fu
un’idea che gli si era messa
in testa: emulare le leggende Nuvolari, Varzi, Surtees e
Hailwood, piloti che sono
passati dalle gesta sulle due
ruote a quelle sulle quattro.
Johnny inizialmente va in
F2 dove gareggia per due
anni disimpegnandosi più
che onorevolmente, tanto
da ottenere un contratto
in F1 con la scuderia Theodore. Con questa vettura,
nella seconda gara disputata ottiene punti nel GP di
Long Beach nel 1983.
“É stata una decisione difficile da prendere. Sulle moto
io conoscevo le possibilità
che avevo di vincere, mentre sulle auto era un’incognita. Ma l’idea di andare
in auto mi era rimasta dal
giorno in cui mio padre mi
disse di cercar fortuna in
questo sport”.
Nel 1984, passa alla Toleman, dove ha come compagno di squadra l’esordiente
Ayrton Senna (che pochi
anni dopo sarebbe diventato un mito della Formula
Uno), che ha sempre parlato bene del pilota italovenezuelano. “Quando la
Theodore chiuse passai alla
Toleman, e lí c’era Senna.
Nei test provavo i motori
per la stagione precedente,
mentre lui provava quelli che si usavano in quel
periodo. Solo una volta, a
Donington Park, il team ci
fece provare la stessa auto, e
io fui più veloce di lui. Senna neanche credeva ai miei
tempi”.
Il 22 luglio del 1984, durante le prove del GP di
Brands-Hatch, Cecotto fu
coinvolto in un grave incidente dove subì lesioni al
bacino e alle gambe, questo incidente pose fine alla
sua carriera in Formula
Uno. Prima dell’incidente,
il pilota di origine friulana
era stato contattato da Williams, McLaren, Braham e
anche dalla Ferrari. La casa
di Maranello seguiva da vicino questa promessa delle
quattro ruote con molta attenzione. Poi é ritornato a
gareggiare, ma questa volta
con le auto Grand Turismo.
Ma senza dubbio, la leggenda Cecotto é nata quel 30
marzo di quarant’anni fa,
ed ancora oggi molti ragazzini non solo venezuelani
ma anche in diverse parti del mondo sognano di
emulare il campione italovenezuelano. Per questo
motivo Johnni Cecotto può
essere considerato una sorta
di eroe dei due mondi.
Il nostro quotidiano
Rutas&
Sabores
Il nostro quotidiano
A cargo de Berki Altuve
11 | sabato 28 marzo 2015
Disfruta la Semana Santa X
X BEBIDAS
Vodka Finlandia
en El Hatillo
y Beach Bar se unen
EL HATILLO-La Alcaldía de El
Hatillo, de la mano con los actores culturales del municipio y
en alianza con la Corporación
Mirandina de Turismo (Corpomitur), tiene preparada una
programación especial para
Semana Santa, con actividades
que promueven la importancia y difusión de las tradiciones
que componen el patrimonio
cultural del municipio. Las actividades se realizarán en su mayor parte en el Casco Central de
El Hatillo y están enfocadas al
aprovechamiento de los espacios públicos para generar puntos de encuentro ciudadano.
La programación de esta Semana Mayor comienza con la
representación del clásico Jesucristo Súper Estrella, llevado a
escena en esta oportunidad por
la Organización 23 de Marzo y
con dos funciones en el Anfiteatro del Centro de Arte El Hatillo el domingo 29 y el lunes
30 de marzo a las 7:00 pm.
Como parte de esta programación especial la HatiRuta
patrimonial funcionará en horario especial desde el jueves 2
de abril hasta el domingo 5 de
abril en tres turnos: 10:00 am,
2:00 pm y 4:00 pm. Este es un
recorrido guiado por el Casco
Histórico del municipio cuyo
X
X
Durante la Semana Mayor el municipio ofrecerá
un gran atractivo turístico para feligreses de la Gran Caracas
objetivo es dar a conocer las
principales riquezas patrimoniales de El Hatillo de una forma amena y divertida para los
asistentes.
La alcaldía, además, invita a
realizar el recorrido de los siete templos por las principales
iglesias del municipio. Entre
ellas destacan la Capilla de
El Calvario por ser la primera edificación religiosa de la
localidad y la Iglesia Católica
Ortodoxa Rumana, réplica de
las iglesias originales del país
de Europa del Este ensamblada en 1999.
También forma parte de la
agenda un recorrido religioso
al Santuario de la Virgen de
Betania los días jueves 2 y sábado 4 de abril, como parte de
la alianza con Corpomitur. El
punto de encuentro para ambos días es la Plaza Bolívar de
El Hati- llo a las 7:30 am.
Para finalizar, el día sábado 4
se realizará una Resurrección
Viviente a cargo de la Organización 23 de Marzo frente al
C.C. Paseo El Hatillo, y posteriormente se celebrará la misa
de Pascua de Resurrección a
las 9:00 pm en la Iglesia Parroquial Santa Rosalía de Palermo, esta misa es una de las
más emblemáticas del municipio ya que cientos de personas se congregan a las afueras
de la iglesia y comparten un
tradicional chocolate caliente
elaborado por la Cofradía Santa Rosalía de Palermo. El do-
mingo 5 de abril cierra la programación especial de Semana
Santa la obra de teatro El Ungido de Dios a cargo del Grupo
Expresión en la Plaza Bolívar
a las 2:00pm y a las 5:00 pm.
Asimismo, habrá un despliegue especial de seguridad para
resguardar a los vecinos y visitantes durante estos días de
asueto.
SABORES
La Comadre con nuevo recetario
CARACAS- La marca Adobo La
Comadre, invita a la familia a
recorrer Venezuela al pasearse
por la diversidad gastronómica
de sabores, colores y aromas de
nuestra cocina, a través de su
serie “Recetas de Venezuela La
Comadre”.
A partir de abril, las amas de
casa y los aficionados a la cocina podrán suscribirsé a la página web http://www.lacomadre.
com.ve/ para descargar completamente gratis recetas de diversos rincones de la geografía
nacional.
Franklin Pachecho, gerente de
marca, destacó que el recetario
es producto de un trabajo de investigación sobre las raíces culinarias de Venezuela y ofrece a
los interesados recetas de platos
del tiempo de la Colonia hasta
nuestros tiempos.
“Cada receta es una invitación
a recordar a nuestros antepasados, a conectarnos con nuestra
historia, con nuestras raíces, con
nuestros pueblos, a través de los
fogones. Este recetario es un regalo que hacemos para nuestros
fanáticos y clientes para premiar
su fidelidad al preferir Adobo La
Comadre en sus mesas”, destacó.
CARACAS- Vodka Finlandia, marca
de la Distribuidora Francisco Dorta
Sucrs C.A. junto a Beach Bar El Yaque, traen en esta temporada playera una excelente programación para
que te diviertas a lo grande estos
maravillosos días de descanso.
Esta semana santa, los temporadistas tienen la opción de disfrutar los
mejores cocteles al ritmo del Line
Up de lujo que tiene preparado
Beach Bar El Yaque: Dj Mystic, Joe,
ELLRI, Abuelo, Miguelle, Marco Detroit, Porcel, Homer Tonos, Duo Reiner, Miguel Style, Doctor Turntable,
3 BlackGuys, quienes serán los encargados de prender la rumba toda
esta semana llena de diversión, para
que celebren y vivan una experiencia inolvidable en el mejor ambiente
sol, playa, arena y la mejor rumba
que te ofrece Beach Bar.
únete a la diversión que Vodka Finlandia y Beach Bar tienen para ti.
Comparte tus mejores fotos por el
instagram con la etiqueta #VodkaFinlandia #Beachbar #SemanaSanta.
Il nostro quotidiano
Il nostro quotidiano
12 | sabato 28 marzo 2015
A cargo de Berki Altuve
“No buscamos ser la primera del ranking, pero sí la más rentable, la mejor pagadora, y la que
brinda un mejor servicio a nuestros clientes”, afirmó Omar Farías presidente de la aseguradora
Seguros Constitución presentó
su plan de incentivos 2015
CARACAS- El primer trimestre del año 2015 se cierra con
1.343.476.216,67 millones de
bolívares de primas netas cobradas proyectadas al 31 de
marzo de los corrientes, y con
las mejores cifras del mercado asegurador venezolano,
en lo referente al patrimonio
propio no comprometido con
458.067.572,80 bolívares y un
capital social de 173.897.819
bolívares.
Con estos indicadores, la gran
familia de Seguros Constitución reafirma que quiere ser
ubicada entre las mejores empresas del ramo asegurador.
“No buscamos ser la primera del
ranking, pero sí la más rentable,
la mejor pagadora, y la que brinda un mejor servicio a nuestros
clientes”, afirmó Omar Farías,
presidente de la empresa aseguradora, durante el lanzamiento del Plan de Incentivos
de Seguros Constitución para
el año 2015, realizado este 24
de marzo en un prestigioso hotel capitalino.
“Nuestra principal meta de 2015
es racionar los gastos para cumplir de forma más expedita y
honesta con nuestros compromisos. Este será el mejor año de la
compañía y de las empresas del
grupo; porque no sólo contamos
con un tren ejecutivo y personal
de primera calidad, sino también
con importantes proyectos que se
ejecutarán en los próximos meses
con la inauguración de clínicas,
farmacias, y la expansión de sucursales en el país, al inaugurar
nuevas sedes en Maturín, Barquisimeto; y abrir oficinas nuevas
en Los Teques, Upata, Higuerote
y otras plazas”, destacó.
Del mismo modo, el Presidente de Seguros Constitución
señaló que en la actualidad, la
empresa se encuentra solvente con proveedores, clínicas,
talleres, reembolsos y pagos
de pérdidas totales. “Estamos
en números excelentes. Las empresas del grupo cerraron el año
2014 en azul. Cada una de ellas
les presta servicios a Seguros
Constitución y a muchas empresas del mercado; de allí nuestro
énfasis en mejorar los servicios
ofrecidos y establecer alianzas
con quienes lo requieran”.
Este Plan de Incentivos se presentará a las 30 sucursales ubicadas en el interior del país.
Vale decir que el destino de la
Convención 2015, se celebrará
en España en el año 2016.
Para finalizar, Farías invitó a
los intermediarios a acompañar a Seguros Constitución
en cada uno de sus avances.
“Nuestras puertas están siempre
abiertas para ustedes y nuestros
clientes. En nuestra compañía
todo es asegurable y tendrán lo
que necesitan. Nosotros confiamos en Venezuela, y seguiremos
trabajando en y por nuestro
país”.
SODEXO
La Felicidad Productiva, clave en la compensación total
CARACAS- Sodexo y su programa Vida
Profesional, organizó la décimo quinta
edición de sus Ciclos de Encuentros Gerenciales (CEG) dedicada a la Felicidad
Productiva, con la cual brindaron a sus
clientes las nociones básicas necesarias
para promover la felicidad como práctica de gestión del talento en sus empresas.
José Paz, Director de Mercadeo de Sodexo Venezuela, aseguró: “El Ciclo de
Encuentros Gerenciales, es muy importante para nosotros como organización,
debido a que tenemos la oportunidad de
recompensar a nuestros clientes, brindándoles información de vanguardia que
resulte útil para el crecimiento de su negocio”.
Por su parte, Dynalba Salas, Gerente de
Comunicaciones de la empresa, agregó: “Con esta nueva edición, podemos
constatar que la felicidad en el trabajo
ayuda a que las personas sean más creativas y trabajen mejor en equipo, logrando adaptarse a las situaciones de estrés,
y por consiguiente, siendo más productivos”.
NOVEDADES
Realizan encuentro de iniciativas
comunitarias del ámbito ambiental
Organizaciones
comunitarias que
trabajan en el
ámbito ambiental provenientes
de todo el país
y miembros de
la Red Actívate
y Construye de
Fundación Empresas Polar, se
dieron cita en el
IV Encuentro de
experiencias comunitarias capítulo Ambiente, para compartir conocimientos de la mano de la orientación y el apoyo de expertos
en desarrollo de base.
Durante la actividad ocho iniciativas comunitarias se reunieron
en mesas de trabajo, con el acompañamiento técnico del equipo de Fundación y de diversas áreas de Empresas Polar, para
identificar sus fortalezas y oportunidades y generar planes de
mejora para el logro de sus objetivos. Daniela Egui, gerente de
Desarrollo Comunitario, explicó que la labor de acompañamiento se basa en un ejercicio previo de autoreflexión. “El objetivo es
compartir una herramienta que les permita generar cada vez más y
mejores resultados en beneficio de sus comunidades”, indicó.
Como parte de las acciones en materia de Fortalecimiento Comunitario de Fundación Empresas Polar, se ofrecen a estas organizaciones herramientas y conocimientos para alcanzar una mayor eficiencia en el cumplimiento de sus metas y en el impacto
sobre los grupos con los que trabajan.
Alicia Pimentel, gerente general de Fundación Empresas Polar,
expresó su agradecimiento a las organizaciones presentes en
esta jornada. “Los apoyamos porque son un elemento fundamental
para el desarrollo del país, dando una respuesta positiva a las comunidades. Estamos aquí porque creemos en cada uno de ustedes,
en su talento y su sentido de pertenencia. Gracias por querer desarrollar bienestar para todos”, indicó.
Bancaribe mejora su oferta
para microempresarios
Bancaribe aumentó a Bs. 4.000.000,00 el monto a financiar a
través de Microcrédito Bancaribe.
Este producto está dirigido a personas naturales y jurídicas,
clientes y no clientes del Banco, que cumplan con el perfil de
Microempresario o Microempresa y desarrollen actividades de
comercialización, prestación de servicios, transformación y producción industrial o artesanal de bienes; para el financiamiento
de capital de trabajo, la adquisición de bienes muebles e inmuebles o la remodelación de los inmuebles ya existentes, con un
plazo máximo de 60 meses para pagar dependiendo del destino
del crédito, una tasa de interés del 24% y hasta 4 millones según
la capacidad de pago del solicitante.
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