condividere_26_luglio_2014-1 - Diocesi di Mazara del Vallo

Quindicinale della
Diocesi di Mazara del Vallo
Anno XII
n. 15 del 27 luglio 2014
distribuzione gratuita
Fly For peAce
Pace: incontro
e dialogo
Nella foto di Lorenzo Gigante:
uno dei passaggi delle Frecce
Tricolore sul cielo di Trapani,
durante l’Air Show di domenica
20 luglio.
scrivi alla redazione: [email protected]
CON
DIVI
DERE
www.diocesimazara.it
Servizi alle pagine 4 e 5
Morte e vita in lotta nel mediterraneo, mare di pace
editoriale
di Domenico mogavero
Q
ualcuno fa finta di
non vedere e di
non capire e si
ostina a vivere come se
nulla fosse. Ma nel mare
Mediterraneo la morte
continua a pretendere un
pedaggio troppo alto dai
migranti, cercatori di speranza. Si continua a morire pure in Siria, dove quasi
tre anni di guerra rendono sempre provvisorio e
parzialeilbilanciodellevittime.InLibialasituazione
è sempre di difficile gestione e la spirale della violenza sembra avvitarsi su se stessa ogni giorno di
più. Anche nella striscia di Gaza si è riaperta l’angoscia mortale del conflitto israelo-palestinese, che
non risparmia nessuno e che associa alle vittime indiscriminate delle stragi quotidiane la morte della
pietà umana. E questo è quanto accade quasi sotto
nostri occhi. Per non dire delle guerre dimenticate
che stroncano vite umane nell’indifferenza dell’opinione pubblica mondiale. Ormai i morti hanno solo
rilevanza aritmetica, come se fossero appannaggio
esclusivo della statistica. Nessuno si dà più pena
delle tante donne e mamme, dei minori non accompagnati,degliinfanti;nessunopiangepiùquesti
morti, lo diceva addolorato Papa Francesco a Lampedusa: «Chi ha pianto per la morte di questi fratelli
e sorelle? Chi ha pianto per queste persone che
erano sulla barca? Per le giovani mamme che portavano i loro bambini? Per questi uomini che desideravano qualcosa per sostenere le proprie
famiglie? Siamo una società che ha dimenticato
l’esperienza del piangere, del “patire con”: la globalizzazione dell’indifferenza ci ha tolto la capacità di
All’interno_________________________________________________
l’intervistA Carmen lasorella: «Paese da rifondare»
il rAcconto Mario Pellegrino e la prima missione
scUolA teoloGicA Per una fede adulta e consapevole
piangere!» (Omeliadell’8 luglio 2013). Guai, però, a
lasciarsi contagiare dal virus dell’assuefazione.
Quanto più sembra forte e inarrestabile l’impeto
mortale avido di vite umane, tanto maggiore deve
essere l’impegno fattivo e diffuso in favore dell’uomo e della pace con le armi deboli e fragili dell'amore per il proprio simile, del dialogo tra
interlocutori diversi ritenuto impossibile, dell'accoglienza gratuita, aperta e cordiale, della solidarietà
e della condivisione. Infatti, la pace nasce dal cuore
dell'uomo e si incarna nel tessuto delle relazioni
umane. Il buon annuncio della pace, pertanto, impegna a costruire un mondo nuovo nel quale e per
il quale ciascuno deve trovare la sua collocazione
per dare il proprio originale e insostituibile apporto,
guardando lontano con lo sguardo di Dio. E la pace,
trionfo della vita, è l’unica parola che possiamo pronunciare tutti egualmente e insieme, al di là delle
differenze di cultura, storia, appartenenza e fede.
Arrivederci A settembre.
Il giornale non sarà pubblicato nel mese di
agosto e riprenderà il 10 settembre. Notizie
e approfondimenti aggiornati in tempo
reale, sul sito www.diocesimazara.it.
2
ooo l’intervista
n. 15/27luglio2014
GiornAlistA
inviatadi guerra,
oggi presidente
di rainet, parla
del web
nell’informazione
l’itAliA.La crisieconomica ed etica
lasorella: «Paese da rifondare»
di max
Firreri
d
IL PROFILO
C
armen Lasorella è una giornalista
professionista. Nata a Matera, i suoi
inizi avvengono a Il Globo, quotidiano di
politica, economia e cultura e alle agenzie Radiocor e Ansa. Nel 1987 è stata assunta in Rai, dopo aver iniziato nel 1979
occupandosi prevalentemente di economia e informazione politica. Ha condotto
per anni il Tg2, la testata giornalistica per
la quale è stata pure inviata di guerra, sopravvivendo anche a un tragico agguato
in Somalia nel 1995 nel quale rimane ucciso Marcello Palmisano. Dall’agosto
1999 al luglio 2003 è stata responsabile
e corrispondente della sede Rai di Berlino, con competenza sui paesi dell'Europa dell'Est. Dal 24 aprile 2013 è
presidente di RaiNet.
ottoressa lasorella, dal medioriente continuano ad arrivare notizie di guerre e morti. ma quanto è
importante parlare di pace e con quali
presupposti questa si può costruire tra i
popoli?
«Parlare di pace è doveroso; come se ne parlava ieri è necessario che se ne parli ancora
oggi. Quella che è cambiata è la natura dei
conflitti, più locali, più circoscritti; e poi ci
sono le situazioni irrisolte da decenni, come
il conflitto tra Israele e Palestina. Quello che,
purtroppo, è tragico vedere è come la morte
colpisce sempre più ampie fette di popolazione, perché le guerre si combattono tra la
gente, con morti innocenti. Dunque, parlare
di pace è doveroso ma le autorità preposte –
come l’ex Società delle Nazioni poi diventata
Onu – attendono delle riforme, definite da
troppo tempo urgenti. Ecco, è proprio l’ordine
mondiale che attende una rivisitazione. Deve
prevalere il dialogo e ci debbono essere le
condizioni perché questo avvenga».
l’italia sta soffrendo su più livelli, prima
fra tutti quello economico e occupazionale. Qual è il suo punto di vista in questo
clima di crisi?
«Abbiamo vissuto e continuiamo a vivere
questo periodo disastroso dal 2007, quando
la bolla finanziaria ha dato il segno tangibile
della fine del modello capitalistico. Di contro
non si sta, invece, ragionando su nuovi modelli. In Italia, a differenza di altre nazioni
d’Europa che hanno vissuto la crisi ma stanno
pure vivendo la ricrescita, si sono spese risorse non tanto per creare infrastrutture –
come hanno fatto la Spagna e la Francia –
quanto per subire il costo più alto che è quello
della corruzione. Il nostro sistema negli ultimi
20 anni si è profondamente corrotto e questo
ha riguardato la pubblica amministrazione
ma anche le relazioni. È necessaria una rifondazione: dovremmo ritrovare le chiavi per
una rinascita etica e culturale. Il nostro è un
Paese che è diventato terribilmente ignorante. Noi siamo circondati dalla bellezza, che
purtroppo non è riconosciuta; e questo vuol
dire che siamo messi davvero male. Sono preoccupata e, confesso, anche perplessa».
il mestiere del giornalista, la rete e la crisi
dei grandi giornali. come è cambiato il
mondo dell’informazione?
«La rete ha messo in discussione un modello,
quello del giornalista. All’avvento della rete e
del web l’Italia è arrivata impreparata, nonostante il processo sia iniziato nel mondo venticinque anni addietro. Basta dire soltanto che
il nostro Paese è al penultimo posto. Non direi
che i giornali hanno smesso il loro ruolo d’informazione, ma che è nato un modello nuovo,
imposto dall’avvento della rete. Nell’ambiente
digitale che oggi viviamo tutto è basato sulle
news, trasmesse in tempo reale e, quindi, la
comunicazione è più articolata, fatta di suoni,
immagini, approfondimenti. Tv e giornali
hanno, dunque, un ruolo diverso. Basta vedere cosa sta succedendo in America, dove i
giornali sono diventati la sede autorevole
nella quale si discute, si ragiona, si commentano le notizie. Queste da sole servono a poco,
perché bisogna approfondirle, analizzarle. In
un mondo bombardato da video, spesso fuori
controllo, la tv ha il suo ruolo autorevole, ha
la sua funzione di verifica, di approfondimento, di testimonianza. Pensare che la tv
possa entrare in competizione col web è sbagliatissimo».
Quanto è importante ancora il ruolo dell’operatore dell’informazione?
«Nel mestiere del giornalista c’è tanta manualità. Questo è un mestiere individuale dove fa
la differenza la qualità della persona. Bisogna
essere onesti, è questo è un punto chiave ma
non è sempre ricorrente. Questo mestiere si
fa coi piedi, perché si cammina tanto. Il web
può darti supporto, ti aiuta. Ma fare il giornalista non significa avere uno smartphone o la
giacca blu o, ancora, il potente di turno alle
spalle. Il giornalista il potente di turno deve
incontrarlo di fronte per porgli delle domande».
3
ooo l’appuntamento
n. 15/27luglio2014
i ministeri nellA chiesA.Le indicazionidiocesane
per la presentazione dei nuovi aspiranti
Chiesa. La nostra Chiesa, già lo scorso anno, ha accolto la volontà di dieci nuovi aspiranti (sette al
diaconato permanente, tre al ministero dell’accolitato), manifestandosi come Madre che accompagna il cammino di discernimento di questi
suoi figli. Come ci si prepara a ricevere i ministeri
nella Chiesa? Quali sono i criteri fondamentali per
iniziare un tale cammino formativo? Chi presenta
le vocAzioni
dono di dioper la
comunità ecclesiale
di Don Francesco
Fiorino
Domenica 10 agosto, dalle ore
10,30 alle ore 13, presso la parrocchia san Lorenzo martire di Mazara del
Vallo, si celebra la seconda giornata di preghiera e di sensibilizzazione per il diaconato.
I
ministeri e il diaconato non sono semplicemente un momento di organizzazione dei
servizi ecclesiali, ma procedono da Dio come
avvenimento di grazia, che interpella il singolo
soggetto e insieme suppone e domanda un cammino di fede da parte dell’intera comunità. La
cura delle vocazioni, di fatto, é compito di tutta la
L’ESPERIENzA
Gli aspiranti diaconi
e i seminaristi ad Assisi
G
li aspiranti accoliti e diaconi insieme ai seminaristi, da lunedì 11 a sabato 16 agosto vivranno ad Assisi l’esperienza estiva sul tema
Francesco: diacono di Gesù Cristo, dei Poveri, della
Madre Chiesa. A loro si unirà il Vescovo. Tra i momenti dell’esperienza estiva anche l’incontro-testimonianza con fra Alessandro Giacomo Brustenghi,
frate minore e cantante, quello con padre Alceo e la
visita della Basilica Santa Maria degli Angeli e della
Porziuncola con un frate della Domus pacis.
l’aspirante al Vescovo? Proprio per rispondere a
questi interrogativi nei giorni scorsi ai parroci
della Diocesi sono state inviate delle brevi indicazioni in merito alla presentazione di eventuali
aspiranti ai ministeri istituiti (lettorato e accolitato) e al diaconato permanente. Sinteticamente
ai parroci sono state offerte le indicazioni fondamentali per avviare il relativo percorso. L’aspirante è presentato ordinariamente dal parroco
proprio al Vescovo e al delegato vescovile mediante un documento in forma scritta. L’appartenenza dell’aspirante a associazioni, movimenti o
gruppi ecclesiali e/o eventuali servizi prestati in
diocesi serviranno per acquisire altre opportune
informazioni. I parroci sono invitati a usare prudenza nel proporre per il ministero del diaconato
persone con figli in giovanissima età, tanto più se
l’attività lavorativa già comporta assenze da casa
frequenti o protratte nel tempo. Infine il costante
rapporto con l’aspirante e la comunità parrocchiale di appartenza è la condizione necessaria
del dialogo che deve continuare lungo tutto il
cammino di formazione.
L’INIzIATIVA
lAscUolAteoloGicA.Per unafedeadultaeconsapevole
D
al prossimo ottobre riprenderà,
dopo alcuni anni, la Scuola teologica
diocesana che vuole essere al servizio della vita ecclesiale, avendo come fine la
promozione di una fede più adulta e consapevole, culturalmente attrezzata per affrontare le sfide del mondo di oggi. Essa si
prefigge, altresì, di offrire una adeguata preparazione teologica e spirituale a coloro che
sono già operatori pastorali o che deside-
rano diventarlo. La Scuola teologica diocesana non prepara all’insegnamento della religione cattolica nella scuola e non rilascia
titoli accademici. Per frequentare le lezioni
occorre iscriversi presso la segreteria
([email protected];
340.3650545) entro il 15 settembre di ogni
anno, versando la quota stabilita (25 euro
l’anno). Per l’iscrizione non è richiesto alcun
titolo di studio. I corsi hanno durata seme-
strale (ottobre-gennaio; febbraio-maggio).
Le lezioni si svolgeranno nei locali del Seminario vescovile il lunedì dalle ore 18,30
alle ore 20,30. I corsi di questo primo anno
saranno sui temi: la vocazione cristiana e le
diverse vocazioni ministeriali e carismatiche; il battesimo nelle Chiese e Confessioni
cristiane; etica della famiglia, soggetto pastorale; il ministero del Vescovo nella Chiesa
locale.
RACCOLTA OBOLO DI SAN PIETRO - 2013
MARSALA
Chiesa madre
Madonna della Sapienza
Maria Ss. Ausiliatrice
Maria Ss. Bambina (Terrenove)
Maria Ss. del Rosario (Spagnola)
Maria Ss. della Cava (Ciavolo)
Maria Ss. delle Grazie al Puleo
Maria Ss. Immacolata (Birgi)
Maria Ss. Madre della Chiesa
San Francesco da Paola (S.P. Perriere)
San Francesco da Paola (rettoria)
San Leonardo (Ragattisi)
San Matteo
Santuario Madonna della Cava
€ 200,00
€ 100,00
€ 170,00
€ 305,00
€ 150,00
€ 30,00
€ 150,00
€ 55,00
€ 50,00
€ 30,00
€ 15,00
€ 35,50
€ 50,00
€ 50,00
Santuario Nostra Signora di Fatima (Birgi)
Ss. Filippo e Giacomo (Bufalata), Trinità
€ 250,00
€ 50,00
MAZARA DEL VALLO
Basilica Cattedrale Ss. Salvatore
Cristo Re
Maria Ss. del Paradiso
Sacro Cuore di Gesù (rettoria)
Sacro Cuore in Santa Maria di Gesù
San Pietro
Santa Gemma Galgani
Santa Rosalia Vergine
€ 400,00
€ 120,00
€ 130,00
€ 150,00
€ 50,00
€ 110,00
€ 100,00
€ 67,00
PARTANNA
Trasfigurazione di N.S.G.C. (Matrice)
€ 440,00
SALEMI
Maria Ss. della Confusione
San Francesco da Paola
San Nicolò di Bari
€ 370,00
€ 105,00
€ 150,00
SANTA NINFA
Chiesa madre
€ 100,00
CAMPOBELLO DI MAZARA
Madonna di Fatima
€ 115,00
TOTALE OFFERTE
€ 4.097,50
4
ooo Fly for peace/l’analisi
n. 15/27luglio2014
i diAloGhi.«Il conflitto è istinto, la pace è scelta»
Lucaparmitanoeilsognodiunaterrasenzaconfini
l’AstronAUtA
catanese illustra
la sua ideadi
pace a erice
per “Fly for peace”
di max Firreri
nostro inviato
a Erice
«I
l conflitto è
istinto, la
pace
è
scelta. L’evoluzione
dell’uomo, da animale a essere cosciente, dal pensiero
diffuso al pensiero
critico, ci porterà in
futuro a un nuovo
tipo di uomo, più
evoluto e questo
uomo farà la scelta
di vivere in pace, abbandonando l’istinto
di
separazione.
Quando saremo in
grado di compiere
questo passo evolutivo, saremo in
grado di vivere in pace». L’astronauta catanese Luca
Parmitano (nella foto con fra Antonio Tofanelli nella
piazza antistante l’ex chiesa di San Domenico a Erice)
interviene ai “Dialoghi di pace” - una delle tappe di
“Fly for peace”, la tre giorni organizzata fra Erice e
Trapani, anche con la collaborazione della Diocesi di
Mazara del Vallo e del Cemsi - e parla di pace a una
platea che l’ascolta in rigoroso silenzio mentre sullo
schermo fa scorrere alcune foto da lui scattate dallo
spazio. Parmitano è
direttaarrivato
mente da Houston al
Centro “Ettore Majorana” di Erice, accompagnato dalla
moglie, presenti in
sala anche i genitori
venuti apposta da
Catania. «La scienza
e la tecnologia sono
una componente
fondamentale dell’uomo. Conoscenza
e coscienza hanno la
stessa radice. La
scienza è lo strumento che ci porterà
a compiere questo
passo». Poi il legame
con la “sua” terra: «Ricordo l’immagine della Sicilia
vista per la prima volta: era un tramonto e l’isola era
illuminata dal sole; in Sicilia c’erano tutti i miei cari.
Ecco, questa immagine di amore assoluto rimarrà
sempre con me». Infine il messaggio di speranza:
«Bisogna fare un cammino insieme e l’evoluzione del
pensiero ci aiuterà in questo. Sogno una Terra senza
confini, così come io l’ho vista dallo spazio, sia all’alba che al tramonto».
IL MESSAGGIO
ilpApA.«Ipopolidelmediterraneosianosperanzosi»
lA sAntA messA
trasmessa in diretta
da trapani su Raiuno
«A
uspico che “Fly for peace”
contribuisca a favorire la
presa di coscienza degli universali valori della pace e della solidarietà. Auguro vivi auspici per un
rinnovato impegno nella costruzione di
una convivenza più giusta e fraterna,
privilegiando il dialogo come forma di
incontro per fuggire dalla globalizzazione dell’indifferenza, che fa lentamente
abituare
alla
sofferenza
dell’altro». Sono le parole di Papa Francesco nel messaggio fatto giungere dal
Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin al Vescovo di Trapani, monsignor
Pietro Maria Fragnelli (al centro nella
foto, con monsignor Mogavero e fra Tofa-
nelli), letto durante la celebrazione eucaristica in piazza Vittorio Emanuele a
Trapani. Ancora il Papa: «Affido i voti e
le attese alla materna intercessione di
Maria, Madre del Principe della pace,
perché le popolazioni di Sicilia e del Mediterraneo siano colme di prosperità e
di speranza». La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal Vescovo di
Trapani, concelebrata dal Vescovo di
Mazara del Vallo e da alcuni sacerdoti e
trasmessa in diretta su Raiuno. «Oggi
più che mai i popoli e le nazioni che vi-
vono sulle rive di questo mare prendono
coscienza di avere una comune vocazione e missione permanente: vivere e
condividere quel messaggio di verità, di
rispetto e di carità, che ha ricevuto e che
si rivela valido sempre», ha detto tra
l’altro il Vescovo Fragnelli nella sua
omelia. Egli ha, altresì, ribadito come
«in un momento di grave crisi internazionale, in cui emergono le contraddizioni più gravi e le paure più nascoste
della nostra storia, avvertiamo il bisogno di pregare di più e insieme». (mf )
5
ooo Fly for peace/l’incontro
n. 15/27luglio2014
l’Appello.«Cessate il fuoco»
La voce di Al-Ajrami e rutland
U
n palestilconFlitto
nese
israelo-palestinese e un israevisto dai due
liano, seduti
relatori seduti
fianco
a
fianco nelle
accanto a Erice
sessioni dei
“Dialoghi” e
durante i pasti. Ashraf Al-Ajrami e Benjamin Rutland (nella foto di Stanislao Savalli) - relatori nel
panel dedicato al tema “Il dono della pace” hanno scelto di sedersi accanto, dando un messaggio chiaro di pace possibile, nonostante le dif-
i
ferenze culturali e di religione dei loro paesi d’origine dove si combatte una guerra senza fine. «La
prima cosa da fare è cessare il fuoco per iniziare i
negoziati e raggiungere un accordo tra israeliani
e palestinesi – ha detto Ashraf – ma purtroppo
continuiamo a sentire che è iniziata la guerra su
terra e la situazione è particolarmente grave, con
continui lanci di missili. È una situazione assurda
quella con la quale ci confrontiamo e qui i “Dialoghi” ad Erice sono un’iniziativa di incontro che
deve servire da esempio per tutti i popoli in conflitto». «Da qui vogliamo inviare un messaggio di
pace perché è possibile stare assieme» ha detto
Benjamin. «Siamo ottimisti, l’esigenza di pace è
fondamentale per i nostri popoli, dobbiamo continuare a nutrire la speranza di convivere assieme
- ha detto Ashraf. La comunità internazionale ci
aiuti in questo percorso di convivenza e di pace
nei nostri paesi». L’appello per la pace è stato fatto
anche dall’intellettuale siriano Shady Hamadi:
«L’unica via, oggi, per uscire dalla spirale di violenza in Siria e per rendere i siriani protagonisti
del loro futuro è sostenerli» ha detto Hamadi,
padre sunnita e mamma cattolica. «Noi abbiamo
il dovere morale e storico di comprendere questi
giovani, di stargli accanto, visto che il mondo pare
disposto ad accettare il loro massacro. I siriani
non devono essere votati alla morte. Dobbiamo
fare di tutto per cancellare quell'idea che disegna
la Siria come la terra del caos: un paese dove si
dice tutto e il contrario di tutto. Se noi manterremo questa opinione, scegliendo la neutralità, allora avalleremo il massacro e noi siriani, saremo
condannati a pagare un prezzo altissimo». (mf)
L’ACCOGLIENzA
erice e trApAni. Nelle due città relatori e ospiti
visite
anche alla
torretta pepoli
riaperta al pubblico
P
er tre giorni il borgo medievale di Erice e la città di Trapani hanno ospitato relatori e ospiti di “Fly for
peace”. Oltre al maggiore Parmitano nei quattro
panelhanno relazionato padre Rosario Pistone,
l’imam Yahya Pallavicini, Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr, il sindaco di Assisi Claudio Ricci,
la giornalista Paola Caridi. Ospite dell’Air Show è
stato anche il capo di Stato maggiore dell’Aeronautica militare, il generale Pasquale Preziosa. A
Erice è intervenuto anche il prefetto di Trapani
LeopoldoFalco.Centocinquantasonostatigliaccreditati ai “Dialoghi”, mentre hanno assistito all’Air Show più di 50 mila persone.
Nelle foto (in senso orario): padre Rosario
Pistone, monsignor Pietro Maria Fragnelli
e Yahya Pallavicini; Paola Caridi e Claudio
Ricci; il generale Pasquale Preziosa;
Ashraf Al-Ajrami, Benjamin Rutland, il Vescovo Fragnelli e Shady Hamadi; il prefetto Leopoldo Falco con
Carlotta Sami.
6
ooo la testimonianza
n. 15/27luglio2014
COSA C’È
marsala, ammessi cinque
nuovi confratelli
C
ilrAcconto.Mario pellegrinoe
i “primi voti” nei comboniani
D
a qualche setlGiovAne
timana
di marsala
ho fatto la mia
parte per la sua prima profesprimamissione sione religiosa
nella famiglia
dei Missiodi mario
nari ComPellegrino
boniani.
Sento sinceramente il desiderio di ringraziare il Signore per
tutto quello che mi ha dato nella mia vita;
capisco sempre di più che non ho fatto
proprio niente per meritare tutto quello
che ho, che tutto mi è stato donato da
questo papà buono e da tutte le persone
che mi hanno amato ed accompagnato.
Nella mia vita ho avuto il dono di essere
stato incontrato da un Dio che ama con
tanta tenerezza, da un Padre profondamente appassionato per l’umanità. Qualche hanno fa sono stato in Etiopia per
vivere una piccola esperienza missionaria e l’incontro con i poveri ha toccato e
trasformato profondamente la mia vita;
mi sono reso conto che i poveri sono il
dono grande che Dio mi voleva fare per
incontrarlo, per toccarlo, per abbrac-
i
ciarlo. Davvero i poveri ci evangelizzano,
davvero ci insegnano Dio; Lui è il Dio
degli ultimi, dei più abbandonati, un Dio
povero che si identifica con i poveri, che
cammina con loro e che lotta affinché
questi abbiano vita. Come ci dice il nostro
fratello Papa Francesco, esiste un legame
indissolubile tra la nostra fede e i poveri,
mai dobbiamo lasciarli da soli! Sento il
desiderio di offrire la mia piccolezza e la
mia impotenza, semplicemente quello
che sono, per essere un piccolo strumento nelle mani amiche di Dio per la costruzione del suo Regno di vita piena.
Ringrazio di cuore la Chiesa di Mazara del
Vallo e, in particolare, la parrocchia della
chiesa madre di Marsala perché mi hanno
amato ed aiutato a crescere. Adesso
chiedo di continuare ad accompagnarmi
e a pregare per me! Ho ricevuto la mia
prima destinazione che sarà il Sud Africa
che raggiungerò tra qualche settimana.
Per questo, continuiamo a camminare insieme seguendo Gesù di Nazaret che
sogna soltanto la nostra vera felicità!
Mario Pellegrino, 27 anni, di Marsala, ha
già iniziato la sua prima esperienza di vita
missionaria.
inque nuovi confratelli sono stati ammessi nella
Confraternita del Santissimo Sacramento di
Marsala. Alla presenza del delegato diocesano delle
Confraternite, don Mariano Narciso, e dell’assistente spirituale, don Giuseppe Ponte, hanno fatto il
loro ingresso, al termine del regolare percorso di
aspirantato: Giulia zizzo, Anna Clara Casciolo, Antonino Coppola, Sebastiano Foderà e Domenico Giacalone (nella foto con don Mariano Narciso e don
Giuseppe Ponte). Durante la cerimonia i confrati e le
consorelle, hanno rinnovato con i nuovi l’impegno a
vivere secondo la spiritualità della Confraternita del
Santissimo Sacramento.
mazara del vallo, appuntamenti
nella chiesa di san vito a mare
A
nche quest’anno presso la chiesa di San Vito a
mare a Mazara del Vallo un calendario intenso
di iniziative e appuntamenti nel mese di agosto.
L’estate, oltre ad essere un tempo di riposo, svago,
incontro amicale, può essere sicuramente anche un
tempo di riflessione e preghiera, da vivere in maniera proficua. Per questo la chiesa rimarrà aperta
tutte le sere, dalle 21 alle 22,30. Martedì celebrazione della messa; mercoledì Lectio divina; giovedì
adorazione eucaristica. Durante l’estate vi saranno
anche tre esperienze di adorazione eucaristica continua (dalle 8 di sabato alle 8 di domenica) con tre
intenzioni: per la pace del mondo, per le vocazioni,
per la città di Mazara del Vallo. Lo scorso anno, nei
due mesi estivi, si è registrata la presenza di circa
10 mila persone. (cecilia giacalone)
DAL SITO wEB
le Foto. il Cre-Grest a marsala
I
l racconto dell’esperienza del Cre-Grest nella
parrocchia Maria Ss. delle Grazie al Puleo di
Marsala è pubblicato sul sito diocesano a firma
di Alessandro Palermo. I 120 ragazzi che hanno
preso parte al Cre-Grest hanno ricevuto anche
la visita del Vescovo. All’interno del servizio si
possono vedere pure le foto.
i servizi possono essere scAricAti dAl sito
www.diocesimAzArA.it inserendo i nomi nel cAmpo cercA.
condividere
Quindicinale d’informazione della Diocesi di Mazara del Vallo
Registrazione Tribunale di Marsala n. 140/7 -2003
editore: Associazione culturale “Orizzonti Mediterranei”, piazza della Repubblica, 6 - 91026 Mazara del Vallo (TP). redAzione: telefono
0923902737, [email protected] direttore editoriAle: monsignor Domenico Mogavero. direttore responsAbile:
don Francesco Fiorino. coordinAtore di redAzione: Max Firreri. hAnno collAborAto: Cecilia Giacalone, Erina Ferlito, Mario Pellegrino, Dora Polizzi. impAGinAzione, GrAFicA e stAmpA: Grafiche Napoli - Campobello di Mazara. Questo numero è stato chiuso in redazione il 23 luglio 2014. È vietata la riproduzione integrale o parziale di testi e foto pubblicati su questo giornale.
7
ooo Attualità
n. 15/27luglio2014
il FAtto. Tre spiagge su cinque sono inquinate
lA cAmpAGnA
di legambiente
“Goletta Verde” ha
monitorato le
nostre coste
T
re siti su cinque monitorati in provincia di Trapani sono stati bocciati nell’ambito della campagna annuale di Legambiente “Goletta Verde”.
Risultano inquinati il tratto di mare di Marinella di
Selinunte (nei pressi del depuratore comunale e della
foce del fiume Modione) e il Rio Forgia a Valderice; i
prelievi effettuati a Mazara del Vallo (sul lungomare
San Vito) e a Trapani hanno, invece, evidenziato che
i valori sono entro i limiti. Tra i fattori inquinanti,
troppo spesso sottovalutati, c’è anche il non corretto
smaltimento degli olii esausti. Proprio per questo
anche quest’anno il Consorzio obbligatorio degli oli
usati, che da 30 anni si occupa della raccolta e del riciclo dell’olio lubrificante utilizzato su tutto il territorio nazionale, è stato main partner della storica
campagna estiva di Legambiente. L’imbarcazione ha
navigato lungo le coste dello Stivale per effettuare i
prelievi.
riemerso dal mare un reperto della città antica
SELINUNTE
POLIzIA
cambio al vertice, Agricola
nuovo questore di trapani
M
aurizio Agricola, finora vicario a Palermo, è stato nominato nuovo questore di Trapani. Agricola prende
il posto di Carmine Esposito, trasferito a Brescia, dove guiderà la locale questura. Nel capoluogo siciliano da Trapani
è stato, invece, trasferito il vicario Giuseppe Bellassai. Al
suo posto arriverà Gaetano Cravana, attuale dirigente della
Sezione Anticrimine della Questura di Ragusa. Esposito,
nel 2009, ha ricoperto anche l’incarico di capo dell’Ufficio
di staff del vicedirettore generale della Pubblica sicurezza.
CAMPOBELLO DI MAzARA
Forum politico promosso
dal pd per le amministrative
U
I
pubblicità
l maltempo, che lo scorso inverno ha eroso la costa a
Marinella di Selinunte, ha fatto riemergere un importante elemento architettonico dell’antica città. Si tratterebbe di un pezzo di architrave (nella foto) che molto
probabilmente è precipitato dalle mura che circonda-
vano Selinunte. Trovato sulla battigia, sotto la costa dell’Acropoli, il reperto è stato recuperato dalla troupe del
Campus archeologico museale di Triscina che lo ha portato in esposizione presso i locali del Baglio Florio all’interno del Parco archeologico di Selinunte.
n forum di confronto sulle tematiche d’interesse
per il paese e aperto al pubblico si è svolto qualche giorno fa presso un locale pubblico di Tre Fontane,
a Campobello di Mazara. A promuoverlo è stato il Partito Democratico che ha invitato, altresì, tutte le forze
politiche che scenderanno in campo alle prossime amministrative in paese. Gli interventi si sono confrontati
per costruire un percorso unitario di cambiamento e
di condivisione politica.
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n. 15/27luglio2014
Grani di vangelo
di erina Ferlito
L
o straziante dolore,
che segna gli ultimi
testi del IV Vangelo,
cede il posto, nell’ultima
pagina, alla pienezza
della gioia: Cristo è risorto! Ecco la vita nuova
che rende indelebile
l’amore e salda nell’animo la speranza. Il racconto si dipana in un succedersi di eventi, narrati in piccole scene cariche di forti significati.
«Il primo giorno della settimana, Maria di
Magdala si recò al sepolcro di mattino, quando
era ancora buio, e vide che la pietra era stata
tolta» (Gv 20,1). Risuona l’eco del primo testo
di creazione (cfr Gen 1,3-5). Ѐ la Parola di Dio
a generare il mondo ed è il Verbo, la Parola che
si fa carne, a rigenerarlo, in un’esplosione di
vita percepibile solo nella fede. La donna nulla
vede se non un’assenza: non più la pietra, non
più il corpo del Signore. La Risurrezione non ha
spettatori, suo unico segno è una tomba vuota.
Su questo, e non su miracolismi eclatanti, si
gioca la fede! Maria corre ad avvertire gli altri:
«Hanno portato via il Signore dal sepolcro e
ooo Le rubriche
non sappiamo dove l’hanno posto!» (Gv 20,2b).
Stupore, sofferenza, scoraggiamento, che non
può essere consumato nella solitudine, ma ha
bisogno di essere condiviso nella comunità ecclesiale. Attori della seconda scena sono due discepoli: Pietro e un altro, «quello che Gesù
amava» (Gv 20,2a). Una certa tradizione si
ostina a identificare costui con l’evangelista
Giovanni; ma il testo non svela il suo nome, perché ciò che ne connota l’identità è la sua relazione con il Signore: è l’amico, l’uomo della
tenerezza, colui che durante la cena dell’ultima
Pasqua sta accanto, anzi “in grembo” a Gesù
(cfr Gv 13,23): è il paradigma di chiunque si
faccia discepolo del Cristo. Alle parole della
Maddalena i due escono per recarsi alla tomba:
«Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per
primo al sepolcro» (Gv 20,4). Corrono, e quella
sollecitudine è gesto d’amore. Delicata la scena
successiva: il discepolo amato non entra da solo
nel sepolcro ma attende Pietro, anzi lo fa entrare per primo. Il vero amore non conosce rivalità, non avanza pretese, non reclama
primati, ma consegna all’altro gioie e patimenti in un abbraccio fraterno. Drammatica la
scena che segue. Maria rimane fuori dal sepolcro e piange. Sconfinato e silenzioso il dolore di
questa donna, a torto calunniata da una di-
storta esegesi che l’ha identificata con la peccatrice di cui parla il terzo Vangelo (cfr Lc 7,3650), o da chi, sfrontatamente, ha travisato il
rapporto che la lega al suo Signore. Ѐ un dolore
così acuto che non può essere celato neppure
agli sconosciuti (cfr Gv 20,13). Poi si volta. Gesù
sta davanti a lei, “in piedi”: risorto, come la locuzione significa nel linguaggio giovanneo. Ѐ il
Signore e non lo riconosce; pena e affanno la
rendono cieca di fronte a colui che le sta dinanzi. Quante volte la sofferenza oscura i nostri
occhi! Quante volte le tragedie della storia pongono su di essi il velo fitto dello scoramento, non
permettendoci di ”vedere” il Signore! «Maria!»
«Rabbunì», Maestro mio! Lo riconosce al sussurro del suo nome, un sussurro che assomiglia
a dita che sfiorano delicatamente le sue gote
umide di lacrime. Parole essenziali, che narrano la lunga storia di una vita nuova donata
e accolta. «Non mi trattenere […] ma va’» (Gv
20,17). L’esperienza della conversione non costituisce un evento privato, che si seppellisce
nella propria interiorità. Non va taciuta, anzi
genera l’annuncio e la testimonianza. Maria ha
capito: la discepola diviene apostola e proclama, con le parole e con la vita, la risurrezione del Cristo Signore.
Agenda
le parole dell’islam
briele è “lo Spirito fedele” che si trova alla
testa
degli altri angeli e reca alle creature
di Dora Polizzi
il loro destino. Egli annuncia a MuhamAbriele
mad la parola divina destinata al popolo
abriele in arabo Jibrīl, Jabrīl o arabo e lo consiglia e lo guida nei molti
Jabrā, è uno degli angeli “vicini” a momenti critici che attraverserà. GaDio. La radice stessa del suo briele guida Muhammad anche durante
nome «jbr» indica la potenza. Egli è il l’episodio dell’ascensione celeste (mi’messaggero incaricato di spiegare il si- rāj); è il maestro designato per insegnargnificato della Rivelazione al Profeta. Ga- gli i principi e le leggi dell’Islam.
G
G
oltre le sbArre
Consulta il calendario su www.diocesimazara.it
25-26 luglio/ Festival del canto vocazionale
V
enerdì 25 e sabato 26, dalle ore 21, presso l’atrio
del Seminario vescovile di Mazara del Vallo, prima
edizione del Festival del canto vocazionale “Eccomi
con gioia”. Partecipano le corali: “Amodonostro Gospel
Choir” di Bedizzole, “Armonia Cristiana” di Palermo,
“Mater Misericordiae” di Carini, “Santa Maria di Gesù”
di Mazara del Vallo, “Santa Rosalia” di Mazara del
Vallo, “Coro diocesano” di Mazara del Vallo. E i solisti:
Anselmo Marascia di Mazara del Vallo, Vito Curatolo di
Castellammare del Golfo, Antonella Marino e Giovanni
Raineri di Marsala, Anita Alluigi e Mimmo Nicastro di
Santa Ninfa.
25 luglio/ Incontro sul bene comune
S
i terrà venerdì 25 luglio, alle ore 21, presso il piazzale antistante la chiesa di San Vito a mare a Mazara del Vallo,
l’incontro-dibattito sul tema “Quale Welfareper il bene comune”, con l’onorevole Luigi Bobba, sottosegretario di Stato
del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, e Giuseppe
Bruno, assessore regionale alla famiglia, alle politiche sociali
e al lavoro in Sicilia. L’incontro si svolgerà a conclusione del
corso di formazione socio-politica promosso dall’Ufficio
diocesano per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la
pace e la salvaguardia del Creato.
5 agosto/ Quadro dei protettori mazaresi
A
iuti pasticceri crescono anche dietro le sbarre. Nel carcere di Trapani si è concluso il corso organizzato dall’ente di formazione Isstref e rivolto a detenuti ristretti
presso la sezione Tirreno. Gli allievi del professor Fabio
Bongiovanni, che hanno portato a termine il corso sono:
Castellese Francesco, Draghici Claudiu, Zaharia Costica,
Fasulo Jean Charles, Lamamri El Moktar. L’attestato rilasciato potrà dare la possibilità ai detenuti, come già avve-
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nuto in passato, di lavorare presso attività artigianali di
pasticceria. A conclusione del corso i detenuti hanno preparato alcune torte e semifreddi che sono stati distribuiti a
tutti gli altri detenuti ristretti nel reparto. (Nella foto:
Francesco Castellese, Jean Charles Fasulo, Claudiu Draghici, Costica Zaharia, Lamamri El Moktar, il comandante
Giuseppe Romano, Fabio Bongiovanni, lo chef Michele De
Vita e l’educatore Antonio Vanella).
iovedì 7 agosto, alle ore 21, presso la chiesa di San Vito
a mare a Mazara del Vallo, presentazione e benedizione del quadro “I protettori mazaresi: San Vito, la Madonna del Paradiso, Santa Rosalia”. Il dipinto è opera del
maestro Gregory Burney.
20-24 agosto/ Il Festino di San Vito
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a mercoledì 20 a domenica 24 agosto, si svolgerà il Festino di San Vito, patrono della città di Mazara del Vallo.
I dettagli del programma sul sito www.diocesimazara.it.