Papa: “Fu genocidio”

Premio Nacional de Periodismo
1950
1950
2015
Anni di Storia...
Fondatore Gaetano Bafile
Anno 66 - N° 65
2015
Anni di Storia...
Direttore Mauro Bafile
Deposito legale: 76/0788
Caracas, martedì 14 aprile 2015
La Voce d’Italia
www.voce.com.ve
@voceditalia
Va bene così...
Il ministro degli Esteri Gentiloni: “La durezza dei toni usati dalla Turchia non mi pare giustificata”
Papa: “Fu genocidio”
Ankara contro Francesco
Il Santo Padre domenica aveva accusato la Turchia di genocidio contro gli armeni. La Turchia
richiama l’ambasciatore in Vaticano: scoppia la prima crisi diplomatica del pontificato di Francesco
(Servizio a pagina 6)
IMMIGRAZIONE
Boom di partenze,
accoglienza al collasso
(Servizio a pagina 6)
ROMA - Il Papa usa la parola “genocidio” per
definire il massacro degli armeni di cento anni
fa compiuto dall’impero ottomano. Le sue parole, pronunciate nella solenne messa in San
Pietro per il centenario del “martirio” armeno,
irritano fortemente le autorità turche, che ad
Ankara convocano immediatamente il nunzio
apostolico per esprimere il loro “disappunto”.
Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha attaccato la posizione di Bergoglio perchè “il genocidio rientra in un preciso concetto
giuridico mentre per Ankara i massacri degli
armeni sotto l’Impero ottomano furono la
conseguenza di una situazione di conflitto in
cui morirono anche musulmani”. In una nota,
l’ambasciata turca presso la Santa Sede ha catalogato le parole di Francesco come “calunnia”.
Per il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, la
reazione di Ankara appare sproporzionata.
“La durezza dei toni usati dalla Turchia non
mi pare giustificata, tenendo conto che una
quindicina di anni fa Giovanni Paolo II aveva
espresso valutazioni analoghe”.
(Servizio a pagina 3)
ANALISI - VENEZUELA
La “Cumbre de las América”,
l’inizio di una svolta in America Latina?
(Servizio a pagina 2)
VENEZUELA
NELLO SPORT
Lagos, Frei e Piñera solidali
con López e Ledezma
BILANCI E RIFORME
CARACAS – Gli ex capi di Stato cileni Eduardo Frei, Ricardo
Lagos e Sebastian Piñera hanno espresso la propria solidarietà
al leader di Voluntad Popular, Leopoldo López, e all’ex Sindaco di Caracas, il connazionale Antonio Ledezma.
Lilian Tintori e Mitzy Capriles, mogli degli esponenti politici rinchiusi nel carcere di Ramo Verde, sono state ricevute da Ricardo Lagos
che ha sottolineato quanto sia necessario il dialogo in Venezuela.
Per Lagos la soluzione alla crisi venezuelana solo potrà essere
politica. E ha esortato il presidente Maduro a permettere la
visita della Croce Rossa ai politici in prigione.
- Anche Pinochet – ha detto l’ex capo di Stato – permise che i
prigionieri politici fossero visitati dalla Croce Rossa.
Ed intanto il presidente Maduro è tornato ieri in Venezuela
dopo aver partecipato alla “Cumbre di Panama”.
- Il capo dello Stato – ha affermato il presidente del Parlamento,
Diosdado Cabello – non è andato a Panama a difendere il “chavismo” ma a difendere tutti i venezuelani. Minacce di questo genere
– ha detto riferendosi alle sanzioni decise dagli Stati Uniti contro
alcuni funzionari del governo – sono estremamente gravi.
L’Unione Europea
promuove l’Italia
(Servizio a pagina 7)
STRAGE SFIORATA
Crollo in scuola elementare:
feriti due alunni e una maestra
(Servizio a pagina 7)
(Servizio a pagina 5)
Serie A,
la Lazio vola:
tutti pazzi per Pioli
Marco Rubio: “Hillary è il passato”
(Servizio a pagina 9)
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2
ANALISI
martedì 14 aprile 2015 |
Travolto dagli avvenimenti che hanno caratterizzato la “Cumbre”, il presidente Maduro ha interpretato suo malgrado un ruolo
marginale. Le sue proteste sono cadute nel vuoto, le sue rimostranze, gridate ai quattro venti, sono rimaste inascoltate
La “Cumbre de las América”,
l’inizio di una svolta in America Latina?
Mauro Bafile
Il momento appropriato;
quello giusto per scrivere
una pagina di storia. A Panama, nella “Cumbre de
las Américas”, il presidente nordamericano, Barak
Obama, e il leader cubano,
Raúl Castro, hanno dato
lezione di pragmatismo.
E dimostrato che si resta
nella storia quando si ha il
senso dell’opportunità, il
fiuto politico e, innanzitutto, il coraggio di cambiare.
Obama, nel suo discorso all’assise continentale,
ha sostenuto che bisogna
sapere archiviare i vecchi
schemi quando la realtà
dimostra che non hanno
funzionato. Ha invitato ad
abbandonare le ideologie,
in un mondo in costante evoluzione. E, quindi,
esortato a intraprendere
un nuovo viaggio alla ricerca di fonti alternative
di sviluppo energetico e
di una maggiore equità sociale. Insomma, l’appello
è a sconfiggere la povertà.
Ha anche ammesso che gli
Stati Uniti, in passato, hanno commesso errori ed ha
chiesto di voltare pagina.
Castro, dal canto suo, ha
difeso la “rivoluzione cubana” e ha colto l’occasione per togliersi qualche
sassolino, anzi macigno,
dalla scarpa. Nel suo di-
scorso ha rivendicato le
conquiste sociali del “socialismo”, ma l’ha fatto
senza evocare quel vocabolario “pseudo-rivoluzionario” ormai in disuso ma
ancora tanto caro ad alcuni capi di Stato dei nostri
giorni. Castro ha impiegato la stessa retorica con la
quale il fratello maggiore,
in passato, infiammava
gli animi dei giovani e alimentava l’illusione di una
società più giusta, più libera e meno povera. Come
Obama, si è detto disponibile a lasciarsi alle spalle
vecchie incomprensioni e
reciproche diffidenze per
avviare una nuova stagione nella relazione tra i due
Paesi.
L’incontro storico tra i
due leader e la simbolica
stretta di mano tra il primo presidente nero degli
Stati Uniti e l’ultimo dei
fratelli Castro che, se vero
quando pubblicato dalle
agenzie di stampa, “consegnerebbe il testimone”
nel 2018, rappresenta una
svolta storica nelle relazioni non solo tra i due Paesi
ma anche tra due emisferi dello stesso continente.
E il sorgere di una nuova
primavera; il ritorno degli
Stati Uniti nello scenario
latinoamericano. Ma non
più come potenza egemonica e imperialista. E’ un
ritorno che coincide con
le difficoltà economiche
di Russia e Cina che, fino a
ieri, rappresentavano una
minaccia per il primato
degli Stati Uniti in America Latina.
In questo contesto, il presidente Maduro, travolto
dagli avvenimenti che
hanno caratterizzato la
“Cumbre”, ha interpretato suo malgrado un ruolo
marginale. Le sue proteste
sono cadute nel vuoto, le
sue esigenze inascoltate e
trasformate in materiale
utile solo per i numerosi
mass-media dello Stato o
“filo-chavisti” al seguito
della comitiva presidenziale. Il consenso è venuto
dai soliti capi di Stato che
non hanno potuto farne a
meno per un’evidente ragione di opportunità economica.
Nell’incontro informale, al
quale il presidente Obama
non ha voluto sottrarsi,
sono stati ribaditi i concetti già espressi dai portavoci
del Dipartimento di Stato
e dalla Casa Bianca. Insomma, il Venezuela non
rappresenta una minaccia
per gli Stati Uniti che, comunque, sono preoccupati per la deriva autoritaria
del governo, le violenti repressioni, i politici in prigione e le costanti violazioni dei Diritti Umani.
Il presidente Maduro, assediato da una crisi economica sempre più acuta,
corre il rischio oggi di restare isolato nell’ambito
internazionale; rischio che
non ha mai rappresentato
un pericolo per l’estinto
presidente Chávez perché
nessuno, oltre frontiera,
ha mai messo in dubbio
il suo carisma. La svolta
diplomatica di Cuba, avvenuta a insaputa della
“Casa Amarilla” e del governo “chavista”, ha posto il presidente Maduro
nell’incomoda situazione
di difendere posizioni ideologiche alle quali il governo dell’isola caraibica,
molto pragmatico, non
crede più da anni. Ed oggi,
il timore di una débâcle
elettorale e lo spettro del
default condizionano le
sue decisioni.
La crisi economica ormai
si abbatte, come un uragano, su tutte le classi sociali
e il malcontento serpeggia
anche tra coloro che fino
a qualche mese fa difendevano le politiche del governo Maduro. E sono sempre
di piú quelli che pensano
che sia assolutamente vero
quanto afferma il premier
spagnolo Felipe Gonzàlez:
il Venezuela ha sperperato 800 miliardi di dollari
nel costruire l’illusione di
benessere; un’illusione attraverso la quale il governo ha potuto limitare le
libertà ed approvare quei
provvedimenti che oggi
soffocano tutti i venezuelani, senza eccezione.
La recente decisione di
ridurre ulteriormente la
quantità di valuta assegnata a chi si reca all’estero per ragioni di lavoro o
semplicemente in vacanza,
illustra meglio di ogni altra
cosa quanto acuta sia la crisi. Correggere gli squilibri
provocati dal controllo dei
cambi attraverso controlli
ancora più ferrei, ha solamente un effetto: minor
libertà per i venezuelani e
una evidente perdita della
qualità di vita.
Fermo restando che alcuni
ammortizzatori sociali erano indispensabili, e oggi
lo sono ancor di più, e che
alcuni controlli transitori, come anche quello dei
cambi, erano necessari, è
evidente che l’economica
venezuelana soffre oggi
le conseguenze di inutili
sperperi e di un’eccessiva
solidarietà continentale.
Un colpo di timone è ne-
cessario. E’ imposto dalla
realtà dei fatti. I controlli transitori – leggasi, dei
prezzi, dei cambi, della
produzione – prolungatisi
oltre il necessario, hanno
ottenuto l’effetto contrario. Ovvero, lungi dal correggere gli squilibri hanno
aggravato quelli esistenti e
ne hanno creati altri.
Il malcontento, che comincia a covare anche
negli strati più umili della
popolazione – tradizionalmente sacche elettorali del
chavismo -, rappresenta
un’arma a doppio taglio
per l’Opposizione. Questa,
mai come oggi, è stata ad
un passo dal trionfo elettorale. La conquista della
maggioranza in Parlamento è una grossa responsabilità. E l’opposizione dovrà
amministrarla con saggezza. In altre parole, dovrà
essere capace di archiviare
vecchi rancori e voglia di
rivincita, approvare nuove
leggi per riscattare l’economia del paese e correggere quelle che ne ostacolano la crescita equilibrata.
Tutto, senza sopprimere
quegli ammortizzatori sociali che rappresentano
per le classi meno abbienti
una conquista sociale e la
garanzia di una migliore
qualità di vita.
IL FATTO
www.voce.com.ve | martedì 14 aprile 2015
TURCHIA
La crisi con il Vaticano
complica le relazioni
con l’Unione Europea
ANKARA - Ad Ankara nessuno ieri ha cercato di arginare critiche e accuse a ruota
libera a Papa Francesco per le sue parole
sul “genocidio armeno”: la crisi con il Vaticano sembra capitare come il cacio sui
maccheroni nella campagna per le cruciali politiche di giugno del presidente islamico Recep Tayyip Erdogan. I sondaggi
danno il suo partito Akp in forte calo, con
parte degli elettori in fuga verso i curdi
del Hdp e soprattutto i nazionalisti del
Mhp. La crisi con il Papa, sul tema ultranazionalista della negazione del genocidio, può riportare indietro molti elettori
tentati dall’opposizione nazionalista. Così
in molti si sono scagliati contro il Papa.
Il premier Ahmet Davutoglu e il ministro
degli esteri Mevlut Cavusoglu hanno definito “inaccettabili” le sue parole, il Gran
Mufti Mehmet Gormez lo ha accusato di
essere influenzato da “lobby e ditte di relazioni pubbliche”. Il ministro per gli affari
europei Volkan Bekir è sceso sul personale,
sostenendo che Bergoglio ha parlato così
perchè argentino. Un paese, quello sudamericano, ha tenuto a precisare, “che ha
accolto i nazisti” e nel quale “la diaspora armena è dominante nel mondo della
stampa e degli affari”. La stampa governativa non ha avuto remore nell’attaccare
il leader spirituale mondiale dei cattolici,
definito da Takvim a tutta prima pagina
un “Papagan”, un “Pappagallo” che ripeterebbe supinamente le “bugie” armene.
E la Turchia non esclude, ha detto Cavusoglu, “nuove misure” contro il Vaticano
dopo il richiamo dell’ambasciatore presso
la Santa Sede Mehmet Pacaci.
Oltre all’impatto sulla campagna per le
politiche - vitali per Erdogan che spera
in caso di vittoria di imporre una superpresidenza cambiando la costituzione,
ma che in caso di sconfitta potrebbe portare al governo l’opposizione e riavviare
le inchieste sulla corruzione ai vertici del
regime islamico - la crisi con il Vaticano
potrebbe averne uno negativo per le relazioni tra Ankara e la Ue. Nell’ambito
dello status della Turchia di candidato
all’ingresso nella Ue, la “normalizzazione” dei rapporti tra Turchia e Armenia
è “particolarmente importante” ed è
“una questione che viene regolarmente
valutata” nei rapporti sull’avanzamento
della candidatura di Ankara, ha ricordato
ieri la portavoce dell’alto rappresentante
Ue, Federica Mogherini. Il leader della
Lega Matteo Salvini ha tuonato che “la
Turchia è indegna di entrare in Europa”
e ha chiesto la chiusura del negoziato per
l’adesione di Ankara. E forse per Ankara,
dietro alle scintille con il Vaticano, si nasconde un messaggio destinato ad altri.
Più esattamente a Barack Obama. Ankara
vuole evitare ad ogni costo un riconoscimento americano del genocidio, che
avrebbe effetti non solo politici ma anche
economici, in quanto potrebbe riaprire la
questione degli indennizzi miliardari per
gli espropri subiti dagli armeni. Il timore è che anche Obama in occasione del
centenario il 24 aprile dell’inizio dei massacri pronunci la parola maledetta, “genocidio”. L’analista Murat Yetkin ricorda
che per evitare crisi con Ankara Obama
finora ha usato il termine armeno “Meds
Yeghern” (“Grande Calamità”). Ma al termine dell’ultimo mandato, il presidente
Usa sembra voler fare i conti con la storia.
Ha avviato processi di normalizzazione
con Iran e Cuba. “Questo prevede anche,
si chiede Yetkin, chiamare Genocidio la
Calamità del 1915, incurante delle conseguenze politiche?”
3
Primo scontro
diplomatico
nella storia
del pontificato
di Francesco.
La Turchia infuriata
per le accuse
di genocidio
richiama in patria
l’ambasciatore
in Vaticano.
Gentiloni:
“Toni ingiusticati”
Dura reazione della Turchia:
“Parlare di genocidio è calunnia”
CITTÀ DEL VATICANO - È uno
scontro durissimo quello aperto
dalla Turchia di Erdogan dopo le
parole del Papa sul “genocidio”
armeno. Sull’uso di questo termine, strenuamente respinto da
Ankara, che parla in proposito di
“inaccettabile calunnia”, e pronunciato domenica da Bergoglio
mutuandolo dalla dichiarazione di
papa Wojtyla del 2001, si è innescata la prima grande crisi diplomatica del pontificato di Francesco. Cui si aggiungono anche le
critiche da parte del Gran Mufti
Mehmet Gormez, il presidente del
Diyanet, il Dipartimento degli Affari religiosi. Ma è un ampio fronte
politico, ora, a schierarsi col Pontefice, compresi rappresentanti
del governo italiano come il ministro Paolo Gentiloni, che respinge
i “toni ingiustificati” provenienti
dal Paese della Mezzaluna.
Il Ministero degli Esteri turco,
dopo aver convocato domenica
per protesta il nunzio apostolico mons. Antonio Lucibello e
richiamato in patria “per consultazioni” il proprio ambasciatore
in Vaticano Mehmet Paçaci, ha
reagito ieri con una pesantissima nota - diffusa anche in Italia
dall’Ambasciata presso la Santa
Sede - in cui sostiene apertamente che parlare di “genocidio” degli armeni rappresenta
“una calunnia”, contestando il
termine sia sul piano storico che
su quello giuridico. Secondo Ankara, infatti, “il genocidio è un
concetto giuridico” e “le rivendicazioni che non soddisfano i
requisiti di legge, anche se si cerca di spiegarle sulla base di una
diffusa convinzione, tendono a
rimanere calunnie”. Il Papa parla
cioè di “genocidio” a proposito
degli eventi del 1915 “nonostante l’assenza di una sentenza
dei tribunali internazionali competenti”. Inoltre, sempre per il
Ministero degli Esteri, durante la
messa per gli armeni celebrata
domenica dal Papa a San Pietro,
“la storia è stata strumentalizzata per fini politici”. “Mentre
si affaccia sulle grandi sofferenze e sulle pagine oscure in aree
geografiche remote lontane
Armeni, patriarca Bedros:
“Il Papa non è contro nessuno”
ROMA - “La strategia del governo turco per impedire che si parli
del genocidio armeno sta fallendo. Per questo c’è nervosismo e le
reazioni diplomatiche della Turchia sono così dure. Ma il Papa ha
parlato seguendo la sua coscienza e nessuno può pretendere di far
tacere la coscienza del Papa”. Così il Patriarca di Cilicia degli Armeni cattolici, Nerses Bedros XIX, commenta con l’Agenzia Fides
le dure prese di posizione espresse dal ministero degli Esteri turco per le parole sul Genocidio armeno pronunciate domenica da
Papa Francesco. Il Primate della Chiesa armena cattolica respinge
le letture che cercano di attribuire alle parole del Papa una connotazione ostile alla Turchia o al mondo musulmano: “È del tutto
evidente - nota il Patriarca Nerses Bedros - la natura strumentale di
tali elucubrazioni. Il Papa non è schierato ‘con’ gli armeni ‘contro’
i turchi. Lui non è contro nessuno. Nel suo viaggio, lo scorso novembre, aveva esaltato con parole piene di riconoscenza la missione di dialogo e riconciliazione che la Turchia è chiamata a svolgere
per il fatto stesso di essere una cerniera tra l’Europa e il Medio
Oriente. Basta guardare le espressioni usate dal Papa per vedere
che ha citato anche gli stermini provocati in Europa dal nazismo e
dallo stalinismo, e quelli più recenti consumatisi ancora in Europa,
in Africa e in Asia. Il suo sguardo abbraccia il mondo, lui esprime
il senso di umanità che tutti dovremmo condividere. La memoria
e la condanna degli orrori del passato può servire a impedire che
quelle cose riaccadano, come purtroppo sta succedendo anche
adesso in tante parti del mondo, a partire dal Medio Oriente”.
Proprio le parole sempre usate da Papa Francesco davanti alle sofferenze attuali delle popolazioni mediorientali rendono, secondo
Sua Beatitudine Nerses Bedros, del tutto infondato ogni tentativo
di attribuire alle parole del Papa valenze polemiche nei confronti
dell’Islam: “Papa Francesco - dichiara il Capo della Chiesa armena
cattolica - pensa a tutto il mondo ed esprime la retta coscienza
dell’umanità davanti alle tragedie dei conflitti e delle violenze. Lui
pensa a tutti gli oppressi, ai poveri e ai malati di qualsiasi nazione
e religione. Lui non ha mai separato le sofferenze dei cristiani dalle
sofferenze degli altri, come dimostrano tutti i suoi pronunciamenti
sui conflitti che stanno insanguinando il Medio Oriente”.
dall’Anatolia - viene contestato -,
e trascurando completamente la
crudeltà del colonialismo, riferirsi
solo ai nostri fratelli cristiani con
i quali abbiamo vissuto fianco a
fianco in Anatolia per secoli, e
che non hanno nulla a che fare
con gli eventi del 1915, è inaccettabile”. Insomma, Francesco,
dopo aver sempre sottolineato
la sua volontà “di promuovere
la creazione di pace e di amicizia
tra i diversi gruppi nel mondo”,
in questo caso “ha fatto una discriminazione tra le sofferenze
enfatizzando solo le sofferenze
dei cristiani e soprattutto degli
armeni”. “Con un punti di vista
selettivo - insiste Ankara -, ha
ignorato le tragedie che colpirono i turchi e i musulmani che
persero la vita nella prima guerra
mondiale”. Il governo turco contesta la distanza tra quanto detto
ora da Francesco e i suoi equidistanti auspici di “riconciliazione”
tra le parti mostrati durante il
viaggio in Turchia del novembre
scorso: il Papa quindi viene accusato di essere “sotto l’influenza della narrazione armena” e di
“dare credito alle interpretazioni
unilaterali di eventi storici” e addirittura “alla discriminazione re-
ligiosa”. Un componente del governo di Ankara, il ministro per
gli Affari europei Volkan Bozkir,
è andato anche oltre, affermando che il Papa ha parlato così
perché viene dall’Argentina, un
Paese “che ha accolto i nazisti”
e nel quale “la diaspora armena
è dominante nel mondo della
stampa e degli affari”.
Neanche il Gran Muftì Gormez,
la principale autorità religiosa islamica sunnita turca, che il
Papa ha incontrato il 28 novembre scorso alla Diyanet, si è sottratto alla polemica, criticando le
dichiarazioni “senza fondamento” del Papa, a suo parere ispirate da “lobby politiche e ditte di
relazioni pubbliche”. L’atteggiamento negazionista turco sullo
sterminio di un milione e mezzo
di armeni cento anni fa, riesploso
con l’esplicito riconoscimento del
“genocidio” da parte del Papa, si
pone anche come ostacolo all’ingresso nell’Ue, dato che in tema
di avanzamento nella candidatura - ha ribadito ieri la portavoce
dell’alto rappresentante Federica
Mogherini - la “normalizzazione
dei rapporti tra Turchia e Armenia
è “particolarmente importante”
ed è “un questione che viene regolarmente valutata”. Prudente,
sulla questione, il governo italiano, che a detta del sottosegretario alla Presidenza Sandro Gozi
“non deve utilizzare la parola genocidio”, non essendo “opportuno per un governo prendere posizioni ufficiali su questo tema”,
anche se, ha aggiunto, “per me
lo è stato”. Il ministro degli Esteri
Gentiloni, invece, se l’è presa con
“la durezza dei toni turchi” che
“non mi pare giustificata”, anche perché “15 anni fa Giovanni
Paolo II si era espresso in modo
analogo”. E il Vaticano? Per ora
la consegna è quella del silenzio.
Nessuna risposta ufficiale alle dichiarazioni turche. Non casuale,
però, quello che ha detto il Papa
nella messa a Santa Marta: la strada della Chiesa è la “franchezza”,
il “coraggio cristiano” di “dire le
cose con libertà”. “Noi non possiamo tacere quello che abbiamo
visto e ascoltato”, ha affermato.
FONDATO NEL 1950
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Más de 573.000
personas buscan
ingreso universitario
CARACASDesde
enero,
573.962 personas se han registrado en el Sistema Nacional de
Ingreso para solicitar su acceso
a la educación universitaria, informó el vicepresidente para la
Planificación y el Conocimiento,
Ricardo Menéndez.
En rueda de prensa ofrecida
ayer señaló que esa cifra “demuestra el éxito de la plataforma
tecnológica con la que contamos
para que los bachilleres hagan la
solicitud de su ingreso a la universidad”.
Menéndez indicó que de los
573.962 bachilleres, están validados los datos de 535.448, “y
han cerrado el ciclo desde el punto de vista de toda la información
que se requiere”.
El ministro sostuvo que hasta el
momento 405.667 han optado
por universidades públicas, que
corresponde a 86 % del total
registrado. “Hemos notado que
la mayoría de aspirantes proviene de colegios y liceos públicos”,
agregó.
Puntualizó que 1 % de los registrados hasta ahora posee
alguna discapacidad, mientras
que 3 % proviene de pueblos
indígenas.
Dijo que para proceder a la asignación de los cupos se esperará
a que concluya el proceso de
inscripción, cierre que se prevé
para este viernes 17 de abril.
El también ministro de Planificación añadió que de los 3.7
millones de computadoras Canaima asignadas a las escuelas
y liceos del país para facilitar
el aprendizaje de niños y adolescentes 1.162.601 se han entregado durante la gestión del
presidente Nicolás Maduro.
Prevén violencia opositora
para las parlamentarias
CARACAS- La violencia política regresará a las calles de Venezuela con
una nueva ofensiva opositora para
intentar “enturbiar” esta vez las elecciones parlamentarias de fin de año,
advirtió ayer el presidente del Parlamento, Diosdado Cabello.
La oposición reaccionará con violencia al triunfo que, predijo, será
a favor del Partido Socialista Unido
de Venezuela (Psuv) y sus aliados, lo
que eventualmente le permitirá al
oficialismo mantener la mayoría que
ostenta en la actualidad en la unicameral Asamblea Nacional (AN).
Los hechos violentos se repetirán,
“no tengamos duda de ello”, insistió
el presidente de la AN y vicepresidente del Psuv, el dirigente más importante del chavismo tras el presidente del país, Nicolás Maduro, en
una reunión en Caracas del Foro de
Sao Paulo.
“Es bueno que todos los movimientos
del mundo estén atentos a estas elecciones legislativas y nos ayuden, porque el cerco internacional es fuerte” y
lo lidera “un eje que va para España,
pasa por Miami (EEUU), luego Bogotá, y regresa a Venezuela con mucha
ECONOMÍA
Simadi subió y se ubicó
en Bs. 194,89 por dólar
CARACAS- La tasa del Sistema Marginal de Divisas (Simadi) cerró ayer en
194,8971 bolívares por dólar estadounidense, mostrando un aumento con respecto al precio pactado el día viernes, cuando se ubicó en 193,50 bolívares.
financiación, mucho dinero y cero escrúpulos”, remarcó Cabello.
Mientras el Psuv y sus aliados hacen “lo que corresponde para ganar
limpiamente” las elecciones aún sin
fecha concreta de celebración, la
oposición se prepara, insistió, para
“nuevos episodios de violencia” que
reanuden los registrados el año pasado.
Realizarán postulaciones
internas el 19-A
Este domingo 19 de abril se llevarán
a cabo las postulaciones de los candidatos a las elecciones internas del
Partido Socialista Unido de Venezue-
martedì 14 aprile 2015
EDUCACIÓN
El vicepresidente del Psuv
y Presidente de la Asamblea
Nacional, Diosdado Cabello,
advirtió que la violencia política
regresará a las calles
de Venezuela con una nueva
ofensiva opositora
para intentar “enturbiar”
esta vez las elecciones
parlamentarias de fin de año
Cultura
Anna Maria Tiziano
amrytiz@gmail.com
Redazione di New York
Mariza Bafile (Responsabile)
Flavia Romani
Pagina 4 |
A cargo de Berki Altuve
la, que participarán en las elecciones
parlamentarias 2015, en diciembre
“Cada Unidad de Batalla BolívarChávez postulará un hombre mayor
de 30 años y un joven menor de 30
años y hemos invitado a los partidos
aliados para que voten, abierto totalmente, para que vayan los mejores
candidatos”, explicó el vicepresidente del Partido Socialista Unido de Venezuela, Diosdado Cabello.
En otro orden de ideas, Diosdado
Cabello, aseguró que Estados Unidos
usó todas las herramientas que tuvo
a su alcance para “intentar aislar” a
Venezuela en la reciente Cumbre de
las Américas.
PRESIDENTA
Bachelet rechazó reunirse
con Tintori y Mitzy Capriles
SANTIAGO DE CHILE- Las esposas de los opositores del gobierno venezolano Leopoldo López y Antonio Ledezma, vieron frustrado su principal objetivo de la visita que realizan a la República
de Chile, al toparse con la contundente negativa de la presidenta Michelle Bachelet de reunirse con las venezolanas.
Ayer, el vocero del gobierno Álvaro Elizalde, descartó recibir
en el Palacio Presidencial a las venezolanas, al señalar que “Es
muy importante determinar el rol que le corresponde a los distintos
actores políticos y por cierto al Gobierno”.
Junto con ello, puntualizó que “el Gobierno de Chile forma parte
en las iniciativas que en el marco de la Unasur se han desarrollado
para fortalecer y mejorar el proceso de diálogo entre el gobierno y
la oposición venezolana”, puntualizó.
Luego de que el Gobierno descartara la posibilidad de recibir a
las esposas de López y Ledezma, los representantes de la ultraderecha chilena, diputados de la UDI, emplazaron al Gobierno
a reconsiderar dicha decisión. Y al mismo tiempo, se conoció
de manera extraoficial, que como asesores de la visita de las
venezolanas a Chile, les recomendaron suspender el debate público televisivo que Lilian Tintori y Mitzy Capriles sostendrían
por las pantallas de la Televisora Nacional, TVN con el senador
Alejandro Navarro.
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VENEZUELA
A cargo de Berki Altuve
BREVES
Maduro encabezó acto en Paseo Los Próceres
Tras llegar de la Cumbre de las Américas en Panamá, el presidente
Nicolás Maduro acudió ayer a Los Próceres para conmemorar el
Día de la Milicia Bolivariana.
La actividad, además, conmemoró los 13 años del golpe de Estado
de la derecha en contra del comandante Hugo Chávez, hecho que
sucedió en abril de 2002. En dicho acto participaron el poder popular y más de 21.000 milicianos distribuidos en batallones
El mandatario nacional llegó al sitio luego de realizar un recorrido
por la autopista Caracas – La Guaira, a bordo de un colectivo
Yutong, que inició en el Aeropuerto Internacional de Maiquetia y
finalizó en el referido lugar, tras llegar de Panamá, nación en la que
se llevó a cabo la IV Cumbre de las Américas.
UNT: Maduro aumentará gasolina,
tasas de interés y retomará el IDB
El presidente de Un Nuevo Tiempo, diputado Enrique Márquez
(Zulia) alertó ayer en rueda de prensa que el presidente Nicolás
Maduro está por anunciar un “paquetazo” que empobrecerá aún
más a los venezolanos y que incluye medidas como el aumento
del precio de la gasolina, de las tasas de interés bancarias y retomar el Impuesto al Débito Bancario (IDB). Afirmó que Nicolás
Maduro no alcanzó a ser “ni actor de reparto” en la Cumbre de
las Américas de donde no obtuvo ni siquiera la regularización de
las relaciones bilaterales con Estados Unidos, indicó.
Márquez criticó a Maduro porque su asistencia a la Cumbre
de las Américas implicó la erogación de una muy importante
cantidad de dinero público en dólares “y por otro lado se los quitó
a los venezolanos con las nuevas restricciones al acceso del cupo de
compras por internet y de viajes”, citó un boletín de prensa.
Foro de Sao Paulo expresó
solidaridad con Venezuela
La Secretaria Ejecutiva del Foro de Sao Paulo, Mónica Valente,
expresó la voluntad de los integrantes del Foro, de manifestar el
rechazo contra el Decreto de Estados Unidos contra Venezuela
“Este hecho constituye una grave agresión política, este decreto es
una amenaza contra todas las naciones Latinoamericanas y Caribeñas, un ataque a la soberanía de los pueblos y una violación de
los más elementales principios del derecho internacional”, expresó
Valente.
PJ: Gobierno recortó “cupo de dólares
sin corregir despilfarro y corrupción”
El secretario general de Primero Justicia, diputado Tomás Guanipa, señaló que la reducción del cupo de divisas para viajeros es
otra decisión que va en contra de los intereses de los venezolanos e implica un “secuestro” de la población dentro del territorio. Dijo que “los enchufados no usan el cupo de Cadivi” porque
tienen “dólares a manos llenas”.
Afirmó que el Gobierno le quitó los dólares al pueblo, sin tomar
ninguna medida contra las denuncia de corrupción y despilfarro
de sus propios funcionarios. “¿Ahora cómo hace un ciudadano que
dependa de un sueldo para comprar una medicina afuera, o para ir
a visitar a un familiar en el exterior? Es indignante ver como el Gobierno asfixia las posibilidades de la gente; mientras ellos disfrutan a
sus anchas de los privilegios del poder”.
Sobre la participación del presidente Nicolás Maduro en la Cumbre de las Américas realizada en Panamá, Guanipa lamentó que
no se haya usado para hablar de los problemas reales del país
ni buscar alianzas ante la crisis económica. “El show que estas
semanas utilizó Nicolás Maduro para desviar la atención de todos
los venezolanos se acabó, ahora esperamos que dedique algo de su
tiempo a dar soluciones y respuestas a la cotidianidad de quienes
vivimos aquí”, dijo Guanipa, citó un boletín de prensa.
Contraloría realiza auditorías
en alcaldía de San Cristóbal
SAN CRISTÓBAL- La alcaldesa del municipio San Cristóbal del
estado Táchira, Patricia Gutiérrez de Ceballos, calificó como una
medida sorpresiva la presencia de funcionarios regionales y nacionales de la Contraloría General de la República, quienes ayer
se instalaron en el ayuntamiento a efectuar auditorías.
La autoridad afirmó que, aunque es una acción rutinaria, no
recibió notificación alguna, además rechazó la presencia de al
menos 15 funcionarios del Servicio Bolivariano de Inteligencia
(Sebin) portando armas largas dentro de las instalaciones.
Pagina 5 | martedì, 14 aprile 2015
El expresidente chileno Ricardo Lagos comentó que el Gobierno venezolano debería
permitir que una delegación de la Cruz Roja Internacional visite a los políticos presos
Frei y Lagos se solidarizan
con Ledezma y López
SANTYIAGO DE CHILE - Los exmandatarios chilenos Ricardo
Lagos y Eduardo Frei, acompañados por la activista de los
derechos humanos y esposa
del opositor venezolano preso
Leopoldo López, Lilian Tintori
y la esposa del alcalde metropolitano también encarcelado
Antonio Ledezma, Mitzi de
Ledezma, ratificaron su apoyo
para impulsar la liberación de
ambos presos políticos y el respeto de los derechos humanos,
la democracia y la libertad de
los venezolanos.
“Como chileno, tengo un sentimiento de lealtad hacia Venezuela, porque fueron muchos los
chilenos que durante la dictadura estuvieron en ese país. Es por
eso que estamos dispuestos no
solo a colaborar, sino también
a hacer escuchar nuestra voz
en todo el mundo para alcan-
zar la libertad de nuestros pueblos”, expresó el exmandatario
Eduardo Frei.
Por su parte, el expresidente
chileno Ricardo Lagos afirmó:
“Nos solidarizamos con Venezuela, donde hay más de 80 presos políticos. Nosotros en Chile,
aprendimos a apreciar el respeto
por los derechos humanos, por
eso solicitamos que la Cruz Roja
sea avalada para visitar las cárceles y verificarlas condiciones de
estas víctimas”, resaltó.
“No sé si digo una impertinencia, pero Pinochet aceptó en su
momento que la Cruz Roja viniera a Chile’’, recordó Lagos.
Durante los primeros años del
régimen militar chileno de
1973-1990, el dictador, forzado por la presión internacional,
aceptó que delegaciones del
organismo humanitario visitara
a los presos políticos chilenos.
La jefa de operaciones de la
Cruz Roja en las Américas, Patricia Denzi, dijo recientemente
que la organización no tiene
acceso a las cárceles desde
2013, y que ``está haciendo
todo lo posible para recuperar el
acceso’’.
Lagos dijo que “obviamente
que los derechos humanos están siendo violados, de acuerdo
a lo que dice Naciones Unidas’’.
El ex mandatario felicitó a Tintori y Capriles “por lo que hacen, y espero que puedan obtener la solidaridad por la causa
por la cual luchan’’.
DEFINEN
Estrategias para la exportación
de 5 millones de toneladas de cacao
CARACAS- Ayer sostuvieron
una reunión representantes
de empresas productoras
de cacao y el Gobierno para
establecer los mecanismos
para la exportación de cinco
millones de toneladas del rubro, recogidas en los campos
venezolanos.
El encuentro tuvo lugar en el
Ministerio para Agricultura y
Tierras, en el centro de Caracas, y estuvo encabezado por
el titular de este despacho,
José Luis Berroterán, quien
precisó que 70% del producto ya está en los silos, listo
para ser distribuido.
“Aquí hemos definido todas las
estrategias para la adquisición
de las cinco millones de toneladas de cacao que tenemos en
los campos. Ya se ha adquirido 70% del cacao, y hemos
acordado con los exportadores
y el sector industrial toda la
adquisición de este producto”,
señaló.
Garantizó que el Gobierno
trabaja conjuntamente con el
sector privado en el impulso
de las exportaciones de cacao, mediante un plan que
tiene como objetivo el incremento sustancial de los niveles de producción.
“Vamos a impulsar la producción de cacao a nivel nacional.
Vamos a pasar esos 250 y 300
kilogramos por hectárea (actuales) en una forma sustancial, porque tenemos un plan
de recuperación de cacao”,
expresó Berroterán.
Igualmente, indicó que los
productores serán incorporados a la actividad exportadora, a través de la Corporación
de Cacao Socialista, para que
sean partícipes en el estable-
cimiento de precios de exportación, y evitar así los intermediarios que inciden en el
alza injustificada de los montos y, por ende, en la especulación dentro de la cadena de
comercialización.
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ITALIA
martedì 14 aprile 2015 |
IMMIGRAZIONE
Boom di partenze,
accoglienza al collasso
ROMA - Escono a decine dai porti libici, confidando nel mare calmo. Gommoni di fortuna carichi di
disperati. Prevalentemente di origine subsahariana. I più fortunati vengono salvati dalle navi italiane che battono il Canale di Sicilia: quasi settemila sono stati soccorsi negli ultimi quattro giorni.
Ma c’è chi in Italia arriva solo morto. Nove corpi
sono stati recuperati dalla Guardia Costiera a circa
80 miglia dalle coste della Libia, nell’area dove
si è capovolto un barcone; una decima vittima è
stata recuperata ieri su uno dei tanti gommoni
raggiunti dai mezzi di soccorso. Oltre 500, secondo stime Unhcr, le vittime dall’inizio dell’anno
nel Mediterraneo, trenta volte in più rispetto allo
stesso periodo del 2014. Il sistema di accoglienza
è al collasso ed il Viminale ha allertato tutti i prefetti: c’è bisogno di nuove strutture. E gli scenari
sono preoccupanti se si pensa all’arrivo della bella
stagione e ai numeri forniti da Frontex che oscillano tra 500mila e un milione di profughi pronti a
partire dal Paese nordafricano. Ennesima tragedia
del mare, dunque, in giornate eccezionalmente
calde sul fronte sbarchi. Sia domenica che ieri si
sono contati una trentina di interventi di soccorso
da parte dei mezzi italiani, nonchè di quelli Frontex impegnati nell’operazione Triton. I soccorritori segnalano lo stato disastroso dei mezzi usati per
tentare la traversata: gommoni e pezzi di legno
legati alla buona che si sfasciano appena affiancati dalle motovedette dei soccorritori. Galleggianti
più che imbarcazioni. Rispetto ai mesi scorsi si segnala il calo dei passeggeri siriani: in prevalenza
di gente in fuga dall’Africa subsahariana. In questi
primi tre mesi e mezzo del 2015 gli arrivi hanno
sfondato quota 16mila, numero che supera quello dello stesso periodo del 2014, anno record alla
fine del quale si sono contati ben 170mila sbarcati. Al Viminale è dunque forte la preoccupazione
sul fronte dell’accoglienza. Sono già oltre 80mila
le persone ospitate, di cui circa 14mila minori non
accompagnati. Ma servono altri alloggi e la risposta degli enti locali non è sempre pronta. Accade
così che le presenze siano concentrate per il 50%
nelle cinque regioni del Sud (con la Sicilia a sopportare il peso maggiore), disattendendo il piano messo a punto dal Viminale che prevede una
distribuzione in base agli abitanti della regione.
“Se tutti i Comuni collaborassero - ha detto pochi giorni fa Mario Morcone, capo Dipartimento
immigrazione del ministero dell’Interno in audizione al Comitato Schengen - si tratterebbe di destinare poche persone a ciascun Comune, con un
impatto sociale modesto”. Sempre in piedi l’idea
di adattare alcune caserme che la Difesa è pronta
a dismettere. La strada per frenare i flussi, come
ha ricordato il premier Matteo Renzi, passa attraverso la stabilizzazione della Libia. Della difficile
situazione del Paese il presidente del Consiglio
ha discusso ieri a Palazzo Chigi insieme ai ministri
Angelino Alfano, Paolo Gentiloni e Roberta Pinotti. In attesa di una tregua, la proposta messa sul
tavolo dall’Italia - ma di non semplice attuazione
- è quella di creare ‘safe harbours’, centri di raccolta profughi in Africa, nei Paesi di transito dei
flussi per lo screening degli aventi diritto all’asilo
ed un’equa distribuzione tra i 28 Stati Ue. L’Alto
rappresentante per la politica estera Ue, Federica
Mogherini, ha auspicato una “partnership reale,
non burocratica”, tra Ue e paesi africani. Intanto,
infuria la polemica politica. “Quanti morti ancora
- chiede il leader della Lega Nord, Matteo Salvini
- per colpa degli ipocriti? Non so come facciano
Renzi, Alfano e Boldrini a dormire sonni tranquilli
con la strage continua di migranti, non capiscono
che più ne partono e più ne muoiono?”. Per i deputati M5S “l’immobilismo del governo e dell’Ue
di fronte all’emergenza sbarchi nel Mediterraneo
li rende complici indiretti di quei trafficanti che
ogni giorno speculano sulla vita umana di migliaia di rifugiati, alimentando i cosiddetti viaggi della morte”. Maurizio Gasparri (Fi) parla di “numeri
da esodo” e accusa Alfano di essere “diventato il
facchino dei clandestini”.
Per l’Italicum
si apre una settimana
decisiva alla Camera,
con la riunione
del Gruppo del Pd
domani sera.
Si va verso la conta,
al momento non c’è
la maggioranza
assoluta in Parlamento
Italicum, Napolitano:
“La legge elettorale va bene così”
ROMA - Per l’Italicum si apre
una settimana decisiva alla
Camera, con la riunione del
Gruppo del Pd mercoledì
sera, convocata dopo che una
ottantina di deputati (su 310)
hanno chiesto di modificare
il testo della riforma. L’Italicum ha ottenuto una benedizione autorevole dall’ex
presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano, che ha
invitato a non “disfare quello
che è stato faticosamente costruito”. In realtà le perplessità non mancano nemmeno
tra gli studiosi. Il politologo
Michele Ainis, dalle pagine
del Corriere della Sera, ha criticato alcuni aspetti dell’Italicum, suggerendo alcune
modifiche (elevare la soglia
dal 3 al 5%); analisi che ha
ricevuto il plauso di Renato
Brunetta. Ma il punto è che
tali modifiche, o altri sistemi
suggeriti nei giorni scorsi da
altri editorialisti, non hanno
i voti nelle aule di Camera e
Senato. E proprio la praticabilità parlamentare è stata il
cuore delle parole di Napolitano, che ha ripreso il suo ultimo discorso da Capo dello
Stato il 17 dicembre scorso:
“Non si può tornare indietro
- ha detto - disfare quello che
è stato faticosamente costruito, elaborato, discusso in questi mesi. Guai se si piomba in
un ricominciamo da capo”.
Certo l’Italicum non è la
legge perfetta, e Napolitano
con rammarico ha detto che
è stato “un gravissimo errore
liquidare il Mattarellum” nel
2005.
Ma anche quella legge non
ha oggi i numeri in Parlamento. Sarà comunque decisivo, per l’approvazione
Tacconi passa al Pd,
nuova scossa per il M5s
ROMA - Usciti dal M5s, passati per il Misto e poi approdati ad un altro gruppo parlamentare. Sono ormai sempre più gli ex 5 Stelle che cambiano ‘casacca’ provocando una vera e propria indignazione da parte degli attivisti
del Movimento. Ieri è stata la volta di Alessio Tacconi,
unico ‘grillino’ eletto in una circoscrizione estera, ingegnere veronese ma residente in Svizzera. Ha deciso di
passare con il gruppo del Pd, seguendo le orme dell’ex
collega Tommaso Currò. Il M5S, ha detto in conferenza
annunciando la sua decisione, “si è rilevato una gigantesca farsa, le promesse fatte in campagne elettorale erano
parole al vento, slogan su cui lucrare sulle difficoltà dei
cittadini per puro calcolo elettorale. I miei colleghi sono
capaci di soffiare sul fuoco del conflitto sociale ma non di
prendersi responsabilità”. Di Tacconi si era sentito subito
parlare, dopo l’ingresso dei 5 stelle in Parlamento, non
appena aperta la questione della restituzione dei rimborsi
non spesi. Per vivere ad Adliswil nel Canton Zurigo, dove
era rimasta la sua famiglia, 5 mila euro lordi non potevano bastare si era lamentato. E così già quando decise
di passare al Misto, nel febbraio del 2014, le polemiche
non si sprecarono. Attacchi e offese che non sono, ovviamente, mancati anche ieri. Sul blog di Beppe Grillo che
riporta la notizia nella rubrica di notizie Tze Tze volano
insulti e sberleffi. “Pezzo di mmmm..”, “traditore” sono
gli epiteti più ricorrenti. Anche se il passaggio di ieri non
si può calcolare come una nuova defezione, sono ormai
36 i parlamentari eletti con il Movimento ma che hanno
lasciato il loro gruppo. Nel 2013 Beppe Grillo era infatti
riuscito a portare in Parlamento 163 ‘cittadini’, ora il pallottoliere ne conta 127. Hanno lasciato 18 deputati e 18
senatori, riducendo il gruppo di palazzo Madama a 36
senatori e quello di Montecitorio a 91 deputati.
della nuova legge elettorale, la tenuta del Gruppo del
Pd, che dopo l’arrivo dell’ex
M5s Alessio Tacconi, ha
raggiunto quota 310, sei in
meno della maggioranza assoluta. Brunetta scommette
che 100 deputati Dem non
la voteranno, e preannuncia
la sua richiesta di voto segre-
to per tendere un tranello a
Renzi. Oggi si svolgerà una
riunione di Area Riformista,
la componente del capogruppo Roberto Speranza,
che la scorsa settimana ha
diffuso un appello di 80 deputati, chiedendo un paio
di modifiche (via i capilista
bloccati, possibilità di appa-
rentamento al ballottaggio).
Al centro del dibattito è
come comportarsi mercoledì alla Assemblea del Gruppo, quando si deciderà con
una votazione la posizione
ufficiale del Pd. La maggioranza dei deputati Dem è a
favore della approvazione
dell’Italicum senza modifiche, e chiederà alle minoranze di “adeguarsi”. Qualcuno della minoranza (per
esempio Stefano Fassina) ha
già detto che non lo farà.
Se si tratterà di una decina
di deputati non ci saranno
problemi, visto che i partiti
che sostengono la legge (Pd,
Ap, Sc, Pi-Cd, Svp,) hanno
circa 380 voti, ben oltre la
maggioranza assoluta che
alla Camera è a quota 316.
Un altro argomento di polemica è il possibile ricorso
alla fiducia da parte del Governo. Alfredo D’Attorre ha
intimato Renzi di “sgombrare il campo” da tale ipotesi, “altrimenti da parte
mia non ci sarà alcun passo
indietro in commissione”.
Infatti prima dell’Aula il
testo deve passare in commissione Affari costituzionali, dove venerdì verranno
presentati gli emendamenti
e dove siedono ben 10 esponenti della minoranza Dem.
Qualcuno di loro ha già fatto sapere che chiederà di essere sostituito, D’Attorre fa
capire che in caso di rottura
non lo chiederà, costringendo il capogruppo a sostituirlo d’imperio. Quel capogruppo, Roberto Speranza,
che è egli stesso esponente
delle minoranze e si trova
nel difficile compito di tenere unito il gruppo.
ITALIA
www.voce.com.ve | martedì 7 aprile 2015
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STRAGE SFIORATA
Crollo in scuola, feriti
due alunni ed una maestra
OSTUNI (BRINDISI) - Il maestro era alla lavagna
per spiegare matematica, i bambini erano seduti
ai loro banchi ad ascoltarlo, poi si è sentito un
rumore sordo e circa cinque metri quadrati di intonaco si sono staccati dal soffitto investendo in
pieno alcuni scolari e diverse file di banchi. Due
piccoli di sette anni, che frequentano la scuola
elementare ‘Pessina’ di Ostuni, sono stati feriti in
modo non grave alla testa, uno di loro ha riportato anche la rottura del setto nasale. Una maestra che dopo avere sentito il tonfo e le grida è
accorsa per dare aiuto, è scivolata sui calcinacci
e si è fratturata un malleolo. Il tutto è successo
non in una scuola decrepita e cadente, ma in
un grande edificio storico nel centro di Ostuni,
riaperto da tre mesi dopo una ristrutturazione
radicale durata cinque anni e costata oltre un
milione di euro. Tirando le somme, lo spavento
è stato tanto per bambini, maestri e genitori, ma
poteva andare molto peggio perchè guardando
l’aula, con un banco sfondato e gli altri ricoperti
da blocchi di intonaco spessi tre centimetri, e
pensando ai bambini di seconda elementare che
vi erano seduti uno a fianco all’altro, vengono i
brividi. Dopo le medicazioni al pronto soccorso
dell’ospedale di Ostuni e la tac, uno dei due bimbi è stato dimesso. L’altro è stato accompagnato
dai genitori nell’ospedale Perrino di Brindisi per
una consulenza otorinolaringoiatrica. Hanno le
medicazioni con le garze in testa, lo sguardo un
po’ spaurito, ma entrambi sorridono un pochino, anche Luca che ha il naso rotto e gonfio.
“Stavamo incollando delle schede di matematica - racconta lasciando l’ospedale - Poi è venuto
tutto giù il soffitto. Ho avuto tanta paura, ma
ora sto molto meglio”. Dopo il crollo, la scuola
è stata immediatamente evacuata. La direzione
ha chiamato tutti i genitori che sono andati a
prendere i bimbi. La procura ha aperto una inchiesta e posto sotto sequestro l’intero edificio.
Sono 687 gli scolari che frequentano il Pessina,
462 nella scuola elementare e 225 nella scuola
materna.
Nel pomeriggio in Comune si è riunito un tavolo tecnico con i dirigenti dell’ufficio scolastico
regionale per affrontare l’emergenza e decidere
dove ricollocare i piccoli che da oggi non sanno dove andare per fare le lezione. L’amministrazione comunale attuale (centrodestra con il
sostegno dal Pd), in carica da poco e guidata dal
sindaco Gianfranco Coppola, intende vederci
chiaro e ha avviato una inchiesta amministrativa
per accertare eventuali responsabilità e capire
come sia possibile che una cosa simile possa succedere in una scuola ristrutturata da poco. Ma
la precedente amministrazione (centrosinistra)
che ha bandito e affidato l’appalto, non ci sta a
prendersi la croce. “Dal 2006 al 2014 abbiamo
speso più di 10 milioni a Ostuni per ristrutturare
tre scuole elementari e due medie - dice l’ex sindaco Domenico Tanzarella - Abbiamo investito
in sicurezza, se i lavori non sono stati eseguiti
a dovere, lo appurerà la procura. Ma la politica stavolta non c’entra”. A quanto appreso, la
gara per la ristrutturazione del Pessina era stata
bandita con un importo a base d’asta di un milione e 400 mila euro e aggiudicata per circa un
milione di euro. Almeno due le ditte che si sono
avvicendate nei lavori e due i direttori dei lavori.
Il collaudo dell’edificio è stato fatto nel dicembre
scorso, prima delle vacanze di Natale. La scuola
ha riaperto il 7 gennaio. Il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha parlato di un fatto “inaccettabile”, “un crimine nei confronti dei
bambini”, mentre il ministro dell’istruzione Stefania Giannini, ha assicurato che “stiamo cercando di vedere e verificare cosa è successo perché
questo è il dovere come sempre puntuale che ci
mette a fianco della scuola, del dirigente, delle
famiglie dei due bambini che purtroppo sono
rimasti leggermente feriti”. Oggi pomeriggio il
sottosegretario all’Istruzione, Davide Faraone,
visiterà la scuola di Ostuni.
Il vicepresidente
della Commissione
Valdis Dombroviskis
promuove l’Italia,
ma ricorda
di rispettare
gli obiettivi
di risanamento
del bilancio statale.
Padoan : “Abbiamo
le stesse vedute”
L’Unione Europea
promuove il ‘tesoretto’
ROMA - Pensionati e poveri. Famiglie e politiche
per la natalità. Ricerca e coperture per il Jobs Act, fino
alla proposta, targata Dario
Franceschini, di istituire un
bonus fiscale per il restauro
delle facciate dei palazzi.
Nel giorno in cui l’Europa,
per voce del vicepresidente
della Commissione Valdis
Dombroviskis, ‘benedice’ la
scelta del governo di dedicare risorse (in deficit) a ben
definite priorità, non si ferma la corsa ad accaparrarsi
il ‘tesoretto’ spuntato tra
le pieghe del bilancio dello
Stato. Una provvista da 1,6
miliardi che l’Italia, dice
Dombrovskis, può usare
“per alcuni interventi prioritari. La cosa importante sottolinea però - è che siano
rispettati gli obiettivi di risanamento”. Il numero due
dell’esecutivo europeo premette le sfide dell’alto debito, della bassa produttività
e competitività e della disoccupazione “troppo alta”
che pesano sull’economia
italiana, una realtà fotografata anche dai dati Ocse che
indicano una disoccupazione ancora in aumento al
12,7%, con quella giovanile
al 42,6%.
Dombrovskis spiega comunque che a Bruxelles
“siamo fiduciosi che l’Italia
raggiungerà i suoi obiettivi sia di bilancio che nelle
riforme strutturali” e che
riuscirà a trovare la chiave
di volta per una crescita
più robusta e la creazione
di posti di lavoro. Certo la
Commissione
promuove
l’accelerazione sulle riforme
ma si riserva di “entrare nel
dettaglio del Def per esprimere una valutazione”, che
arriverà a maggio, anche
sulla richiesta di utilizzare
la clausola sulle riforme e
ottenere ancora flessibilità,
che l’Italia chiede, ribadisce
FI, Regionali decisive
per il futuro del partito
ROMA - La divisione di Forza Italia in Puglia rischia di
essere ‘contagiosa’ perchè la discesa in campo di Adriana Poli Bortone, come candidata di Forza Italia contro
Francesco Schittuli (sostenuto da Raffaele Fitto) ha come
primo effetto quello di portare il caos anche dentro Fratelli d’Italia, partito a cui appartiene la ex senatrice. A
lanciare un ultimatum è Giorgia Meloni. Al termine di
un lungo vertice del partito, la presidente di Fdi è netta:
siamo pronti ad ufficializzare l’appoggio alla Poli Bortone solo se Fi ritroverà la sua unità, aspettiamo 24 ore,
altrimenti confermeremo il nostro sostegno a Schittulli.
A Meloni replica subito il commissario pugliese, Luigi
Vitali spiegando che la risposta “per noi è lapalissiana:
tutta FI sostiene senz’altro la Poli Bortone”. Ma certo
la dichiarazione non aiuta a sbrogliare la matassa. Insomma, a poco più di due settimane dalla presentazione
delle liste, la situazione nel centrodestra appare assolutamente fuori controllo. La tensione tra Fdi e l’ex premier
(sembra sia stato infatti Berlusconi a chiamare più volte
la Poli Bortone nonostante la contrarietà di Fdi) ha inevitabili ricadute nel resto delle regioni chiamate al voto:
nelle Marche ad esempio Fratelli d’Italia non appoggerà
Gian Mario Spacca sostenuto dal resto del centro destra.
In Liguria i giochi sono ancora aperti e non è scontato
il sostegno a Giovanni Toti. Stessa situazione in Toscana
dove il candidato di Fratelli d’Italia resta Giovanni Donzelli mentre Fi non ha ancora deciso chi far scendere
in campo. Nonostante la Regione venga data per ‘persa’, la scelta da parte dell’ex capo del governo potrebbe
avere delle ricadute a livello nazionale con l’ennesimo
scontro tra il cosiddetto cerchio magico e il duo Denis
Verdini-Altero Matteoli. La sensazione che si ha dentro
Forza Italia infatti è che in base alla scelta dell’ex capo
del governo si capirà in che direzione andrà il partito e
di conseguenza i gruppi parlamentari nei prossimi mesi.
il ministro dell’Economia
Pier Carlo Padoan, proprio
in virtù del “forte impegno” a rimuovere “gli ostacoli strutturali”, in un percorso che porterà “via via a
una crescita più sostenuta”.
L’incontro con il commissario Ue, dice Padoan, ha confermato “forte unità di vedute”. E dunque c’è spazio
per l’intervento pro-crescita
annunciato dal premier
Matteo Renzi: anche grazie
al quantitative easing della Bce, che abbassa il costo
per rinnovare le emissioni
di debito, all’euro debole e
con l’aiuto dei prezzi petroliferi vicini ai minimi, nel
Def il governo ha migliorato a 0,7% la nuova stima del
Pil per quest’anno. Lasciando invariato il target di deficit/Pil al 2,6%, si liberano
dunque risorse per stimola-
re la crescita, fermi restando
gli impegni presi dall’Italia,
che si condensano nel pareggio strutturale di bilancio atteso per il 2017.
Il governo intanto si è preso qualche settimana per
riflettere bene sull’allocazione di queste risorse
straordinarie, ma con ogni
probabilità, nonostante le
accuse che già piovono dalle opposizioni di ‘spot’ preelettorali, il decreto che indicherà la destinazione del
tesoretto arriverà nel giro di
un mese, prima, insomma,
dell’appuntamento con le
amministrative. L’orientamento generale, ha detto il
ministro del Lavoro Giuliano Poletti (che a sua volta
ha incontrato Dombrovkis
confermando
l’impegno
nell’attuazione del Jobs
Act) è “riferibile alle problematiche sociali più acute”,
e tra queste “persone che
non hanno il lavoro, famiglie povere con più figli” e
anche “chi perde il lavoro
ed è avanti con l’età e non
arriva al pensionamento”.
Al vaglio ci sono diverse
ipotesi (dal rafforzamento
dell’Asdi, il nuovo sussidio
di disoccupazione per chi
non ritrova presto lavoro,
al finanziamento del piano
contro la povertà), mentre
all’interno dell’esecutivo ci
sarebbe anche chi caldeggia un intervento in favore
dei pensionati, innalzando
la ‘no tax area’, ora a 7.500
euro, agli 8mila dei lavoratori. Tra le priorità, dice
il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei,
c’è anche “la scuola”. E su
questo terreno il governo
starebbe valutando, spiegano dalla maggioranza, ipotesi che riguardano il potenziamento dei progetti
di alternanza scuola-lavoro
ma anche il tema del merito.
8
PUBBLICITÀ
martedì 14 aprile 2015 |
CIRCOSCRIZIONE CONSOLARE DI CARACAS
Legge 23 Ottobre 2003 n.286
ELECCIONES ABRIL 2015
VOTA
¿QUÉ SON LOS COMITES?
Los COMITES son organismos que representan los intereses de los ciudadanos italianos residentes en el extranjero ante las Representaciones
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antes señalados, en fase tanto de deliberación presupuestaria como de programación anual y expresará obligatoriamente su parecer acerca de las
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asistencia, de difusión de la historia, la
tradición, la cultura y la lengua italiana,
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dadas por las administraciones del Estado a los medios de información locales
y podrá presentar a la representación
diplomático-consular aportaciones que
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ELIGE TUS REPRESENTANTES
Los electores que hayan efectuado su
solicitud de admisión para ejercer el deQ
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lista electoral, recibirán en su domicilio
el sobre con la Boleta Electoral y las in
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hayan recibido, podrán solicitar un duplicado en el Consulado General de Ita!
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El COMITES DE CARACAS estará
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se expresará tachando con boligrafo
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sus candidatos preferidos marcando
hasta un maximo de 6 preferencias
dentro de la lista elegida (es decir no
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MONDO
www.voce.com.ve | martedì 14 aprile 2015
9
COSTI
POLITICA
EDUARDO
GALEANO
Addio all’autore cult
della sinistra
latinoamericana
MONTEVIDEO - Eduardo Galeano, lo
scrittore uruguaiano morto ieri a 74
anni, era uno degli autori più letti e amati della letteratura sudamericana moderna, e con “Le vene aperte dell’America
Latina” (1971) ha raggiunto la più popolare ed emblematica espressione del
pensiero della sinistra del subcontinente, negli anni di rivolta che hanno fatto seguito alla Revolucion cubana del
1959. Nato nel 1940 in una famiglia alto
borghese e cattolica di Montevideo - il
suo vero cognome era Hughes, e il fatto
che abbia sempre evitato usarlo dimostra il suo spirito ribelle - Galeano debuttò nel giornalismo a 14 anni, come
disegnatore satirico, ma siccome “c’era
un abisso fra quello che immaginavo e
quello che tracciavo” si orientò verso poi
la scrittura. Poco più che ventenne, diventò una delle firme principali, e poi il
capo redazione, di Marcha, un settimanale politico e culturale di sinistra che
diventò un punto di riferimento ben al
di là dei confini del piccolo Uruguay, e
cominciò ad interessarsi di politica anche come giornalista. Dopo una serie di
libri dedicati a reportage e analisi della
situazione in Cina, Guatemala e altri paesi, nel 1971 pubblicò “Le vene aperte
dell’America Latina”, in cui ricostruiva il
saccheggio delle ricchezze del subcontinente da parte delle potenze coloniali, e
il suo proseguimento attraverso le strutture del postcolonialismo capitalista.
Tradotto in più di 20 lingue, best seller
internazionale, “Le vene aperte” diventò un’opera di riferimento e un manuale
di storia per la sinistra terzomondista e i
movimenti rivoluzionari nati in Sudamerica, ma anche in altri continenti, sulla
scia della vittoria dei “barbudos” castristi
all’Avana.
In tempi più recenti, Galeano prese una
certa distanza dal suo libro più noto.
“Non mi pento di averlo scritto, ma
non lo rileggerei: volevo scrivere un saggio di economia politica e non avevo la
formazione necessaria”, disse nel 2014,
aggiungendo che considerava “superata” una “certa prosa di sinistra, che ora
trovo pesantissima”. Lungo gli anni della
sua carriera letteraria - proseguita dalla
Spagna, dopo la fuga dalle dittature militari del suo paese natale e dell’Argentina - Galeano creò un stile personale sui
generis, a cavallo fra la documentazione storica e la riflessione poetica, che
portarono al successo internazionale di
“Memoria del Fuoco”, una trilogia pubblicata dal 1982 al 1986. Quest’opera
fu incensata dalla critica internazionale,
soprattutto americana - il Times Literary Supplement lo paragonò a quelle di
Dos Passos e Garcia Marquez - e risultò
un nuovo best seller globale, anche se
nel suo paese natale Galeano, come il
suo coetaneo e amico Mario Benedetti,
pur rimanendo popolarissimo fu sempre
apprezzato più per le sue posizioni politiche che per il suo talento letterario.
Difensore militante dei governi di sinistra dell’America Latina del secolo XXI
- Chavez regalò una copia delle “Vene
aperte” a Obama nel vertice americano
del 2009 - Galeano mantenne anche un
rapporto cordiale ma critico con la Cuba
castrista. Dopo aver denunciato la “decadenza di un modello di potere popolare” e la “rigidità burocratica” nel 2003,
tornò nell’isola nel 2012, sottolineando
che “un vero amico ti critica in faccia e ti
elogia dietro le tue spalle”.
Mentre la Clinton
intraprende
il primo viaggio
‘on the road’,
il senatore
di orgini cubane
Marco Rubio regala
le prime scintille
annunciando la sua
volontà di correre
per la Casa Bianca
Rubio: “Hillary è il passato”
S’infiamma la campagna elettorale
NEW YORK - “Hillary Clinton è il passato, io il futuro”.
Marco Rubio rompe gli indugi.
E mentre l’ex first lady intraprende il primo viaggio ‘on
the road’ da candidata alla
Casa Bianca, il giovane senatore di origini cubane annuncia
a sua volta la sua volontà di
correre per la presidenza degli
Stati Uniti. E la campagna elettorale per il 2016 si accende
improvvisamente, regalando
le prime scintille, un assaggio
di ciò che accadrà da qui ai
prossimi 18 mesi. Rubio, eletto senatore in Florida, parla ai
suoi sostenitori in una conference call, prima di intervenire
davanti a migliaia di persone,
la gran parte ‘latinos’, assiepate alla Freedom Tower di Miami, luogo simbolo della immigrazione negli Usa, così come
la Ellis Island di New York. Di
lì passarono centinaia di migliaia di persone che fuggivano dal regime di Fidel Castro
e speravano di ricevere un permesso di soggiorno negli Stati Uniti. Come i suoi genitori
diedero un brillante futuro al
figlio, così oggi Rubio vuole regalare un futuro ai tantissimi
giovani che credono ancora
nell’American Dream, nel sogno americano appannato - a
suo dire - da anni di profonda crisi e di cattive politiche
di Barack Obama. “Il partito
repubblicano per la prima volta da tanto tempo ha la possibilità in queste elezioni di
presentarsi come il partito del
futuro”, esorta. Poi l’affondo
contro Hillary: “Domenica abbiamo ascoltato un leader del
passato che vuole riportarci
La Russia vende
i missili S-300 all’Iran
MOSCA - Via l’embargo alla fornitura dei missili anti aerei S-300
a Teheran: il leader del Cremlino Vladimir Putin gioca d’anticipo, lanciando la corsa a chi beneficerà per primo della revoca
delle sanzioni all’Iran in cambio delle restrizioni al suo programma nucleare. Revoca prevista dalla recente intesa preliminare
del negoziato di Losanna, che tuttavia deve essere perfezionata
e firmata entro il 30 giugno, tra i minacciosi moniti di Israele e
le riserve tattiche di Teheran. “Questa è la diretta conseguenza
della legittimazione che l’Iran ha avuto con la bozza di intesa” di Losanna, ha commentato il ministro degli Affari strategici israeliano Yuval Steinitz. “Mentre l’Iran prende le distanze
dall’accordo quadro, la comunità internazionale comincia a
concedergli delle facilitazioni”, ha aggiunto il ministro, secondo
il quale “lo slancio dell’economia dell’Iran, che seguirà la rimozione delle sanzioni, sarà usato a fini bellici e non per il bene
del popolo dell’Iran”. A spiegare la mossa del Cremlino, che si
affianca all’intenzione ribadita ieri di proseguire con Teheran
lo scambio ‘oil for food’, è stato il capo della diplomazia russa,
Serghiei Lavrov, dopo una telefonata in cui il segretario di Stato
Usa John Kerry gli ha espresso la “preoccupazione” della Casa
Bianca: “Siamo convinti che questo tipo di embargo, che era
un embargo russo separato, volontario, fosse diventato completamente non necessario a questo punto”, ha osservato dopo
aver ricordato i “considerevoli progressi” raggiunti dal sestetto
di mediatori internazionali ai negoziati di Losanna. In ogni caso,
ha aggiunto, “il sistema S-300 è un sistema puramente difensivo, non è concepito per attacchi e non metterà a rischio la
sicurezza di alcuno Stato, incluso Israele”.
al passato, ma noi dobbiamo
guardare al domani”. E Rubio,
con i suoi 43 anni, nell’annunciare la sua candidatura si presenta proprio come il leader di
una nuova generazione, che
si contrappone ai clan storici,
alle famiglie che da decenni
decidono le sorti dell’America. Il suo messaggio, dunque,
è rivolto non solo a Hillary
Clinton (67 anni), ma anche a
quel Jeb Bush (62 anni) la cui
discesa in campo è attesa nelle prossime settimane, e che
da ex governatore repubblicano della Florida fu il mentore
dello stesso Rubio. Ma non per
questo il giovane politico intende riservargli un trattamento di favore. E in molti nella
destra americana sognano di
aver trovata il loro “Obama”,
capace di sparigliare le carte e
di far si’ che quella del 2016
non sia solo una corsa a due
Clinton-Bush.
Intanto Hillary conferma il
suo approccio ‘soft’ alla campagna elettorale. Scesa in campo senza troppe fanfare, con
un semplice video di poco più
di due minuti, ha intrapreso
il suo primo viaggio da candidata a bordo di un pulmino
chiamato “Scooby”, partita
dalla sua residenza di Chappaqua nello Stato di New York
e diretta in Iowa, lo stato da
dove tradizionalmente parte la battaglia delle primarie.
Lì avrà una serie di incontri
privati e interverrà al community college di Monticello,
dove più volte Obama è stato
accolto trionfalmente. Durante il viaggio, la cui seconda
tappa dovrebbe essere il New
Hampshire, l’ex first lady ha
postato delle fotografie che la
ritraggono insieme ad alcune
persone incontrate nel corso
di in una stazione di servizio. È
l’immagine che più vuole dare
di sè stessa in questa fase: vicina all’uomo comune, alla gente, alle famiglie che faticano a
ritrovare serenità dopo la crisi.
Anche se scrollarsi di dosso
l’etichetta di donna vicino ai
poteri forti, quelli di Wall Street, non sarà facile. Non a caso
uno come Bill de Blasio per
ora ha sospeso il giudizio su di
lei: “Vediamo in che direzione
realmente vuole andare”, ha
detto, nonostante nel 2008
sia stato uno dei responsabili
della campagna di Hillary e
nel 2012 i Clinton lo abbiano
appoggiato nel sua corsa a sindaco di New York.
10
SPORT
martedì 14 aprile 2015 |
Domenica i biancocelesti
hanno ottenuto l’ottava
vittoria di fila
in campionato e volano
al secondo posto
sorpassando la Roma.
La rinascita è merito
dell’allenatore esonerato
in passato da Zamparini
Capolavoro Lazio!
Tutti pazzi per Pioli
ROMA - Non lo nasconde: se gli fosse
andata male probabilmente sarebbe diventato un postino come suo padre o suo
fratello, ma per fortuna sua e della Lazio la
sua carriera è stata ben altra. E oggi tutto
il calcio italiano lo applaude, qualcuno
lo rimpiange.
L’ambizione di Stefano Pioli di diventare
un giocatore è stata più forte, cresciuta a
Parma in una famiglia legata al calcio: il
papà Pasquino come dirigente; il fratello
Leonardo, una promessa che è poi diventato anche lui tecnico, così come l’altro
fratello Danilo. A fare carriera, però, è stato Stefano: prima come calciatore - anche
in Juve e Fiorentina - e poi da allenatore,
con tante esperienze in provincia - le ultime al Chievo, Palermo e Bologna- che
avevano fatto storcere il naso ai diversi
tifosi della Lazio: “Con questo andiamo
in Serie B”, dicevano a inizio stagione.
Forse anche qualcuno dei 50mila che domenica all’Olimpico hanno scandito il suo
nome. Un nome che è entrato nella storia
biancoceleste accanto a Maestrelli e Rossi,
capaci prima di lui di centrare otto vittorie
consecutive in campionato (il record è di
Eriksson, con nove). Il poker all’Empoli è
valso inoltre il sorpasso, al secondo posto,
dei ‘cugini’ della Roma.
“Il suo licenziamento fu un mio errore.
Mi sto ancora mangiando il cappello, per
non dire altro”, si rammarica il n.1 del
Palermo, Zamparini che ieri lo paragona
“ad Ancelotti”. “La Lazio è la grande sorpresa, non da ora - ammette l’ex ct Sacchi-.
Lotito e Tare, in questi anni, hanno fatto
dei capolavori. La squadra gioca e cresce
partita dopo partita. Pratica un calcio
generoso, da protagonisti e con coraggio”.
Merito di un gruppo umile e determinato,
plasmato ad immagine del 49enne parmigiano. “Il suo pregio è la generosità”,
evidenzia il suo vice, Murelli. La testardaggine, il difetto. Ma grazie ad essa è
riuscito a conquistare Barbara, conosciuta
sui banchi dell’istituto magistrale ‘Sanvitale’ - quando al latino preferiva il calcio
- e sposata da ormai quasi 30 anni. Dal
loro amore sono nati Carlotta (26 anni,
laureata in cooperazione internazionale)
e Gianmarco (23 anni), capitano dello
Juventus Club Parma, squadra di seconda
categoria che, il mese scorso, in un’amichevole in’famiglia’, ha affrontato la
Lazio a Formello. Non lontano dal centro
sportivo Pioli ha fissato la sua dimora. La
famiglia, invece, è rimasta nel parmense,
assieme a un samoiedo di tre anni chiamato ‘Thor’, come il dio del tuono del
fumetto che leggeva da ragazzo. Il cinema
è la sua passione, assieme alla bici, alla
pesca, alle auto e a un sigaro da fumare
ogni tanto. Il suo attore preferito è Russell
Crowe, protagonista de ‘Il Gladiatore’; il
film, invece, è ‘L’ultimo dei Mohicani’, un
cult che parla di senso di appartenenza.
Come quello che ha dato alla sua Lazio
sin dal ritiro estivo quando fece imparare
l’inno biancoceleste ai suoi giocatori. Lo
stesso che una settimana fa hanno cantato
abbracciati dopo la conquista della finale
di Coppa Italia.
Per lui, il ruolo di tecnico e quello di capo
famiglia si somigliano. E il consiglio più
importante l’ha ricevuto proprio dai suoi
genitori: “essere sempre una persona seria
che prova a raggiungere il massimo”.
Il suo motto, invece, è “non dire gatto
se non l’hai nel sacco”, ma non per scaramanzia quanto per non distrarsi mai.
“Guardiamo solo alla prossima partita”,
ama ripetere. Ha un contratto di un anno,
ma a fine stagione si rivedrà con Lotito
per una conferma quasi scontata: se, cioè,
riuscirà a ‘consegnare’ ai tifosi una lettera
spedita dalla Uefa, con oggetto l’’Europa’.
VENEZUELA
Il Caracas vola sulle ali di Farias, lo Zamora umiliato a Guanare
Fioravante De Simone
CARACAS – Il Caracas si aggiudica il ‘derby capitolino’ contro
l’Atlético Venezuela, con questo
risultato i ‘rojos del Ávila’ tengono la vetta della classifica del
Torneo Clausura. Il match winner
per i ‘rojos’ è stato Edder Farías,
13º gol stagionale (il quarto in
altrettante giornate). L’azione
del gol è nata da una palla recuperata dall’italo-venezuelano
Miguel Mea Vitali che ha servito
Jefre Vargas che ha sua volta ha
dato l’assist a Farías, per regalargli l’allegria del gol nel giorno del
suo complenno. Per questa gara
il Caracas era orfano della sua
stella Romulo Otero, ancora alle
prese con un infortunio. Adesso
la squadra allenata da Eduardo Saragò ha 32 punti, quattro
punti di vantaggio sulla coppia
Deportivo Táchira (due gare da
recuoerare)-Deportivo Anzoátegui (una gara in meno), un gradino più in basso lo Zamora a -5.
La macchina di Saragò, se domenica prossima batte i Llaneros e contemporaneamnte il Deportivo Anzoátegui non vince a
Valera sarà matemáticamente si-
curo di partecipare ai preliminari
della Coppa Libertadores 2016.
Se il Caracas ride, lo Zamora
piange, infatti per descrivere
la gara di Guanare potremmo
tirare in ballo la famosa frase
“Clamoroso al Cibali!”, in questo caso “Clamoroso al Calles
Pinto!”. Il grido di Sandro Ciotti a Tutto il Calcio minuto per
minuto il 4 giugno del 1961 è
entrato nella storia. È diventato
uno slogan, lo sentiamo tirare
in ballo quando c’è un risultato
clamoroso, fa da contenitore
di storie di bidoni, di imprese
singolari. Come quella che è accaduta domenica sul rettangolo
verde del Rafael Calles Pinto di
Guanare, dove il Llaneros ha
battuto. e non solo, ha umiliato
il più quotato Zamora, con un
pesante 5-0. A gonfiare la rete
della compagine di Barinas ci
hanno pensato: García (15’) ,
Reyes (47’ e 58’) , Vargas (50’)
e Contreras (77’).
Gara al cardiopalma a Puerto
La Cruz che ha visto passare in
vantaggio i padroni di casa con
Aguilar al 12’, poi rimonta dei
Metropolitanos con Boggio (27’)
e Contreras al 29’. Nella ripresa,
i padroni di casa trovano il pari
con Fuentes al 69’, ma allo scadere ci pensa Aguilar a regalare la
vittoria alla compagine orientale.
Il gol messo a segno dall’ariete
orientale è il suo 22º stagionale,
un vero record per la ‘Primera División’, prima dell’espansione del
2007 nessun giocatore era riuscito ad andare in rete tante volte. Il
record del torneo è di Juan Garcia con 32 gol.
Hanno completato il quadro della
14ª giornata: Portuguesa-Deportivo La Guaira 0-0, Tucanes-Trujillanos 0-0, Zulia-Estudiantes 0-1,
Deportivo Petare-Aragua 1-0.
Le gare Deportivo TáchiraDeportivo Lara e CaraboboMineros sono state riinviate per
consentire ad aurinegros e neroazzurri di preparare al meglio
le trasferte in Argentina e Bolivia
in Coppa Libertadores.
ATLETICA
Il venezuelano Melamed
vuole conquistare Boston
CARACAS - Per tutti gli amanti della corsa l’associazione è immediata: Boston vuol dire maratona, anzi la piú
vecchia maratona annuale, giunta quest’anno alla sua
110º edizione.
Tuttavia fermarsi qui sarebbe sbagliato. Boston é molto
di piú della Boston Marathon. È una città con un ambiente fisico ed umano dove si é sviluppata una cultura
della corsa tra le migliori al mondo. Anche il visitatore
casuale sarà colpito dal numero notevole di podisti di
varia abilità che corrono lungo i vari percorsi disponibili.
Il prossimo lunedì, l’atleta venezuelano Maickel Melamed sarà impegnato nella sua quinta ed ultima maratona del suo prestigioso curriculum: quella di Boston.
La prestazione di Melamed sarà seguita con ansia da
tutto il paese e servirá anche per promuovere la sua
Ong “Somos Posibles”.
“Da sei anni corro una maratona, la preparazione non
si è mai fermata. É arrivato il momento di chiudere un
ciclo, di fare una sorta di addio, per questo motivo sarà
un evento ricco di emozioni. Sono stati sei anni dove
ho svolto uno sforzo titanico e il mio corpo ha bisogno
di recuperare” spiega l’atleta venezuelano.
La Maratona di
Boston é la maratona certificata più antica del
mondo, oltre ad
essere una delle
più
prestigiose.
La gara per tradizione si corre il
terzo lunedì del
mese di Aprile, in
coincidenza con il
Patriots’ Day, l’anniversario dell’inizio della Rivoluzione degli Stati
Uniti d’America,
che cominciò il 19 Aprile del 1775, con l’attacco delle
truppe britanniche a Lexington e a Concord, vicino a
Boston. Grazie a Paul Revere e alla sua epica cavalcata notturna dalla sua abitazione nel cuore di Boston
(North Square, 19) alle porte della città, a nord, i cittadini di Lexington e Concord furono avvisati dell’imminente attacco degli inglesi, riuscendo così a difendersi.
La lotta per la libertà delle colonie Americane dalla dominazione inglese e la battaglia storica di Lexington tra
i rivoluzionari e i britannici, portarono alla nascita degli
Stati Uniti d’America.
Il leggendario colpo di pistola del 19 Aprile 1775, da
parte della vedetta Paul Revere, oggi segna anche la
partenza della Boston Marathon.
“Molte persone conoscono la storia delle diverse maratone, pero non sanno che dietro ogni medaglia ci sono
sogni che servono come modello da seguire per i giovani. Tutto questo lo mettiamo in mostra nelle nostri
forum della Ong Somos Posibles. É arrivato il momento
di continuare ad educare di generazione in generazione” spiega Melamed.
Con quattro maratone alle spalle: New York(2011),
Berlino (2012), Chicago (2013) e Tokio (2014), in
quest’ultima ha dovuto alzare bandiera bianca senza
riuscire a tagliare il traguardo. Comunque, Melamed è
pronto a riscattarsi e con tanta voglia di portare a casa
la quinta medaglia.
“Non so se mi rivedrete in gara. Non si smette mai di
fare quello che ti piace, pero bisogna anche essere responsabili. Adesso parteciperò alla maratona di Boston,
vedremo cosa succede. Voglio vedere come andrà a
finire, voglio smaltire le fatiche fisiche e mentali, poi si
vedrà” racconta Melamed.
La prima edizione della maratona risale al 1897, con 18
iscritti e solamente atleti locali come partecipanti. Negli anni successivi iniziò progressivamente ad attrarre
atleti provenienti prima da tutti gli Stati Uniti e poi da
tutto il mondo. La 119ª edizione si svolgerà Lunedì 20
Aprile, sempre perfettamente organizzata dalla ‘Boston
Athletic Association’ (B.A.A.), la più antica associazione sportiva degli Stati Uniti, fondata il 15 marzo 1887.
Sono previsti 36000 partecipanti.
La Boston Marathon per il cronometraggio utilizza il sistema ChampionChip e lungo tutto il percorso di gara,
ogni 5 km saranno presenti orologi digitali.
Ad ogni miglio ci sarà un punto di ristoro con acqua e
bevande energetiche. Inoltre dopo la Finish Line sarà
presente un punto di ristoro con diverse bitite energetiche, barrette energetiche, snack e frutta. Tutti i finisher
riceveranno anche una medaglia, in ricordo di questo
evento così speciale!
FDS
Il nostro quotidiano
Marketing
A cargo de Berki Altuve
11 | martedì 14 aprile 2015
La empresa Nestlé Venezuela, en alianza con el Instituto Venezolano Suizo
Henri Pittier, contribuye con la formación de futuros profesionales en el país
Gradúan 13 jóvenes de 2da
cohorte eléctrico-mecánico
CARACAS- El pasado 7 de
abril de 2015, el Instituto
Venezolano Suizo Henri
Pittier egresó la segunda
promoción de 13 aprendices INCES del programa
de capacitación eléctricomecánico.
De esta segunda cohorte
de técnicos, Nestlé Venezuela patrocinó la participación de 3 jóvenes (Edward Acosta, Laura Costa
y Richard Medina), quienes durante 2 años se especializaron en mecánica
y electricidad desarrollando habilidades y labores
como: soldaduras de arcos
eléctricos,
instalaciones
en el área mecánica, operaciones de cortadero de
plasma, mantenimiento
de máquinas rotativas,
entre otros; siempre de la
mano de excelentes profesores e instructores expertos en el área.
Laura Costa, una de las
graduandas, expresó su orgullo de pertenecer a esta
escuela: “Desde que ingresé
al instituto ha cambiado mi
vida en un 100%. Yo estaba
NOVEDADES
British Council le da “Espacio” a tus ideas
Convertir una idea en realidad y cristalizarla en sólo cuatro pasos, es ahora posible gracias al British Council y su proyecto
“Busca Tu Espacio”, que ofrece a jóvenes entre 15 y 30 años del
área metropolitana de Caracas, la posibilidad de encontrar el
lugar adecuado para desarrollar sus propuestas creativas.
“Tú pones la idea, nosotros el lugar” es el eslogan de la iniciativa que permite a través del portal web www.buscatuespacio.
com.ve, ya en funcionamiento, presentar una idea, conceptualizarla y garantizar el acceso gratuito a espacios físicos y virtuales para la ejecución de proyectos en las áreas de Cultura,
Formación, Deporte y Emprendimiento.
“Caracas Geométrica”, una exposición del joven dibujante Gerson López, es el primer producto de “Busca Tu Espacio”.
La exhibición se abrirá al público este jueves 16 de abril en la
Galería el Pasillo del metro de Chacaíto a las 11:00 am.
Energía líquida para los consumidores
más exigentes en Venezuela
interesada en aprender sobre
electricidad y, hoy, dos años
después, puedo afirmar que
lo logré. Además de ser la
única mujer en el grupo.”
Andrés Alegrett, Vicepresidente de Asuntos Corporativos de Nestlé Venezuela,
expresó, “Con nuestra filosofía de Creación de Valor
Compartido impulsamos y
desarrollamos proyectos en
busca de beneficios sostenibles en el tiempo y responsa-
bilidades compartidas. Creamos valor para la sociedad,
ya que damos oportunidades
de estudio y trabajo a estos
jóvenes y, simultáneamente,
creamos valor para la empresa porque nos permite tener
una mano de obra calificada en nuestras fábricas”.
Leonardo Cordone, Director Académico del Instituto Henri Pittier, destacó:
“Estos muchachos tienen
que superar muchas barreras
sociales y económicas. En su
graduación, no sólo celebramos sus nuevos conocimientos técnicos, sino que además
celebramos la superación de
todas estos obstáculos y el
aprendizaje de valores”.
Javier Hernández, Supervisor INCES del Instituto,
expresó: “Indudablemente,
el trabajo en equipo siempre
está presente aquí y quiero
darle un reconocimiento al
sector empresarial”.
PROVIVE
Motivan la vocación docente en jornadas pedagógicas
CARACAS- Hoy, en Caracas y el
23 de Abril en El Consejo (Aragua) se realizarán las IV Jornada
Pedagógicas con Aprendiendo
a Querer “Motivación y vocación
docente: Entusiasmo para Educar
y Transformar”, iniciativa de la
organización de desarrollo social Asociación Provida de Venezuela (PROVIVE) en el marco de
las actividades de su programa
educativo “Aprendiendo a Querer” (AaQ).
ELa gerente general de PROVIVE, Cruz Tovar Lara ha informado que estas IV Jornadas
tienen la finalidad de profundizar los aspectos que definen la
vocación docente, que le dan
significatividad y favorecen
una actitud proactiva antes los
continuos retos que presenta
la realidad nacional, de manera que la acción de educar con
Aprendiendo a Querer pueda
ser siempre transformadora tan-
Il nostro quotidiano
to dentro del ambiente escolar
como fuera de éste.
“El camino realizado con AaQ
ha dejado muchos aprendizajes e impactos positivos en sus
16 años de ejecución, y entre
los más resaltantes destaca el
proceso de formación y fortalecimiento de las competencias
de los educadores como aliados
naturales del programa. Por ello,
hemos desarrollado una serie de
encuentros anuales destinados al
docente que aplica el programa
en los espacios escolares, que les
permiten generar una reflexión de
la acción educativa, logrando una
mejora en la praxis y vinculándose a sí mismo como destinatario/a
de la formación en valores”, sostiene Tovar.
El desarrollo del evento PROVIVE cuenta con la presencia de
cuatro especialistas que contribuirán en la profundización de
la temática “Motivación y voca-
ción docente: Entusiasmo para
Educar y Transformar” de estas
IV Jornada Pedagógica con
Aprendiendo a Querer, organizadas en alianza con la Fundación Mercantil y la Fundación
Santa Teresa.
Para la jornada del 14 de abril en
Caracas, y establecer una concepción acerca de la construcción
de Capital Social desde las aulas
para la transformación social,
se cuenta con la participación
de Víctor Guédez, especialista
en temas referidos al desarrollo
social y ética, con amplia experiencia en el campo educativo
y trabajo en responsabilidad
social; mientras que para desarrollar el aspecto motivacional en
el educador como herramienta
para el liderazgo extraordinario,
está confirmado Stephan Kaiser,
conferencista, profesor universitario y joven emprendedor fundador de Liderazgo Sin Límites
y reconocido como uno de los
25 jóvenes emprendedores con
mayor influencia en el planeta.
Con relación a la jornada a
realizarse el 23 de abril en El
Consejo (Aragua) se cuenta
con Eduardo Cantera, educador, cursante del Doctorado
en Educación en Procesos de
Aprendizaje, investigador, tutor
y creador de proyectos y programas de intervención social
y pedagógica, quién presentará su visión de los valores y
ética docente; mientras que
para abordar el tema de la vocación y motivación docente
con enfoque de neurociencias
se tiene confirmado a Ángel
Tovar, Educador co-creador de
las cátedras Neuroaprendizaje
aplicado en la Escuela Básica y
Programación Neurolingüística,
con Maestría en Procesos de
Aprendizaje y especializado en
Dinámicas de Aprendizaje.
Considerada la bebida
energética
favorita de millones de personas
alrededor del mundo, por su calidad
inigualable Battery
Energy Drink llega
a nuestro país de la
mano de PARUPA,
para sorprender a
los venezolanos con
una propuesta excepcional, que hace de éste un producto de
lujo. Battery es producida en Finlandia, por la cervecería Sinebrychoff, parte del prestigioso grupo Carlsberg, quienes son
reconocidos por poseer las licencias para la fabricación de exitosas bebidas, siempre enfocados en continuar con su legado de
complacer a los consumidores que buscan los más altos estándares de calidad, carácter y pureza. “Para Sinebrychoff encontrar
la perfección de un producto va más allá de un gran embalaje, es
el propio líquido; el resultado de un largo proceso de investigación
y desarrollo. De allí nace Battery, sinónimo de energía para todos
los rincones del mundo, en muchos sabores” comentó Juan Jacobo
Garmendia, Gerente General de PARUPA.
“La cervecería Sinebrychoff siempre estuvo interesada en entrar en
el mercado venezolano, y ahora tras un acuerdo de exclusividad de
su producto bandera, PARUPA lo trae a nuestro país para imponerse como la bebida energética líder, que guarda en su esencia un
compromiso inquebrantable de calidad, herencia y autenticidad”
expresó Garmendia.
800 corredores en la Sporade
Fiesta Race 10K 2015
Sporade, celebró en Valencia la primera carrera enmarcada bajo
un concepto de humor, color y música, la Sporade Fiesta Race
10K, en la que más de 800 participantes, entre ellos el Alcalde
de Naguanagua, Alejandro Feo La Cruz, vivieron la filosofía de la
marca “La vida es un deporte”, llenando las principales avenidas
y calles del recorrido, con color y diversión.
En la carrera se alzaron como ganadores en la categoría masculina: Jordan Camejo, en primer lugar, catalogándose como
el corredor más rápido con un tiempo de 33,17. Mientras que
en la categoría femenina, destacó en primer lugar, Egris Arias,
quien completó el recorrido en un tiempo de 39,08.
Ana María Meso, gerente de Mercadeo de AJE Venezuela, comentó “estamos muy satisfechos con la receptividad lograda y con
haberle regalado a los participantes momentos de alegría y sana
diversión. Iniciativas como la Sporade Race 10K muestran cómo la
participación ciudadana en actividades saludables puede contribuir
a llevar alegría y bienestar a los más necesitados, en este caso a los
niños que tienen parálisis cerebral severa”.
Leonel Martins, director de la Fundación Martins, señaló “nos
sentimos agradecidos por el apoyo que se obtuvo a través de la carrera Sporade Fiesta Race y sobre todo por las más de 800 personas
que participaron y nos apoyaron, pues nos hace sentir que no estamos solos y que confían en el trabajo que hacemos para mejorar la
calidad de vida de nuestros pacientes”.
Il nostro quotidiano
Il nostro quotidiano
12 | martedì 14 aprile 2015
A cargo de Berki Altuve
Hoy será presentado, en la Milan Design Week 2015, el Foodtruck Peugeot
un innovador “concept” dirigido a ofrecer una experiencia gastronómica y culinaria
NOVEDADES
FCA Venezuela designa nuevo Presidente
Peugeot Le Bistrot
du Lion, para Chefs
PARÍS- La marca francesa
de automóviles Peugeot ha
presentado en Paris su innovador ‘concept’ dirigido a
ofrecer una experiencia gastronómica y culinaria completa a todos sus usuarios.
Bautizado como Le Bistrot
du Lion, este Foodtruck de la
marca gala se transforma en
un espacio de restauración
itinerante con unas formas
inéditas para un vehículo de
estas características.
Imaginado y diseñado por
Peugeot Design Lab, el Le
Bistrot du Lion se compone
de espacios de preparación,
restauración y refresco a los
que se añade una zona dedicada a las mezclas de música
de acuerdo con la plataforma
digital Peugeot Music, recientemente lanzado por la
marca, y que propone radio
a través de web y listas de reproducción exclusivas.
El Foodtruck Peugeot es
compacto para adaptarlo a
un uso urbano. Dispone de
voladizos cortos, garantía
de manejabilidad y una distancia entre ejes larga para
ofrecer un gran volumen interior útil. Una vez llegado a
su destino, el Peugeot se abre
y dobla su envergadura para
transformarse en una especie
de ‘anfiteatro’.
Los chefs disponen a bordo
de cuatro placas de grill y de
inducción así como de una
freidora. Un sistema de extracción garantiza la calidad
del aire mientras que unos
bajos refrigerados con una
capacidad de 400 litros se
encargan de mantener frescos y en perfecto estado todos los alimentos. Un armario refrigerado de 350 litros
mantiene las bebidas frescas
mientras que una máquina
profesional de la firma Rocket Espresso permite ofrecer
los mejores cafés.
Este modelo satisface las
exigencias de tanto el que
va a hacer uso de la cocina
incorporada en el vehículo,
como los que van a disfrutar
del servicio. De hecho, todos
podrán ver sin barreras cómo
el chef prepara los platos,
gracias a la pantalla de 46
pulgadas incorporada y un
conjunto de 8 altavoces de
medios y 32 tweeters (graves)
de la marca Focal repartidos
entre la furgoneta y su remolque, creando una mayor
cercanía entre el cocinero y
los consumidores.
Además, cualquier cocinero
amateur podrá dar uso a las
funcionalidades y oportunidades que ofrece. La destreza
en los fogones y el tipo de
cocina no es ningún impedimento para sus usuarios.
El Foodtruck Peugeot se instalará, desde hoy 14 de abril,
en el stand Peugeot de la Milan Design Week 2015 y luego recorrerá algunos kilómetros hasta el Pabellón Francés
donde se instalará durante
toda la Exposición Universal de Milán. En el Pabellón
será una de las principales
atracciones durante todo este
evento.
EXPOSICIÓN
Las gafas “mágicas” de Mini
SHANGHAI- La tecnología
avanza a pasos agigantados
dentro del sector del automóvil. En este caso no hablamos de ningún vehículo,
sino de unas novedosas gafas
que la marca Mini presentará
en el salón del automóvil de
Shanghai.
Este nuevo producto es un
revolucionario sistema denominado Mini Augmented
Vision, que conectará de manera inteligente al autónomo con su vehículo. De este
modo, aumentará los niveles
de seguridad a la hora de la
conducción y en ningún momento se perderá la visión
de otros elementos que nos
podamos encontrar en la ca-
rretera, por lo que no serán
ningún inconveniente a la
hora de ponernos al volante.
El invento es una realidad
gracias al trabajo conjunto
de BMW Group con diversas
empresas de Qualcomm y
esperan que se comiencen a
introducir poco a poco dentro del panorama de los vehículos comerciales. Los alemanes optaron por desarrollar
su propio prototipo porque
aún no existe en el mercado
otro modelo que cubra las
necesidades y expectativas
de la automotriz.
Algunas de sus funcionalidades principales serán la
navegación GPS inteligente, introduciendo el destino
deseado a través de las gafas
y esté llegará al sistema del
vehículo ya sea desde el interior o el exterior.
Toda la información del automóvil como la velocidad
actual, límites de velocidad,
gasolina... aparecerá proyectada en la gafas, además de
otras ayudas como la localización de plazas libres de
aparcamiento. Un sistema
de recepción de mensajes
también estará incorporado.
El usuario podrá acceder a
los textos de manera segura
mientras estamos en carretera.
Finalmente, las gafas ofrecerán una visión de rayos X
que nos mostrará sin ningún
tipo de barreras lo que se encuentra alrededor del vehículo.
FCA Venezuela L.L.C. anteriormente Chrysler de Venezuela; filial de FCA Group L.L.C.; empresa ensambladora
con más de 55 años de fructífera labor en nuestro país,
designó al Licenciado Wilfredo Trejo como Presidente
de esta empresa en reemplazo del Ingeniero Elias Levy,
quien recientemente manifestó sus deseos de retirarse
de esta empresa ensambladora para emprender proyectos personales.
Wilfredo Trejo, venezolano con amplia y reconocida
experiencia acumulada durante más de 30 años en la
industria automotriz, energía y construcción y quien ha
ocupado importantes posiciones dentro de este sector,
es quien a partir de este momento, dirigirá las riendas
de esta importante empresa ensambladora venezolana.
Cabe destacar, que desde el año 2008, época en la que
Trejo ingresó a esta empresa y hasta la fecha, ejerció el
cargo de Director de Recursos Humanos y Relaciones
Institucionales. Anteriormente, se desarrolló y obtuvo
gran experiencia en empresas del grupo Phelps Dodge,
Goodyear y Lafarge, ejerciendo desde Venezuela, Estados Unidos y Canadá.
A lo largo de su gestión en FCA Venezuela, ha liderado
el desarrollo y conclusión de dos convenciones colectivas, impulsando procesos de mejoramiento continuo,
además de lograr un clima laboral de mutuo respeto. De
igual forma ha promovido el acercamiento entre esta
empresa y el gobierno nacional durante el período de
su gestión.
Pirelli lidera el estudio de J.D. Power 2015
NUEVA YORK –
Por segundo año
consecutivo, Pirelli logra la máxima calificación,
693 puntos, en la
categoría Rendimiento Deportivo de la edición
2015 de la Encuesta de Satisfacción del Cliente en Neumáticos como
Equipo OriginaldeJ.D. Power 2015TM.
El estudio de la firma estadounidense se basa en las respuestas de casi 29 mil propietarios de vehículos nuevos
que fueron producidos entre 2013 y 2014. La investigación se realizó entre noviembre y diciembre de 2014.
En una ceremonia en la ciudad de Nueva York, la firma
J.D. Power entregó el premio a Pierluigi Dinelli, Presidente y CEO de Pirelli América del Norte.
“Es un honor ser reconocidos una vez más como el mejor
neumático de la categoría ‘Rendimiento Deportivo’,en esta
edición del premio J.D. Poweren Equipo Original de Automóviles. En Pirelli estamos satisfechos por recibir este voto de
confianza de los consumidores de América del Norte,donde
estamos comprometidos en llevar nuestra marca, tecnología y
calidad de lujo a los productos que atienden a las necesidades
de los conductores y del mercado,” dice Pierluigi Dinelli,
Presidente y CEO de Pirelli América del Norte.